Normalmente, a differenza dei “giornalisti veri” (e “seri”), i quali devono sempre “stare sul pezzo”, e raccontare l’evolversi di una vicenda man mano che essa si dipana nel tempo, preferisco commentare i fatti dopo che questi sono accaduti completamente. E così farò anche oggi. I fatti li conoscete già: Michael Schumacher, il sette volte campione del mondo, ha firmato un contratto per tre anni con la Mercedes GP (la ex Brawn GP, per intenderci), per ricominciare a correre e (prevedibilmente) a vincere.
Al di là delle considerazioni monetarie, cominciamo l’analisi dei fatti.
I perché di una scelta: piccola cronistoria.
Tutto ha avuto inizio quando una moto è decollata… no, non è una storia di moto che decollano. Ma andiamo con ordine.
12 Febbraio 2009: Grosso guaio a Cartagena, in Spagna: il Kerpeniano si “spalma” sull’asfalto testando una Superbike, dando anche una bella zuccata sull’asfalto. Si rompe due costole, e riporta una serie di dolori a collo e polsi.
I commenti, nei vari “baretti di periferia”, vanno da “Ok, un altro pilota ha dato di matto” a “Ma perché continua a farlo, alla sua età?”
25 Luglio 2009: “Another one bites the dust”: durante le prove del GP di Ungheria, Felipe Massa incoccia con la testa una molla persa dalla Brawn GP del connazionale Rubens Barrichello. L’impatto è violentissimo (avviene a circa 280 Km/h!), ed il pilota perde subito conoscenza.
Tralasciando tutti i vari commenti, attestazioni di stima ed incoraggiamenti a Felipe, in Ferrari si apre subito il “toto-sostituto”. Montezemolo, come è naturale, cerca subito di dettare la linea. Il leit-motiv è “In prima battuta, contattiamo Schumacher. E poi, si vedrà”. E così succede.
30 Luglio 2009: Schumi dichiara: “A me piacciono le sfide e questa è una sfida”. Il sito della Ferrari va in tilt. L’annuncio è seguito dalle parole “L’importante è che Massa stia bene, era giusto aiutare la squadra nel momento del bisogno: lo faccio per gratitudine”. Piccolo dettaglio: si vocifera anche che il compenso del Kerpeniano si aggiri sui 3,2 milioni di Euro a GP.
Come comprensibile, nella trattativa con Maranello si è intromesso l’onnipresente manager di Schumi, Willi Weber. Su quest’uomo possiamo dire tutto, salvo che non abbia a cuore i propri assistiti. La trattativa prosegue.
Il dilemma è: continuare con la Ferrari, rischiando magari di “bruciarsi definitivamente l’immagine”, con un comeback su una vettura, la F60, sconosciuta, non all’altezza di Brawn-Mercedes e Red Bull-Renault, o prendere tempo, e valutare la situazione in seguito, per un “rientro in grande stile”?
Probabilmente Weber ha già deciso, in cuor suo: ma la decisione definitiva spetta comunque al pilota. E c’è ancora tempo prima del prossimo GP (che si correrà a Valencia il 23 agosto).
31 Luglio 2009: Schumi prova una F2007 sul circuito del Mugello: alla fine del test, durato 67 giri (in sostanza un “long run”, o simulazione di GP), lamenta dei dolori al collo.
05-06 Agosto 2009: Schumi (e, stavolta, anche Luca Badoer, segno che probabilmente in Ferrari qualcuno già era al corrente di qualcosa) si allena con i go kart sulla pista di Lonato, in provincia di Brescia. Il Kerpeniano dichiara: “Non c’e’ niente di meglio per la mia preparazione al momento, in termini di forze sul volante per esempio il kart e’ molto piu’ difficile della Formula 1. E il fatto che faccia molto caldo qui simula le temperature attese per Valencia.”
In sostanza, lascia intendere che a Valencia, il 23, lui ci sarà. Ma lo stesso giorno (5 Agosto) la portavoce del Kerpeniano, Sabine Kehm, lascia intendere che Schumi dovrà attendere il responso dei medici per tornare a correre. Primo segno di “maniavantismo”.
11 Agosto 2009: Lo shock: sul suo sito, il sette volte campione del mondo comunica la sua decisione: “Ho fatto il possibile per attuare il temporaneo ritorno. Con grande rammarico, non ha funzionato”. Una parola, temporaneo, è importante. Implica che, probabilmente, la trattativa Schumacher-Weber-Ferrari si è svolta nel quadro di una partecipazione episodica, una specie di “comparsata”. Ricordiamo che la Ferrari ha puntato molto su Felipe Massa, sostanzialmente tutto dopo Magny-Cours 2008, riuscendo ad essere campione del mondo solo per 15 secondi circa.
E’ solo un’ipotesi, ma immaginiamo (come comunque plausibile) che il Kerpeniano e Weber abbiano chiesto di più, vale a dire correre anche nel 2010.
Il clima, in Ferrari, è rovente. E non solo per il caldo. Ci sono però anche voci (da mesi, per la verità) in cui un grosso gruppo bancario spagnolo vuole sponsorizzare il Cavallino Rampante. E’ notorio che un gruppo finanziario, offrendo la propria sponsorizzazione, “guadagna” anche una sorta di “diritto di scelta”: in definitiva, paga il team, e quindi “si sente in diritto” di fare delle richieste. L’ovvio “desiderio” degli spagnoli è vedere Fernando Alonso su una Ferrari nel 2010. E’ possibile che Weber abbia “captato” questo clima, ed abbia infine convinto Michael. E che, sfruttando la “versione di comodo” dei guai al collo, si sia lasciata libera al proprio destino la Ferrari.
Fatto sta che, in quello stesso giorno, Montezemolo annuncia che, come d’accordi con Stefano Domenicali, Luca Badoer sarà al via a Valencia. Con i risultati che sappiamo.
10 Settembre 2009: Doppio annuncio: nel corso dei preparativi per il GP di Monza, la Ferrari annuncia sia l’estensione (per 3 anni) del contratto di “superconsulente” con Schumacher per le vetture stradali, sia la propria partnership con il gruppo bancario spagnolo di cui sopra. La collaborazione avrà la durata di 5 anni. “Doppio binario” quindi, per la Ferrari. Ma a questo punto è chiaro il tutto: per Montezemolo, Schumi non è altro che un consulente, e va tolto dalla mischia della griglia di partenza, mediante la “gabbia dorata” della “super consulenza”. Ma Michael, dopo aver anche continuato (30 Agosto) a fare giretti sui kart, comincia a pensare sempre di più ad un ritorno. Il test del Mugello deve avergli dato nuova linfa vitale.
1° Ottobre 2009: Welcome, Fernando! Schumi, sempre sul suo sito ufficiale, saluta così l’arrivo a Maranello di Alonso. Non è comunque molto chiaro il futuro di Schumi in F.1.
1° Novembre 2009: Why not? Ad Abu Dhabi, Ross Brawn, patron del team che ha vinto il titolo mondiale ad Interlagos, intuendo il disagio di Schumacher, chiede al suo vecchio amico se si immagina di nuovo nella battaglia per il titolo. Schumi dice di non essere pronto.
15-19 Novembre 2009 (approssimativamente): Eddai…! Telefonata (ipotetica) tra Brawn e Schumi.
RB: Ciao Michael, sono Ross. Hai sentito di Jenson?
MS: Ciao Ross! Sì, ha firmato per la McLaren. (Il 18 Novembre, ndA) RB: Che ne penseresti di tornare, e di tornare con noi?
MS: (imbarazzo) Ma ho un contratto di consulenza con Ferrari, non lo sai?
RB: Sì, certo. Ma quanta voglia hai di tornare a correre in Formula 1? Ti vedi più consulente Ferrari a vita, o pilota?
MS: Eh…
RB: Ascolta, qui hai un affare: Mercedes ha comprato tutto il team. C’è un sedile libero, quello di Jenson. Se lo vuoi, è tuo! Come ai vecchi tempi…
MS: Eh… facciamo così: ne parlo con Willi. Ti so dire. Grazie per l’opportunità, ciao.
RB: Aspetto tue nuove, ciao!
…ed il resto è storia recente: il 21 Dicembre (notte), Schumi prende un volo, e firma il contratto che lo lega per tre anni alla scuderia di Ross Brawn. Che sia poi tutta tedesca, avendo motori Mercedes (primo amore di Michael, naturalmente: se Schumi è stato lanciato nel mondo della F1, lo dobbiamo anche alla casa tedesca) e Nico Rosberg (anche se lui, di tedesco, ha solo la mamma, anche se si sente tedesco). Naturalmente, il contratto con la Ferrari “non era vincolante” (parole di Montezemolo).
E adesso? Caro Luca…
Ora che i fatti sono accaduti, le opinioni. Da bravi cronisti. Chi esce male da questa vicenda? Molti. In primis, persone come Domenicali il quale, in un fantastico articolo, diceva: «Se tutto è a posto, perché non rivederlo su una delle nostre macchine?» Peccato che si riferisse alla possibilità di dargli la famosa “terza vettura”, quella che, naturalmente per ragioni di costi (Domenicali, si ricorda che siamo in periodo di crisi?) non vedremo mai.
Se tutto è a posto, allora, perché non dargli un sedile da pilota titolare? Frasi come queste lasciano trasparire la volontà della Ferrari: “Ehm, guarda, Michael: adesso non c’è posto, ma se vuoi, torna fra qualche anno, e noi ci siamo, eh!”. Nemmeno fosse un tavolo al ristorante!
Probabilmente, la Ferrari non ha creduto fino in fondo alla possibilità che Schumacher possa essere ancora un pilota competitivo. E, così facendo, in sostanza, se l’è lasciato scappare. Per finire proprio sulla vettura che ha vinto entrambi i campionati nel 2009! Complimenti! Certo, anche i tifosi ci rimangono male. Ma vogliamo prendere in considerazione il fatto che, nell’era in cui non esistono più le “bandiere” (salvo pochissime eccezioni, d’accordo!) nemmeno nelle squadre di calcio, pensare che uno come Schumacher si legasse a vita ad un “non ruolo”, come quello di consulente per le vetture stradali, suonava piuttosto strano.
I commenti, sui vari forum di tifosi (e sottolineo tifosi, quindi con tutte le cautele del caso) vanno da “Giuda!” a “Traditore!”, a “Venduto!”. Noi non saremo di questo avviso. Brawn ha visto giusto: ha dato ad un uomo che vive di corse una possibilità. Montezemolo (il quale, come con Kimi, ci ha nuovamente propinato la “teoria del gemello”) non si è sentito in animo di concedergli una chance fino in fondo: Schumi vuole ancora lottare per il titolo, non fare qualche gara come una “vecchia gloria” qualunque!
Quindi, ragioniamo solo su questo fatto: Schumacher, adesso, è un avversario della Ferrari. Un forte avversario, nonostante l’età. Chi lo conosce, sa che ha una dedizione al lavoro pressoché maniacale, e tutti noi conosciamo le sue abilità in pista (ok, non con le moto, ma non conta!) E quindi, caro Montezemolo, questo Schumacher non è “il gemello”: è quello vero, quello che si è lasciato scappare. Ed è un avversario che va battuto in pista. La Ferrari vanta, sul suo sedile, la persona che i maligni indicano come “responsabile del pensionamento” di Schumi: Fernando Alonso. Chi ci segue dal 2006 sa che l’unica cosa che separò Schumi dal titolo di quell’anno fu un motore rotto a Suzuka. Ma non importa. Il concetto che deve “passare” è questo: non negare l’evidenza, ma lavorare (e sodo!) per vincere. E mancano cierca 80 giorni allo spegnimento del semaforo in Bahrein, inizio del Mondiale 2010!
Per il resto, Frohe Weihnachten, Michael! Buon Natale, Michael! Ma ricordati soltanto che, per noi, Babbo Natale veste di rosso!
Un post a caso!








