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Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

GP Abu Dhabi 2009: Vettel conclude il 2009 in bellezza!

Pubblicato da marcotheavalanche su Novembre 1, 2009

Le qualifiche di Yas sono state trattate qui.

Sulla griglia di partenza, si corre sempre a fine pomeriggio. Possibili guai per i piloti all’uscita dei box, che imbocca un tunnel piuttosto scivoloso.
Il gommista ha portato due mescole contigue: medie (che saranno le “dure” oggi) e le soft (vale a dire le morbide). Aspettiamoci delle diversità nelle prestazioni. Possibile strategia su una sosta per le “autobotti”, dall’undicesima posizione in poi, due soste per gli altri. Kovalainen arretrato di 5 posizioni per la sostituzione della trasmissione. Gomme dure per quasi tutti. Fisichella (ultimo) con le morbide.

Allo start, Hamilton usa il KERS e mantiene la testa alla prima curva. Vettel chiude un po’ su Webber ed anche lui mantiene la posizione. Kobayashi e Kimi duellano: il nipponico prevale! Battaglia Kubica-Trulli col polacco che passa. La sezione stradale molto ampia aiuta queste manovre.
Button passa Barrichello (che ha perso una bandella dall’alettone anteriore alla prima curva, toccandosi con Webber) ed è quarto. Kimi è dodicesimo dopo il primo giro, Fisichella sedicesimo. Kovalainen ha recuperato le cinque posizioni, ed è di nuovo tredicesimo. Alguersuari ne ha perse 5, ed è 19°. Partiva 14°.
Al quinto giro Alonso passa Grosjean ed è diciassettesimo. Hamilton comincia subito a macinare giri veloci per scavare un gap. Gli unici che sembrano resistergli sono Vettel e Webber. All’undicesimo giro Hamilton ha un’indecisione, blocca una ruota e fa una piccola escursione. Vettel si avvicina, e si mantiene entro un secondo di distacco dal pilota McLaren. Webber ed Hamilton continuano a strapparsi il giro più veloce, e Vettel si mantiene sempre, giro dopo giro, entro un secondo-un secondo e mezzo dall’inglese.
Il valzer dei pit stop inizia con Barrichello e Kubica, al sedicesimo giro. Dal 2010 basta rifornimenti, ma solo cambio gomme. Autobotti per tutti, e vediamo che succede.
Hamilton e Button si fermano ai box il giro successivo. Al rientro in pista, Jenson deve lottare con Kobayashi per difendere l’ottavo posto. Alla fine del lungo rettilineo l’inglese manca la frenata e va lungo. Il nippo ringrazia e passa davanti.
Nel team radio, brivido per Hamilton: gli viene detto che potrebbero avere un problema con il freno posteriore destro. Alguersuari ci regala altri brividi mancando letteralmente il pit stop. Aspettavano Vettel, e il catalano era entrato nel box del pilota della Red Bull! Rallenta alla fine del giro successivo: benzina finita? La notizia ufficiale è un guasto al cambio.
Hamilton rientra il giro successivo ai box, e si ritira. Freni andati. A questo punto, Vettel comanda la corsa, davanti a Webber. La battaglia riguarda quindi il terzo posto nel mondiale costruttori fra Ferrari e McLaren (divisi da un solo punto): la battaglia è tutta tra Kimi Räikkönen ed Heikki Kovalainen: per ora il ferrarista è davanti. Entrambi sono su una sola sosta. Conservandosi questo stato di cose, la McLaren sarebbe terza solo per il maggior numero di vittorie: 2 contro una. C’è una piccola escursione di Webber al 26° giro, ma rientra in pista. Il pit stop di Kimi Räikkönen avviene nel corso del 30° giro. Sutil travolge un paletto al 31° posto. Per fortuna è solo plastica. Pit stop per Kovalainen alla fine dello stesso giro. Quando rientra, è davanti a Räikkönen. Fisichella, penalizzato per eccesso di velocità in corsia box, rientra per il suo drive through.
Al 34° giro Grosjean viene passato da Sutil, e salta pure su un cordolo. Alonso passa Kobayashi ed è decimo. E’ l’ultimo pilota a fermarsi. Si ferma a 21 giri dalla fine. Rientra al 14° posto. Sutil passa Liuzzi a 18 giri dalla fine. Al 39° giro Rosberg inaugura la serie delle seconde soste.
Battaglia fra Kubica e Buemi a 13 giri dalla fine, con il polacco che si gira, e Buemi che prevale, nonostante un’escursione. Anche Kubica riprende la pista.
Dopo il round di soste, che ha visto tutto il gruppo uscire indenne dal tunnel dell’uscita box, Vettel ha 16 secondi di vantaggio su Webber, e sostanzialmente procede “in carrozza”. Kobayashi, nel suo piccolo, è riuscito ad artigliare un’ottima sesta posizione. Buon pilotino, quello della Toyota.
Parlando di piloti, a questo punto possiamo dirlo: visto la consistenza dei piloti che hanno sostituito Felipe Massa, la Ferrari avrebbe potuto ingaggiare anche Valentino Rossi, tanto avrebbe fatto gli stessi risultati. Rientriamo in gara. Button, a quattro giri dalla fine, viaggia negli scarichi di Webber, a meno di un secondo. Fisichella fa il suo primo (e unico?) sorpasso in Ferrari, passando Grosjean per il 17° e terz’ultimo posto.
Webber deve gestire la sua Red Bull-Renault con le gomme posteriori consumate dai ripetuti attacchi di Button, proprio mentre Vettel fa il giro più veloce. Webber resiste ripetutamente, e concretizza la doppietta Red Bull-Renault. La Ferrari, con un cartello, saluta il buon Kimi. Grazie di tutto.

L’ordine d’arrivo: Vettel vince, precedendo Webber e Button sul podio. Poi Barrichello, Heidfeld, Kobayashi, Trulli (invisibile!) e Buemi ottavo. Kovalainen 11°, davanti a Kimi. McLaren terza.

Giro più veloce: il 54° di Vettel, con 1′40″279.

Classifica mondiale piloti: Eccola!
1. J. Button 95
2. S. Vettel 84
3. R. Barrichello 77
4. M. Webber 69,5
5. L. Hamilton 49
6. K. Räikkönen 48
7. N. Rosberg 34,5
8. J. Trulli 32,5
9. F. Alonso 26
10. T. Glock 24
11. H. Kovalainen 22
11. F. Massa 22
13. N. Heidfeld 19
14. R. Kubica 17
15. G. Fisichella 8
16. S. Buemi 6
17. A. Sutil 5
18. K. Kobayashi 3
19. S. Bourdais 2
20. N. Piquet Jr. 0
K. Nakajima 0
J. Alguersuari 0
R. Grosjean 0
L. Badoer 0
V. Liuzzi 0

Mondiale costruttori: beccatevi anche questa!
1. Brawn GP 172
2. Red Bull 153,5
3. McLaren 71
4. Ferrari 70
5. Toyota 59,5
6. BMW Sauber 36
7. Williams 34,5
8. Renault 26
9. Force India 13
10. Toro Rosso 8

Ed anche per quest’anno abbiamo terminato con le nostre cronache. L’appuntamento è (dovrebbe, va!) al 2010!
Grazie a tutti per questa stagione!
Ci rileggiamo su queste pagine!

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Qualifiche GP Abu Dhabi 2009: Lewis Hamilton, lo sceicco di Yas!

Pubblicato da marcotheavalanche su Ottobre 31, 2009

Sui 5554 metri dell’interessante circuito di Marina di Yas, negli Emirati Arabi Uniti (altro segno di un mondo che cambia), si corre al tramonto.
Il circuito, solito “Tilkodromo”, sembra una curiosa via di mezzo tra il circuito cittadino di Singapore e quello di Phoenix (chi c’era si ricorderà la serie di curve a 90°).
Le McLaren, su questo tracciato, sembrano volare, con Hamilton in particolare che infiamma il pubblico. Miglior tempo per Lewis in ciascuna delle tre manche di qualifica!
Gli resistono solo le Red Bull-Renault, con Vettel e Webber al secondo e terzo posto. Più attardate le BrawnGP, con Rubens Barrichello che precede il neocampione Jenson Button.

Ecco i tempi dei primi 10:

Pilota Tempo
1. Hamilton 1′40″948
2. Vettel 1′41″615
3. Webber 1′41″726
4. Barrichello 1′41″786
5. Button 1′41″892
6. Trulli 1′41″897
7. Kubica 1′41″992
8. Heidfeld 1′42″343
9. Rosberg 1′42″583
10. Buemi 1′42″713

Non passano la Q2 Kimi Räikkönen con la Ferrari, Kobayashi con la Toyota, Kovalainen con la McLaren, Nakajima con la Williams-Toyota, ed Alguersuari con la Toro Rosso.

Fuori in Q1 Le due Renault di Alonso (16°) e Grosjean (19°), le due Force India di Liuzzi e Sutil (17° e 18°) e naturalmente, l’ottimo ultimo: Giancarlo Fisichella con l’altra Ferrari, sempre sotto tono. Kimi gli appioppa un secondo e un decimo nella stessa manche. No comment.

 

I pesi.

Da inizio stagione la FIA rende pubblici i pesi delle monoposto, carburante incluso, dopo le qualifiche.
Eccoli ordinati per posizione di qualifica:

Pilota       Peso
1.  Hamilton    658.5
2.  Vettel      663.0
3.  Webber      660.0
4.  Barrichello 655.0
5.  Button      657.0
6.  Trulli      661.0
7.  Kubica      654.5
8.  Heidfeld    664.0
9.  Rosberg     665.0
10. Buemi       661.5
11. Räikkönen   692.0*              
12. Kobayashi   694.3*
13. Kovalainen  697.0*
14. Nakajima    704.0*
15. Alguersuari 696.5*                 
16. Alonso      708.3*                 
17. Liuzzi      695.0*                 
18. Sutil       696.0*                 
19. Grosjean    710.8*                 
20. Fisichella  692.5*                 

(*) Per i posti dall’undicesimo in giù, il peso è soltanto “dichiarato”.


Commento ai pesi:
a Kubica va la monoposto più leggera (654,5 Kg). Diverse “autobotti”, fra le quali spiccano Nakajima e le due Renault, con Grosjean che, partendo penultimo, ha benzina per fare probabilmente una sosta in meno.
Heidfeld e Rosberg sono più pesanti di coloro che li precedono, se riuscissero ad effettuare dei sorpassi in partenza potrebbero diventare dei buoni “tappi”. Di questo le strategie dovranno tenere conto.

A domani, con la cronaca della gara!
Ci rileggiamo su queste pagine!

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GP Brasile 2009: Button e la BrawnGP realizzano il loro sogno!

Pubblicato da marcotheavalanche su Ottobre 18, 2009

Abbiamo discusso delle lunghe prove di Interlagos a questo link.

Sulla griglia di partenza, il cielo ha qualche grossa nube, anche se la gara inizia sull’asciutto. I piloti hanno ripetutamente tentato di gommare la traiettoria. C’è comunque qualche probabilità di pioggia. Otto piloti di otto scuderie diverse ai primi 8 posti sulla griglia: scordiamoci quindi delle “strategie di squadra”.
Il gommista ha portato le gomme medie (che saranno le “dure” oggi) e le super-soft (vale a dire le morbide). Gomme non contigue, quindi. Aspettiamoci delle diversità nelle prestazioni. Due soste per tutti dovrebbe essere la norma.

Allo spegnimento del semaforo, Kimi agguanta la terza posizione, dopo aver fatto a ruotate alla prima curva con Sutil. Tamponamento tra Kovalainen e Vettel: ne fa le spese l’incolpevole Fisichella, che scivola in fondo al gruppo. Tamponamento alla Reta Oposta tra Trulli e Sutil. L’abruzzese è furibondo, salta fuori dalla macchina ed ha un violento alterco col tedesco. Sutil, nel frattempo, ha travolto Alonso. Ed è safety car. Räikkönen ha toccato poco prima Webber, ed ha divelto parte del suo alettone anteriore. E’ costretto a tornare ai box. Ma c’è spettacolo pure ai box: la ripartenza di Kovalainen è in pieno stile “Massa a Singapore 2008″, vale a dire col bocchettone ancora inserito. Questo proietta la benzina rimasta nel tubo addosso al sopraggiungente Räikkönen che tentava di rientrare in pista: principio di incendio, ma senza conseguenze per Kimi. I meccanici della BrawnGP (!) aiutano a togliere il bocchettone dalla McLaren del finlandese, che riparte.
Alla ripartenza, al 5° giro, Kubica passa Rosberg alla prima curva. Button passa la Renault superstite di Grosjean, ed entra in zona punti. Ancke Vettel (come pure Hamilton ed Heidfeld) passa Grosjean. Il giro dopo Button passa pure Nakajima, ed è settimo. Il settimo giro si apre con il duello fra Button e Kobayashi. Il nipponico, contrariamente a quanto si poteva pensare, resiste.
Luca Colajanni, intervistato, auspica delle sanzioni ai danni di Webber. Nello stesso momento, Kovalainen viene messo sotto inchiesta dai commissari. Siamo nel corso del 14° giro. Anche Trulli e Sutil vengono messi sotto inchiesta. Ma il loro incidente verrà esaminato dopo la gara. Nel frattempo, Barrichello, saldamente in testa, macina giri veloci, anche se il suo distacco nei confronti di Webber è di soli 2,5 secondi dopo 18 giri.
Rubens rientra al 21° giro per la sua prima sosta. Rientra giusto davanti a Vettel (che lo passa all’esterno della Ferradura!). Heidfeld nel frattempo si ritira. Ha finito la benzina. Meno male che dal 2010 verranno aboliti i rifornimenti!
Hamilton tenta di passare, usando il suo KERS, Rubens Barrichello. Ma Rubinho resiste, e anzi allunga. Kubica effettua il suo primo pit stop dopo 24 giri, dalla terza posizione. Al rientro, si trova davanti a Barrichello. Nel frattempo, Button è riuscito a passare Kobayashi alla prima curva. Nel team radio, si “autocarica” a colpi di “let’s go!”. Il giro dopo, un duello fra Kobayashi e Nakajima per poco non favorisce Vettel. Anche l’incidente tra Fisico e Kovalainen viene messo sotto inchiesta, giusto quando il leader della gara, Webber, effettua la sua prima sosta.
Rosberg procede lentamente al 28° giro, ed entra direttamente nel garage, con fumo che fuoriesce dal retrotreno. Problemi al cambio. Peccato. Vettel tenta anche lui di sorpassare Kobayashi-san, ma senza successo. Il nipponico mi ricorda l’Herbert dei tempi migliori. E’ secondo, anche se deve ancora rifornire. Koba-san rifornisce al 31° giro. Quando rientra, affronta e impatta col suo connazionale Nakajima, il quale perde l’alettone anteriore e vola via in fondo alla Reta Oposta. Ah, questi prodi kamikaze!
Hamilton tenta il sorpasso su Barrichello, ma si avvede delle bandiere gialle, e desiste.
Button passa Buemi, ancora alla prima curva, e rientra in zona punti. A metà gara, la situazione vede Webber in testa davanti a Vettel, poi Kubica, Barrichello, Hamilton, Räikkönen, Button e Buemi. Fisichella nono. Ma deve ancora fare il suo pit stop.
Vettel rientra al 37° giro. Altre gomme dure, quindi dovrà ancora fermarsi. Rientra dietro a Button, al settimo posto.
Hamilton lascia via libera a Kimi andando a rifornire al 43° passaggio. Per poco non perde il controllo all’uscita dei box. Räikkönen effettua la sua sosta il giro successivo. Kubica mette anche lui le morbide a 25 giri dal termine. Rientra al terzo posto.
Barrichello rifornisce al 50° passaggio. Rientra sesto. La gara sta sprofondando nella noia. Webber si ferma ai box due giri dopo. Button al 56° passaggio, Vettel il giro dopo. Kovalainen si ferma a 12 giri dal termine, stavolta lascia intatto il bocchettone.
Problemi di gomme per Rubens Barrichello, che si fa passare da Hamilton a 10 giri dalla fine. Lewis ha un piccolo danno all’ala anteriore, ma continua apparentemente senza danni. A Barrichello viene comunicato che ha una foratura. E’ la posteriore sinistra.
Kobayashi passa Fisichella a 4 giri dalla fine. Il nipponico è decimo. A Button viene comunicato che potrebbe piovigginare, ma siamo già a pochissimi giri dal termine. E Ross Brawn può cominciare a mangiare un po’ di banane.

Così all’arrivo: Webber vince, precedendo Kubica ed Hamilton sul podio. Poi Vettel, Button, Räikkönen, Buemi e Barrichello col punticino dell’ottavo posto.

Giro più veloce: il 25° di Webber, con 1′13″733.

Classifica piloti: Button campione del mondo con 89 punti, Vettel (74) sorpassa Barrichello, che ne ha 72. Quarto il compagno di squadra di Vettel, Mark Webber (61,5). Hamilton (49) sorpassa Räikkönen (48).

Mondiale costruttori: BrawnGP campione con 161 punti, e Red Bull-Renault seconda con 136,5. McLaren-Mercedes terza, con 71. Ferrari quarta, con 70. La lotta è aperta solo per il terzo posto.

L’ultimo GP è fra due settimane, il 1° novembre, nel nuovo circuito di Yas, per il GP degli Emirati Arabi Uniti. Si correrà al tramonto, giusto per suggellare anche il tramonto di questa stagione di F.1 2009.

A rileggerci su queste pagine!

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Qualifiche GP Brasile 2009: Barrichello, la chance della vita!

Pubblicato da marcotheavalanche su Ottobre 17, 2009

Qualifiche “subacquee” ad Interlagos, che conferma, in un qualche modo, l’origine del suo nome: “fra i laghi“.
Dopo che in mattinata le prove libere si sono effettuate solo per 13 minuti (ritardato l’inizio di 42′ a causa di un violento temporale, e terminate 5 minuti prima a causa di un brutto incidente a Romain Grosjean) anche le prove ufficiali sono decisamente bagnate: ben due safety car hanno cercato, prima dell’inizio delle qualifiche, di creare quantomeno una “traccia” di asfalto meno bagnato. Ma invano. Glock è sostituito da Kamui Kobayashi, 23enne terzo pilota Toyota, dopo che è venuto fuori che il tedesco (ferito da un panetto di zavorra) si è incrinato una vertebra nell’incidente delle qualifiche del GP precedente, a Suzuka. Si medita di mettere fuorilegge le zavorre per l’anno prossimo.

Dopo due ore e 41 minuti di attesa, nemmeno fosse una finale di tennis al quinto set, Rubens Barrichello “emerge” dal nubifragio di Interlagos con la pole position, strappata ad un sempre coriaceo Webber su Red Bull-Renault. Con Button e Vettel attardati, questa è davvero una possibilità da non perdere, per Rubens.
Per la giornata di domani non si prevede pioggia, ma si sa che il tempo ad Interlagos è piuttosto imprevedibile, come ricorderà benissimo Hamilton, che qui ottenne, un anno fa, il suo agognato titolo mondiale.

Ecco i tempi dei primi 10:

Pilota Tempo
1. Barrichello 1′19″576
2. Webber 1′19″668
3. Sutil 1′19″912
4. Trulli 1′20″097
5. Räikkönen 1′20″168
6. Buemi 1′20″250
7. Rosberg 1′20″326
8. Kubica 1′20″631
9. Nakajima 1′20″674
10. Alonso 1′21″422

Fuori in Q2 Kobayashi con la Toyota, Alguersuari con la Toro Rosso, Grosjean con la Renault, a sorpresa la BrawnGP di Button e Liuzzi con la Force India, autore di un brutto incidente (a 12′24″ dal termine della sessione) alla fine del rettilineo principale: testacoda, impatto col muretto dei box e “atterraggio di coda” fra le gomme in fondo alla prima curva. Tre pneumatici su quattro (quelli posteriori, e l’anteriore destro) sono stati strappati via dalla vettura nell’impatto. Ovviamente, bandiera rossa.

Eliminati in Q1 Vettel con l’altra Red Bull-Renault, le due McLaren di Kovalainen e Hamilton, Nick Heidfeld con la BMW-Sauber ed infine Fisichella con l’altra Ferrari, autore di un’intraversata alla “S” di Senna (con motore spento) dopo 4′ dall’inizio delle prove, incidente che ha causato una bandiera rossa. Kimi secondo nella medesima manche. No comment.

I pesi.

Da inizio stagione la FIA rende pubblici i pesi delle monoposto, carburante incluso, dopo le qualifiche.
Eccoli ordinati per posizione di qualifica:

Pilota       Peso
1.  Barrichello  650.5
2.  Webber       656.0
3.  Sutil        656.5
4.  Trulli       658.5
5.  Räikkönen    651.5
6.  Buemi        659.0
7.  Rosberg      657.0
8.  Kubica       656.0
9.  Nakajima     664.0
10.  Alonso       652.0
11.  Kobayashi    671.5*
12.  Alguersuari  671.5*
13.  Grosjean     677.2*
14.  Button       672.0*
15.  Liuzzi       680.0*
16.  Vettel       683.5*
17.  Kovalainen   656.5*
18.  Hamilton     661.0*
19.  Heidfeld     650.5*
20.  Fisichella   683.5*

(*) Per i posti dall’undicesimo in giù, il peso è soltanto “dichiarato”.

Commento ai pesi: Barrichello è, anche se di poco il pilota con la monoposto più leggera (650,5 Kg). I piloti con la monoposto più pesante (683,5 Kg) sono Vettel e Fisichella.
Mentre per Fisichella l’”autobotte” è pienamente comprensibile (parte ultimo), gli 11,5 Kg di peso in più di Button potrebbero rappresentare un potenziale rischio in partenza.

A domani, con la cronaca della gara!
A rileggerci su queste pagine!

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GP Giappone 2009: Vettel cerca di riaprire il Mondiale!

Pubblicato da marcotheavalanche su Ottobre 4, 2009

Le tormentate qualifiche di Suzuka sono state trattate qui.

Sulla griglia di partenza, nessuna possibilità di pioggia. Strategia scompaginata dalle penalità, come dicevamo ieri. Gomme dure e morbide (quindi non contigue, mancano infatti le “medie”). Glock non parte, a causa delle (piccole) ferite riportate ieri in qualifica.
Il grip della pista varia a seconda dei settori del tracciato: questo è un fatto che potrebbe influenzare il consumo delle gomme. A proposito di pneumatici, i protagonisti di questo Mondiale (Vettel, Button e Barrichello) partono con gomme dure. Anche Rosberg e Trulli.

Allo start, Vettel parte bene, e tiene la posizione Hamilton supera Trulli e gli è subito dietro; Heidfeld è quarto, mentre Kimi mantiene la posizione ed è quinto. Barrichello, Rosberg e Sutil. Alonso è 16°. Fisichella dodicesimo, dopo aver preso e perso la posizione nei confronti di Button.
Webber, partito dalla pitlane, rientra ai box dopo un giro, e passa alle gomme dure. Vettel, leggero, comincia subito a scavare un gap. Webber effettua una nuova sosta un giro dopo: la sagoma di protezione vibra, e i meccanici sono costretti a usare del nastro isolante (!) per fissarla meglio alla monoposto.
Button passa Kubica ed è decimo. In fondo al gruppo, Buemi passa Grosjean e comincia la rimonta. Terzo pit stop per Webber. Trulli sta tenendo il ritmo (forsennato) dei primi due.
Räikkönen perde decimi da Heidfeld, anche se sta migliorando i suoi tempi. Nel corso del 7° giro, Sutil tenta un attacco ai danni di Kovalainen per l’ottava posizione. Button segue a breve distanza. Ricordiamo che Sutil ha la macchina più leggera.
A Vettel viene comunicato di gestire la quantità di benzina. Kimi gira sugli stessi tempi di Barrichello, mentre Button si lamenta del sottosterzo. Buemi si ritira al 12° giro. Problemi con la frizione. Al 14° passaggio, Sutil e Kovalainen cercano di imitare Prost e Senna alla Triangle: risultato: Sutil passa, ma viene agganciato e si gira. Button ringrazia e passa entrambi, come pure Kubica e Fisico che passano Sutil. Button guadagna così l’ottava posizione.
Hamilton rientra ai box il giro successivo, continua con le dure e rientra davanti a Button, in 7^ posizione. Sutil rientra un giro dopo, Trulli al 17°. Jarno rientra, come previsto, dietro Hamilton. Button, Kubica e Fisichella rientrano al 18° giro. Vettel, Heidfeld, Kimi e Barrichello tutti al 19°.
Sosta lunga per Vettel: 12″4. Dopo il valzer di pit stop, momenti di ilarità: Alguersuari (Toro Rosso) si lamenta della lentezza di Barrichello. Nessun commento dal pit.
Rosberg, secondo al 23° giro, effettua la sua sosta leggermente in anticipo. Alguersuari copia la mossa. Faranno solo un pit?
Kubica e Kovalainen non si sono ancora fermati. Il pilota McLaren effettua la sua sosta al 25° giro, mentre Kubica attende altri due giri. Nel frattempo Liuzzi si ferma ai box.
Gara piuttosto noiosa, sino a questo momento. Grosjean prova a ravvivarla, facendo un’escursione allo Spoon. Ma è fortunato, trova la via di fuga asfaltata e viene passato solo da Sutil. Duello con contatto tra Liuzzi e Nakajima alla prima curva del 32° giro. Vitantonio passa, ma perde qualche pezzo, forse una bandella dell’alettone anteriore. Le due Ferrari, con gomme morbide Räikkönen, migliorano i tempi: Räikkönen stampa il giro più veloce al 33° giro, e si mette alla caccia di Heidfeld. Webber effettua l’ennesimo pit stop (il quarto), e Räikkönen effettua la sua seconda sosta al 35° giro. 7″2, e rientra davanti a Kubica, all’ottavo posto.
Heidfeld si ferma il giro successivo, e Räikkönen lo passa. Hamilton mette le morbide a 15 giri dalla fine. Heidfeld deve ancora mettere in temperatura le gomme: subisce l’attacco anche da Kubica, suo compagno di squadra, ma riesce a non farsi superare.
Dopo il pit stop di Trulli, Jarno riesce a scavalcare Hamilton, e si riprende la seconda posizione.
Spettacolo ai box, con Fisichella che passa Kovalainen ai box, i due fanno a ruotate alla prima curva, e Heikki riesce a passare. Fisico è rimasto troppo centrale. Nello stesso momento, Vettel effettua la sua sosta, ma ha un problema con l’anteriore destra. 7″5 il tempo della sua sosta. Se non altro, le sue gomme morbide sono nuove.
E infatti si vede: Vettellino stampa subito il giro più veloce. A 8 giri dalla fine, Alguersuari si stampa in fondo alla fine della 130R, gomme catapultate per aria. Il pilota sta bene. Ha probabilmente perso il controllo per via delle gomme non ancora in temperatura. Quarto ritiro consecutivo per il catalano. Ed è safety car.
Hamilton chiede se il suo KERS funziona, e viene rassicurato. Alla ripartenza della safety car, posizioni immutate alla prima curva, solo un tentativo da parte di Kimi di prendere Hamilton. Grosjean, rimasto tra Vettel e Trulli, si scansa solo allo Spoon. MAH!
Gli ultimi giri sono a ritmo indiavolato, con Webber ultimo che fa il giro più veloce, attacchi di Kubica a Button, ma finisce così.

L’ordine d’arrivo: Vettel vince davanti a Trulli e terzo Lewis Hamilton. Poi Räikkönen, Rosberg (avvantaggiato moltissimo dalla safety car), Heidfeld, Barrichello e Button col punticino dell’ottavo posto. Fisichella dodicesimo. Migliorerà.

Giro più veloce: il 50° di Webber, con 1′32″569.

Mondiale piloti: Button ancora primo con 85 punti, Barrichello ne ha 71. Vettel (69) si avvicina moltissimo ai due, riaprendo inaspettatamente il mondiale. Quarto il compagno di squadra Webber (ancora fermo a 51,5). Räikkönen quinto con 45 punti, solo 2 in più di Hamilton.

Campionato costruttori: BrawnGP sempre davanti con 156 punti, e Red Bull-Renault seconda con 120,5. Alla BrawnGP basterà ottenere un punto in due gare per vincere il titolo. La Ferrari conserva il terzo posto, con 67 punti, solo due in più della McLaren-Mercedes.

Prossima gara fra due settimane, il 18 ottobre, a Interlagos, per il GP del Brasile.
Ci rileggiamo su queste pagine!

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Qualifiche GP Giappone 2009: Vettel, una pole ad eliminazione!

Pubblicato da marcotheavalanche su Ottobre 3, 2009

Questo Mondiale F1 2009 ci offre un graditissimo ritorno, per quanto riguarda i tracciati: Suzuka. Non ci si corre dal 2006. Ma molti ricorderanno quella gara, che stava per regalare un vantaggio enorme a Schumacher, salvo poi consegnare di fatto il mondiale ad Alonso, a causa del cedimento del propulsore di Schumi nel 36° giro.
Dopo le libere bagnate, con incidenti spettacolari (Webber è riuscito a danneggiare addirittura la scocca, uscendo alla curva Degner, e non sarà presente oggi), le qualifiche si disputano col sole. Su questo circuito, di proprietà della Honda, l’erede della BAR-Honda, la Brawn-Mercedes, ha il doppio match point per entrambi i campionati.
A Jenson Button basterà ottenere 5 punti in più di Barrichello per essere campione, mentre la Brawn avrà bisogno di non perdere sei lunghezze dalla Red Bull-Renault per guadagnare un insperato titolo mondiale.
Curiosità: col vecchio punteggio (10-6-4-3-2-1), Button avrebbe 70 punti, 20 più di Barrichello: a Jenson basterebbe quindi semplicemente arrivare davanti a Rubens per vincere. Sarebbero disperate le speranze della Red Bull di vincere il mondiale: con solo 48 punti disponibili, e solo 84,5 nel carniere, Vettel e Webber dovrebbero fare tre doppiette e sperare che la BrawnGP non faccia 13 punti in tre gare.
Attualmente, il gap è di 42,5 punti, e con 54 punti disponibili, per la Red Bull-Renault è comunque impresa disperata.

Le prove di Suzuka, tracciato che non perdona il minimo errore, laureano Sebastian Vettel in pole, e Jarno Trulli ottiene un’ottima prima fila per la Toyota. Distacchi ridottissimi: i primi 8 della Q3 si qualificano tutti in 82 centesimi di secondo!
Qualifiche zeppe di incidenti: Kovalainen sbatte alla Degner in Q3. Terza bandiera rossa. Si segnalano gli incidenti a ripetizione di Buemi, sia ad inizio Q1 (fuori alla Degner) e a fine Q2 (largo allo Spoon, con strisciata nell’erba fin quasi alla 130R). Non ha disputato la Q3.

Ecco i tempi dei primi 10:

Pilota Tempo
1. Vettel 1′32″160
2. Trulli 1′32″220
3. Hamilton 1′32″395
4. Sutil 1′32″466
5. Barrichello 1′32″660
6. Heidfeld 1′32″945
7. Button 1′32″962
8. Räikkönen 1′32″980
9. Kovalainen —
10. Buemi —

Non passano la Q2 la Williams-Toyota di Rosberg, la Renault di Alonso, la BMW-Sauber di Kubica, la Toyota di Glock e la Toro Rosso-Ferrari di Alguersuari, entrambi autori di brutti incidenti (Glock ha impattato all’ultima curva, Alguersuari ha fatto un frontale alla Degner) rispettivamente a 7:49 e a 11:15 dalla fine della manche che hanno comportato anche la sospensione delle qualifiche. Glock viene estratto con il “guscio”, in quanto ha riportato un taglio ad una coscia. Nessun danno per Alguersuari. Muso e sospensioni anteriori delle vetture sono ovviamente distrutti.

Fuori in Q1 Fisichella con l’altra Ferrari (con Kimi sesto nella stessa manche). No comment. Poi Nakajima con l’altra Williams-Toyota, Romain Grosjean su Renault, e Vitantonio Liuzzi (vittima di un attacco influenzale nella notte) con la Force India. Non è ovviamente partito Mark Webber con l’altra Red Bull-Renault (che dovrà essere ricostruita dalla scocca di riserva).

I pesi.

Da inizio stagione la FIA rende pubblici i pesi delle monoposto, carburante incluso, dopo le qualifiche. Eccoli ordinati per posizione di qualifica:

Pilota       Peso
1.  Vettel            658.5
2.  Trulli             655.5
3.  Hamilton     656.0
4.  Sutil               650.0
5.  Barrichello 660.5
6.  Heidfeld       660.0
7.  Button          658.5
8.  Raikkonen    661.0
9.  Kovalainen   675.0
10.  Buemi         665.4*
11.  Rosberg      684.5*
12.  Alonso        689.5*
13.  Kubica        686.0*
14.  Glock          —
15.  Alguersuari  682.5*
16.  Fisichella   661.5*
17.  Nakajima   695.7*
18.  Grosjean    691.8*
19.  Liuzzi          682.5*
20.  Webber       —

(*) Per i posti dall’undicesimo in giù, il peso è soltanto “dichiarato”.

Aggiornamento: variazioni in griglia.

La FIA ha penalizzato di 5 posizioni 5 piloti: in primo luogo Buemi per aver danneggiato diversi piloti dopo il suo incidente alla fine della Q2 (penalità cervellotica, se ci pensate: un pilota che ha un incidente alla fine delle qualifiche non può rientrare ai box per non impedire di danneggiare i piloti che tentano di fare il loro giro? Oltre al danno la beffa!). Gli altri 4 sono i due della BrawnGP, vale a dire Barrichello e Button, Fernando Alonso e Adrian Sutil. Per tutti costoro, la penalità è stata comminata per non aver rallentato in corrispondenza delle bandiere gialle provocate dall’incidente occorso al pilota della Toro Rosso.

Questa è la  nuova griglia di partenza, coi relativi pesi:

Pos  Pilota       Team                  Peso
1.  Vettel       Red Bull-Renault      658.5
2.  Trulli       Toyota                655.5
3.  Hamilton     McLaren-Mercedes      656.0
4.  Heidfeld     BMW-Sauber            660.0
5.  Räikkönen    Ferrari               661.0
6.  Rosberg      Williams-Toyota       684.5
7.  Kubica       BMW-Sauber            686.0
8.  Sutil        Force India-Mercedes  650.0*
9.  Barrichello  Brawn-Mercedes        660.5*
10.  Alguersuari  Toro Rosso-Ferrari    682.5
11.  Button       Brawn-Mercedes        658.5*
12.  Fisichella   Ferrari               661.5
13.  Kovalainen   McLaren-Mercedes      675.0**
14.  Buemi        Toro Rosso-Ferrari    665.4*
15.  Nakajima     Williams-Toyota       695.7
16.  Grosjean     Renault               691.8
17.  Alonso       Renault               689.5*
18.  Liuzzi       Force India-Mercedes  682.5**
19.  Glock        Toyota                ***
20.  Webber       Red Bull-Renault      ***

*   Penalizzato di 5 posizioni
**  Penalizzato di 5 posizioni per aver sostituito il cambio
*** Partiranno dalla pitlane

Commento ai pesi: Sutil è il pilota con la monoposto più leggera (650 Kg). Peccato per la penalità, che a questo punto gli scompagina la strategia. Nakajima è il pilota più pesante (695,7 Kg).
Le strategie sono saltate un po’ per tutti, a causa di incidenti e penalità. Rosberg e Kubica, più pesanti (e di molto) di chiunque li precedono, dovranno fare attenzione in partenza, per poi fare un primo stint molto lungo.

A domani, con la cronaca della gara!
A rileggerci su queste pagine!

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Flavio Briatore: altro che vita spericolata!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 28, 2009

Quando, al 14° giro del GP di Singapore 2008, Nelsinho Piquet sbatté contro il muretto alla curva 17 (Raffles Avenue), pochi potevano immaginare le conseguenze che questo gesto avrebbe avuto sul “pinnacle of motorsport”.
In quella gara Briatore e Fernando Alonso ottennero la prima delle loro due vittorie del 2008. Nei commenti alla gara, Fernando disse che non poteva credere di aver vinto una gara, e che la prima safety car (innescata da Piquetinho) lo aveva aiutato molto.
Ma non parliamo del futuro pilota Ferrari, concentriamoci sul “mandante”: Flavio “Briatür”, il Corsaro Verzuolese.
Cerchiamo di capire prima di tutto l’uomo, per poi capire perché è più che plausibile che abbia, come dire, “consigliato” a Nelsinho Piquet (“pilota” sull’orlo di una crisi di nervi, ricordiamolo) di stamparsi a muro per favorire Alonso.

L’uomo.
Flavio Briatore nasce nel ‘50 a Verzuolo, in provincia di Cuneo. I genitori sono insegnanti di scuola elementare. Si diploma come geometra, i voti non sono quel granché. Capisce però subito che la provincia (sarà pure la “provincia granda”) non lo appassiona. E comincia la sua personale scalata al potere.
Lavora: istruttore di sci, gestore di ristoranti. Ne apre uno col suo soprannome, “Tribüla” (“Tribolare” vi dice qualcosa?), ma fallisce per via dei troppi debiti.
Si “ricicla” come piazzista di polizze assicurative a Cuneo, e qui la sua vita e la sua carriera hanno una prima svolta. Conosce Attilio Dutto, un costruttore edile che ha nel frattempo rilevato da un certo Michele Sindona (sì, quello del caffé…) una ditta di vernici. Ne diventa l’assistente.
Il 21 marzo del 1979, Dutto salta per aria appena avvia la sua macchina. Uno dei tanti delitti italiani senza colpevoli. L’omicidio scuote Cuneo per mesi.
Briatore si trasferisce a Milano, dove frequenta gli ambienti legati alla Borsa. Conosce Achille Caproni, industriale aeronautico, che gli affida la sua holding. Con pessimi risultati: Briatore acquista la fabbrica di vernici che fu di Dutto, ma questa fallisce, lasciando sul lastrico gli operai e diversi miliardi di lire di debiti.
Parte della holding di Caproni fu venduta alla società statale Efim. Si ri-ricicla come discografico, e viene visto spesso insieme alla cantante Iva Zanicchi. Entra in un giro di bische clandestine, e viene condannato in primo grado ad un anno e sei mesi di carcere in quanto riconosciuto colpevole di essere il capo del cosiddetto “Gruppo di Milano”, un giro di “spennapolli” che agganciava clienti facoltosi, allo scopo di depredargli le fortune in fretta. Chiedere a Pupo per dettagli. Flavione si sottrae alla giustizia fuggendo nelle Isole Vergini (poverette…), ove ha l’incontro della sua vita: Luciano Benetton. Con l’industriale laniero stabilisce una partnership per la catena distributiva dei suo punti vendita, tenendosi una fetta dei ricavi per sé. Tutti ricordiamo le pubblicità della Benetton, basate sulle foto di Oliviero Toscani, fatte in modo da dividere l’opinione pubblica. La strategia è quella “bene o male, purché se ne parli”. E se ne parla. A fine anni ‘80, Benetton ha circa 800 negozi negli USA. Bria intasca una fetta dei proventi da ogni accordo.
Ma gli affari cominciano a subire i colpi della concorrenza, e Briatore cerca “nuovi stimoli”. In passato la F.1 non gli piaceva, ma Luciano Benetton lo nomina direttore commerciale del suo neonato team di F.1, ottenuto acquistando a inizio 1986 la vecchia Toleman (sì, quel “furgoncino” di Senna a Monaco ‘84). Piloti: Teo Fabi e Gerhard Berger. Il suo primo GP è ad Adelaide nel 1988. Piloti di quella stagione furono Alessandro Nannini (12 punti) e Thierry Boutsen (27, tra l’altro a punti ad Adelaide, con un 5° posto). Il suo amico Luciano fa fuori anche il team manager della ex Toleman, e Briatore si ritrova “capoccia”. Comincia a guardarsi in giro, e assume un certo John Barnard, per dargli il compito di rifare la monoposto 1989. La Benetton (piloti Nannini, Herbert e Pirro) fa gli stessi 39 punti del 1988, e Barnard viene fatto fuori. Briatore ingaggia Tom Walkinshaw.
Il 1990 si apre con l’annuncio di un super pilota: il tre volte campione del mondo Nelson Piquet (ovviamente senior) si accasa presso il team di Flavio, per due stagioni. 59 punti, l’incidente di elicottero di Nannini che lo mette definitvamente fuori gioco come pilota (lo sostituisce Roberto Moreno) sono il breve resoconto di quella stagione.
Il 24 agosto 1991 è una data che Michael Schumacher (e la F.1) non dimenticheranno: all’esordio con una Jordan (sostituisce Gachot), Schumi ottiene il settimo tempo in qualifica a Spa. Il giorno dopo si ritirerà per guai alla frizione, ma tanto basta perché Walkinshaw e Briatore lo prendano in squadra.
L’intuizione del Corsaro Verzuolese è quella di costruirgli un team attorno: e così arriva, fra gli altri, un certo Ross Brawn.
Saltiamo fino al ‘94, con le accuse relative all’illegalità della Benetton (chiedere a Jos Verstappen in merito alla valvola per il rifornimento, o a Damon Hill per il traction control). Come finì il mondiale ‘94 ce lo ricordiamo, no?
A fine ‘94, Bria si compra anche la Ligier, per poi rivenderla a Tom Walkinshaw, poiché i regolamenti della FIA non permettevano di possedere più team nel circus. Schumi e parte del suo team passano come è noto alla Rossa nel ‘96.
Nello stesso anno Briatore comprò anche una quota del team Minardi con l’intento di rivenderla alla British American Tobacco, ma dopo l’opposizione di Giancarlo Minardi e Gabriele Rumi, la rivendette a loro. Nel 1997 la Benetton lo licenzia (sostanzialmente per aver lasciato fuggire Schumacher) e prende David Richards.
Flavione chiede aiuto a Bernie Ecclestone, che lo accasa alla Supertec, azienda che forniva motori Renault a tre team.
Quando poi la Benetton fu venduta definitivamente alla Renault nel 2001, Briatore rientra dalla porta principale nel team francese.
A novembre 2003 il P.M. di Potenza, Henry John Woodcock, ne chiede la custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta su una serie di pressioni indebite verso ambienti ministeriali, ma il G.I.P. di Potenza si dichiara incompetente per territorio.
L’intuito di Briatore si manifesta prelevando dalla Minardi Fernando Alonso e facendone il bicampione del mondo 2005-2006.
Le stagioni successive non sono all’altezza della situazione.

Dossier “Crashgate”.
Quella che segue è una “ricostruzione” dei fatti.
Nelsinho Piquet, figlio di cotanto padre, col quale Briatore si era trovato magnificamente, diventa pilota titolare in Renault nel 2008, senza grossi risultati se si esclude il secondo posto al GP di Germania.

Piquetinho è sotto pressione: il suo contratto non è ancora stato rinnovato. Viene convocato da Bria e da Pat Symonds alla vigilia del GP di Singapore, in cui gli viene chiesto di causare un incidente in una curva senza gru nelle vicinanze, in modo tale da causare una safety car. Gli viene lasciato intendere che, se farà così, il suo contratto verrà rinnovato. I nervi a pezzi di Nelsinho fanno il resto. Dopo la gara, Briatore ringrazia laconicamente Piquetinho.
Flavione mantiene la promessa e, quasi incomprensibilmente per gli addetti ai lavori, rinnova il contratto a Nelsinho. Ma il 2009 non va come previsto.
Piquetinho si mantiene molto al di sotto delle attese, senza nemmeno far un punto. Alla vigilia della decima gara, il GP d’Europa, il 23 Agosto, Briatore appieda il figlio del grande Nelson, preferendogli Romain Grosjean. La separazione è carica di acrimonia. Piquetinho crede interiormente di esser stato ingannato, e che Briatore non ha mantenuto la sua promessa. Parla all’illustre padre, che non crede alle sue orecchie.
Nelson Piquet (senior) ne parla ad Ecclestone. Mr. Bernie intravede la possibilità di far fuori quello che stava diventando un intralcio ai suoi affari, tramite ad esempio la fondazione della FOTA (assieme a LCDM e ad un altro “epurato di lusso”, un certo Ron Dennis…).
Il consiglio che dà a Piquet è semplice: “non dire nulla alla stampa, e fottilo”.
Il 30 agosto 2009, durante la diretta di Spa, il giornalista brasiliano Reginaldo Leme, della TV brasiliana “Globo TV” si lascia sfuggire il fatto che Piquetinho avrebbe sbattuto di proposito a Singapore. La FIA avvia un’indagine. Le indagini vengono affidate alla stessa società che ha difeso il presidente della Fia, Max Mosley, dalle accuse del famoso scandalo a sfondo sessuale che ha minacciato di travolgerlo solo meno di un anno prima.
Il 4 settembre la Renault viene formalmente accusata di violare l’articolo 151c del Codice Sportivo. Sei giorni dopo, Piquetinho fa una dichiarazione alla FIA in cui conferma quanto affermato da Leme. Il giorno dopo, 11 Settembre, la Renault e Bria annunciano che sporgeranno querela nei confronti di Piquet. La FIA prende contromisure, ed è decisa a far fuori Briatore. Offre l’immunità a Pat Symonds, se fornirà dettagli alla FIA. Lui replica dicendo che l’idea del crash è stata di Piquetinho.
Succede qualcosa, in FIA. C’è chi tira in ballo un “mister X”, il quale avrebbe sostanzialmente avallato la versione di Piquet.
Fatto sta che il 16 settembre Briatore e Symonds lasciano il team, e la Renault afferma che non contesterà le accuse concernenti il Gran Premio di Singapore del 2008.
L’epilogo è del 21 settembre: si riunsce a Parigi il FIA World Motor Sport Council per la decisione. Briatore viene radiato a vita dalla F1 (per aver “negato l’evidenza”) e la Renault viene squalificata per due anni con la condizionale. Pat Symonds viene squalificato per 5 anni. Briatore non potrà nemmeno più guardare una gara FIA come spettatore, e se cercherà di fare il manager di un pilota, a questi non sarà rinnovata o concessa la superlicenza.

Epilogo.
Alla luce dei fatti, e del “profilo psicologico” di questo Barry Lyndon dei nostri giorni, mi chiedo come mai, in Italia, ci sia ancora gente disposta a difendere il Corsaro Verzuolese.
Non è una “sfida” Bria vs. Max & Bernie, si tratta della sopravvivenza di uno sport colpito ripetutamente da numerosi scandali. Fare tabula rasa potrà aiutare questo sport.
Personalmente, mi dispiace molto di più per il capo degli ingegneri, Symonds, che ha buttato nel cestino il duro lavoro di una vita. Paradossalmente, egli rischia addirittura l’estradizione verso Singapore: se quel Paese infatti decidesse di incriminare i tre per aver potenzialmente tentato un omicidio (immaginatevi solo se Piquetinho fosse decollato fra la folla…), esiste un trattato di estradizione tra la Gran Bretagna e Singapore. Non esiste, invece, un trattato di estradizione tra l’Italia e Singapore.

Come vedete, spesso le azioni che compiamo hanno delle implicazioni sulla vita di altre persone. Una decisione oggi apparentemente giusta, può trasformarsi in una sbagliata, domani. Ma è comunque giusto che chi ha sbagliato paghi.

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GP Singapore 2009: gli errori di Rosberg e Vettel lanciano Hamilton!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 27, 2009

Abbiamo discusso le qualifiche di Singapore a questo link.

Sulla griglia di partenza, segnaliamo che il gommista ha portato qui gomme morbide (le “dure”, ma solo di nome) e supermorbide, queste ultime molto più veloci. Gomme dure quasi per tutti. Solo Liuzzi ha le morbide.
C’è chi segnala, sul suo Twitter, tuoni in lontananza. Sarebbe un serio problema se piovesse.

Allo spegnimento del semaforo, Hamilton parte ottimamente, mentre Rosberg supera Vettel poco prima della prima curva. Sebastian resiste anche ad un attacco di Fernando Alonso. L’asturiano ha poi la peggio nei confronti di Webber, e viene passato anche da Glock. Räikkönen perde una posizione (13°), Fisichella ne guadagna due (16°). Entrambi oltre l’ottava posizione, quindi ben fuori dalla zona punti.
Kubica passa Kovalainen. La (nuova) BMW è cresciuta, e si vede. Peccato abbandoni a fine anno. Grosjean rientra dopo soli tre giri, e si ritira. Problema tecnico, o problema fisico (corre coi postumi di un’infezione intestinale)?
Hamilton comincia subito a macinare giri veloci, ma dal quarto giro il team gli chiede di disabilitare il KERS. Strano. E così Hamilton si porterà a spasso un po’ di zavorra extra. Ma non sembra risentirne, continuando a ritmo forsennato.
Webber, incredibilmente, restituisce le due posizioni (Glock ed Alonso) che ha guadagnato. Un sorpasso all’esterno visto come un “taglio di chicane”. La F.1 dei regolamenti paralleli impera. Mentre Rosberg “stampa il tempone” del nono giro, a Fisichella viene detto di provare a passare il suo ex team-mate Sutil il quale, dietro ad Alguersuari, sta surriscaldando il motore.
Al dodicesimo giro Kimi approfitta di un errore di Buemi, e guadagna la dodicesima posizione. Il passaggio successivo Fisichella deve difendersi dall’attacco di Liuzzi, e passa (all’esterno, sullo sporco) il pilota della Force India. Lo penalizzeranno?
Un detrito, perso da Glock, probabilmente un pezzo di alettone, causa una bandiera gialla permanente alla curva 6. Un prode kamikaze lo rimuove circa quattro giri dopo.
Vettel inaugura la serie di soste al 18° passaggio, continuando con le dure. Rosberg il giro successivo. Riuscendo, compie un’improvvida escursione di pista, attraversando la famigerata riga bianca, autocandidandosi per un drive-thru. Ok, non sembra l’abbia fatto di proposito, però peccato.
Anche Barrichello sfiora, dopo la sua uscita, la famigerata linea. Ma resta al di qua del segno. Come previsto, Nico viene penalizzato con un drive through. Un istante dopo, Sutil cerca di passare Alguersuari, non ce la fa, esce di pista, e cercando di rientrare compie un 180°… speronando col muso l’incolpevole Heidfeld! Ed è safety car. La striscia dei GP senza incidenti per Nick Heidfeld si ferma al record di 56. Pit lane aperta, stavolta (non come un anno fa…), e tutti ai box. Alguersuari, ai box, cerca di farci ricordare anche l’incidente ai box di Felipe Massa, ma riesce a travolgere solo un meccanico, partendo a lollipop girato, ma non alzato. Contusioni sparse sul lato sinistro dei suoi meccanici. Rosberg dovrà fare il suo drive through dopo il rientro della safety car, quindi rientrerà sostanzialmente in fondo. Sutil si ritira.
Alla ripartenza dopo la safety car, Rosberg non rientra come previsto per scontare la sua penalità, cercando di mettere più spazio fra sé e il resto del gruppo. Alonso tenta di attaccare Glock, senza successo. Rosberg effettua il suo drive through al limite dei tre giri permessi dal regolamento. Rientra 14°.
Vettel, dal 28° giro in poi, comincia a rosicchiare decimi ad Hamilton. Per lui è fondamentale essere vicino al campione del mondo, per poter sperare in un sorpasso ai box. Hamilton si accorge dell’attacco, e anche lui comincia ad ingranare.
A metà gara Hamilton ha solo 1 secondo su Vettel, quasi 5 su Glock, e circa 9 su Alonso. Poi Barrichello, Kovalainen, Button e Webber ottavo. Rubens fa da “tappo” a tutti gli altri, fino a Räikkönen, undicesimo. Rosberg anticipa la sua ultima sosta a 27 giri dalla fine. Gomme morbide per lui, e “bacia” pure un muro.
Hamilton si mette d’impegno, e spara il giro più veloce al 37° giro. Ma Vettel non molla. Anche se deve “largheggiare” per evitare che il suo propulsore vada in fumo. Vettel perde pure lo specchietto destro. Aerodinamica disturbata per lui.
Rosberg caccia e passa Alguersuari con un bel sorpasso a 23 giri dalla fine. Nico quasi lo ringrazia.
Vettel va ai box a mettere le morbide a 22 giri dalla fine. Supera pure il limite di velocità in pit lane. Drive thru per lui! Per non farsi mancare nulla, lascia pure in pista dei pezzi del diffusore posteriore, passando sopra un cordolo. L’eccesso di foga gli è stato fatale anche stavolta.
Sebastian sconta la sua penalità, perdendo anche altri pezzi. Dopo il pit stop di Webber, l’australiano si “spalma” alla curva 1, per un guaio ai pattini dei freni. Hamilton rientra subito ai box, ed in 6,5″ ne esce. Alonso è davanti ad Hamilton. Ma Fernando dovrà rifornire. Vettel sale al quinto posto, davanti a Kimi (che però dovrà fermarsi nuovamente). Un fatto strano a 13 giri dalla fine: il doppio ritiro delle Toro Rosso. Stessi freni di Webber? Allora perché Vettel è ancora in pista?
Alonso fa il suo “splash ‘n’ go” a 11 giri dal termine. Rientra quarto. Vettel compie un’escursione due giri dopo. Kimi Räikkönen effettua la sua sosta a 9 giri, ma rientra decimo. Alonso, galvanizzato dalla prospettiva del podio, stampa il giro più veloce.
Negli ultimi giri, si segnala il fatto che Ross Brawn “ingiunge” a Button, in un team radio, di portare la macchina, nera del carbonio dei freni, al traguardo. Jenson recepisce il messaggio.

Così all’arrivo: Hamilton vince davanti a Glock e terzo Fernando Alonso. Poi Vettel, Button, Barrichello, Kovalainen e Kubica a punti. Kimi decimo, Fisichella invisibile tredicesimo e penultimo. Migliorerà.

Giro più veloce: il 53° di Alonso, con 1′48″240.

Campionato piloti: Button guida con 84 punti, Barrichello ne ha 69. Vettel (59) recupera pochissimo, le speranze di mondiale per lui sono sostanzialmente compromesse. Quarto il compagno di squadra Webber (fermo a 51,5). Räikkönen quinto con 40 punti, solo 3 in più di Hamilton.

Mondiale costruttori: BrawnGP sempre davanti con 153 punti, e Red Bull-Renault seconda con 110,5. La Ferrari conserva il terzo posto, con 62 punti, e vede avvicinarsi la McLaren-Mercedes, che ne ha 59.

L’appuntamento con la F.1 è fra solo una settimana, il 4 ottobre, a Suzuka, per il GP del Giappone.
A rileggerci su queste pagine!

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Qualifiche GP Singapore 2009: Barrichello regala la pole ad Hamilton!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 26, 2009

Singapore. Un urto nella notte. La scena (imprevista) di un “delitto” di un anno fa.
Ma non anticipiamo troppo i tempi. Ci sarà spazio per un articolo su quello che i media hanno preso a chiamare “Crashgate”, ma non oggi. Torniamo a parlare di Formula Uno (vera). Gomme morbide ed extramorbide (o supermorbide). Qui, le gomme “dure” lo saranno solo di nome.

Pole per Lewis Hamilton, in battaglia con Sebastian Vettel fino a 26 secondi dalla fine. E’ Rubens Barrichello, con un bel botto (giusto a 26″ dalla fine) ad alimentare le “teorie complottiste” su questo tracciato: l’avrà fatto di proposito, magari per danneggiare Vettel? Barrichello, va segnalato, ha sostituito il cambio, quindi sarà arretrato di 5 posizioni sulla griglia.
Va bene, non scherziamo.

Ecco i tempi dei primi 10:

    Pilota       Tempo
1. Hamilton 1′47″891
2. Vettel 1′48″204
3. Rosberg 1′48″348
4. Webber 1′48″722
5. Barrichello 1′48″828
6. Alonso 1′49″054
7. Glock 1′49″180
8. Heidfeld 1′49″307
9. Kubica 1′49″514
10. Kovalainen 1′49″778

Eliminati in Q2: la Williams-Toyota di Nakajima, la BrawnGP di Button (che non ha granché brillato), la Ferrari di Kimi Räikkönen (sarà durissima, per Kimi, andare a podio per la quinta gara di fila, chissà come sarà contento Zanarini…), la Toro Rosso di Buemi e la Toyota di Trulli.

Non superano la Q1 le due Force India di Sutil (16°) e Liuzzi (ottimo ultimo, forse attardato da discussioni con la Guardia di Finanza…), scuderia che sembra esser tornata sulla Terra, chissà perché. Gli altri eliminati sono la Toro Rosso di Alguersuari (17°), poi Fisichella con l’altra Ferrari (con Kimi terzo nella stessa manche). No comment. Penultimo, Romain Grosjean su Renault, attardato da problemi ai freni che gli hanno anche causato un “lungo”.

I pesi.

Da inizio stagione la FIA rende pubblici i pesi delle monoposto, carburante incluso, dopo le qualifiche. Eccoli ordinati per posizione di qualifica:

       Pilota            Peso
 1.  Hamilton     660.5            
 2.  Vettel       651.0            
 3.  Rosberg      657.5            
 4.  Webber       654.5            
 5.  Barrichello  655.5            
 6.  Alonso       658.0            
 7.  Glock        660.5            
 8.  Heidfeld     650.0            
 9.  Kubica       664.0            
10.  Kovalainen   664.5            
11.  Nakajima     680.7*
12.  Button       683.0*            
13.  Raikkonen    680.5*            
14.  Buemi        678.0*           
15.  Trulli       690.9*           
16.  Sutil        693.0*           
17.  Alguersuari  683.5*           
18.  Fisichella   678.5*           
19.  Grosjean     683.0*           
20.  Liuzzi       656.0*

(*) Per i posti dall’undicesimo in giù, il peso è soltanto “dichiarato”.

Commento ai pesi: molte macchine piuttosto leggere, il “peso minimosca” spetta ad Heidfeld, con 650 Kg tondi, solo uno, ad ogni modo, in più di Vettel. Il fatto che, al momento dello schianto di Barrichello, Vettellino stesse facendo la pole position, a questo punto non sorprende. Sebastian, quindi, tenterà di scappare già allo start.
Alonso e soprattutto Glock sono più pesanti di tutti coloro che li precedono, potrebbero rivelarsi delle potenziali sorprese, specie se saranno molto avanti dopo il primo round di pit stops.
Fisichella cercherà di sfruttare il KERS in partenza, per passare quante più macchine possibile al via, dato che il suo peso appare sostanzialmente nella media. Le Ferrari dovrebbero fare una gara molto in ombra. Non fosse altro che già si corre di notte.

A domani, con la cronaca della gara!
Ci si rilegge su queste pagine!

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GP Italia 2009: il ritorno della Brawn!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 13, 2009

Le qualifiche di Monza sono state discusse qui.

Sulla griglia di partenza, si segnala la presenza del KERS sulle due Renault, oltre che su McLaren e Ferrari. Stessi pneumatici di Spa, vale a dire contigui: gomme medie (dure) e morbide. Alguersuari parte dalla pit lane. Strategie differenti per molti piloti: Barrichello ha gomme dure, molti con le morbide, ma differenti carichi di benzina. Non si prevede pioggia.

Allo start, Hamilton parte normalmente, Räikkönen, usando il KERS, deve scartare a sinistra per evitarlo e mette due ruote sull’erba. Kimi riesce comunque a passare Sutil alla prima curva. Glock taglia la chicane alla prima curva. Kovalainen viene passato dalle BrawnGP tra le due di Lesmo. Webber si ferma alla variante della Roggia.
Liuzzi passa Kovalainen all’esterno della Parabolica(!) mentre Alonso passa al secondo giro Vettel alla Roggia. Vettel viene passato anche da Kubica. Fisichella è undicesimo, e tenta l’attacco al Serraglio ai danni di Vettel, il quale si difende quasi schiacciandolo contro il muro. L’alettone di Kubica manda segnali preoccupanti, mentre Fisico viene passato da Heidfeld.
Kovalainen, con un grosso carico di benzina, viene passato anche da Alonso nel quarto giro. Grosjean è ultimo, attardato da dei problemi al cambio, mentre Rosberg va ai box al quinto giro, mettendo gomme morbide. Hamilton comincia a fare la lepre, e in 5 giri mette due secondi fra sé e Kimi Räikkönen.
Fisichella si trova in dodicesima posizione. Preavviso di squalifica (bandiera nera con cerchio pieno arancione) a Kubica, per via del pezzo di alettone che minaccia di staccarsi dalla sua vettura. Kubica (autore del contatto ai danni di Webber) ignora la bandiera nera-arancione e continua. Ma il giro dopo effettua il cambio del musetto, ma senza cambiare strategia. Erano già pieni di benzina, quindi fa solo uno “splash”, un mini-rabbocco, per arrivare a metà gara.
Robert si ritrova penultimo, davanti al solo Rosberg.
I primi tre, vale a dire Hamilton, Räikkönen e Sutil, girano considerevolmente più rapidi delle altre vetture. Ma questo è logico in virtù delle loro strategie a due soste. Specialmente Hamilton, che al quattordicesimo giro rifila circa 7 decimi a Räikkönen. Sutil resta a circa un secondo da Kimi Räikkönen.
Hamilton effettua la sua prima sosta al 15° giro, passando alle dure. Räikkönen, nel frattempo, effettua il suo miglior giro. Hamilton rientra in quinta posizione, appena davanti (36 centesimi) a Liuzzi. Kubica si ritira al sedicesimo giro, mentre Liuzzi continua a farsi vedere negli specchietti di Hamilton.
Anche Sutil effettua la sua prima sosta, e rientra davanti a Kovalainen al settimo posto. Gomme dure anche per lui.
Kimi Räikkönen va ai box il giro successivo, continua con gomme morbide e rientra dietro Hamilton e Liuzzi, e davanti ad un Alonso che non ha ancora rifornito. Anche Alguersuari si ritira, nel corso del 20° giro. Ora (22° passaggio) la corsa è guidata da Barrichello, con Button a 2″1 e poi Hamilton, Liuzzi e Räikkönen. Tracce di Fisichella in undicesima posizione. E Fisico dovrà ancora rifornire.
Liuzzi si ferma alla variante della Roggia nel corso del 23° giro. Dal rumore sembra un problema meccanico (differenziale?). Fumo dalla bancata di destra.
Alonso rientra dalla sosta in nona posizione, davanti a Nakajima. Barrichello comincia a spingere, e fa un bel giro veloce, scendendo sotto l’1′25″. Nel corso dello stesso passaggio si fermano ai box Kovalainen e Vettel.
Button effettua il suo pit al 28° passaggio. Fisichella è risalito sino alla settima posizione, ma dovrà ancora rifornire. Ha 14 secondi di vantaggio da Alonso. Barrichello mette e morbide al 29° giro, e rientra al quarto posto.
Gomme dure per Fisichella per la sua unica sosta. E’ in lotta con Vettel, al tredicesimo posto.
Il team radio di Hamilton (che vuole le gomme dure) sembra sintomatico del fatto che Lewis sta apparentemente “correndo in carrozza”. Ma le BrawnGP non ci stanno, e prima Barrichello, e poi Button, fanno tempi interessanti.
Hamilton effettua la sua seconda sosta a 19 giri dalla fine. Barrichello e Button passano il campione del mondo. Räikkönen guida nuovamente la corsa, con 1,2 secondi su Sutil e 10,3 su Barrichello. Sutil fa pure il giro più veloce.
Räikkönen cerca di fare giri veloci per accumulare secondi per permettergli di mantenere la posizione dopo la sosta. Probabilmente non basteranno.
Kimi e Sutil (che travolge un meccanico) effettuano la sosta a 16 giri dal termine. Le BrawnGP ed Hamilton sono già passati. Kimi è quarto. Sutil quinto.
Glock lascia passare Trulli alla variante della Roggia a 14 tornate dalla fine. Ma entrambi sono fuori dai punti.
Fisichella naviga in decima posizione, a 8 secondi e 6 da Vettel e 11″5 da Heidfeld. Räikkönen viene incalzato da Sutil a 11 giri dal termine. Il distacco tra i due è di meno di un secondo. Escursione di Vettel alla seconda di Lesmo al 43° passaggio.
Nei giri finali Hamilton cerca di attaccare Button, mentre Nakajima e le due Toyota regalano un po’ di spettacolo, con il nippo che si difende da Jarno “sportellando” alla prima variante, e Jarno che perde la testa, ed altre due posizioni, tra le due di Lesmo. Escursione “da rally” per lui. Buemi ringrazia e passa.
All’ultimo giro, alla prima di Lesmo, il “fattaccio”: Hamilton tocca il cordolo e si avvita in testacoda, finendo contro le barriere. Safety car, ma non c’è nemmeno il tempo per schierarla.

L’ordine d’arrivo: Barrichello vince davanti a Button e terzo (ancora!) Kimi Räikkönen. Poi Sutil, Alonso, Kovalainen, Heidfeld e Vettel a punti. Fisichella nono, ad un secondo e 4 decimi. Migliorerà.

Giro più veloce: il 36° di Sutil, col tempo di 1′24″739.

Mondiale piloti: Button ha 80 punti, Barrichello va a 66. Vettel (54) sempre davanti al compagno di squadra Webber (fermo a 51,5). Räikkönen quinto con 40 punti.

Classifica costruttori: BrawnGP sempre davanti con 146 punti, e Red Bull-Renault seconda con 105,5. La Ferrari conserva il terzo posto, con 62 punti, e incrementa ancora sulla McLaren-Mercedes, che ne ha 47.

L’appuntamento con la F.1 è per il 27 settembre, a Singapore, per l’omonimo Gran premio, che si correrà in notturna come già successo nel 2008.
Ci rileggiamo su queste pagine!

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