RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Luglio 1999

Tocco magico!

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 28, 1999

Nona gara del Mondiale, e la Ferrari riconquista per la quarta volta il gradino più alto del podio. Seconda vittoria per Eddie Irvine, favorito, suo malgrado, dalla lotta fratricida in casa McLaren. La toccata di Coulthard su Hakkinen, oltre ad aver vivacizzato la gara, affibbiando ad Hakkinen il compito di realizzare un numero impressionante di sorpassi, ha anche posto un problema serio alla scuderia di Ron Dennis. Infatti, come continuare la strategia di attacco al Mondiale? Vale a dire, continuare a mettere alla pari i due “galletti” Hakkinen e Coulthard, o favorire il finlandese nella lotta al titolo? Dalle dichiarazioni nel dopo gara, all’insegna del “seppelliamo l’ascia di guerra”, sembra che sia già stata fatta pace tra i due contendenti, dopo un iniziale momento di furia di Hakkinen. Staremo a vedere.

Ma veniamo invece alle dolci note, per noi ferraristi. Due, piccole, note allegre che hanno costituito quel tocco in più che ha permesso di vincere questa corsa.

1. La grande gara di Eddie Irvine. Chissà se adesso si prende in considerazione l’ipotesi di riconfermarlo. L’irlandese ha dimostrato di saperci fare, e di non essere più il pilota immaturo di qualche anno fa, tenendo a debita distanza Coulthard, anche con ripetute frenate al limite. Ha saputo portare la “rossa” anche sopra le sue possibilità, proprio come fa Schumacher: ha costruito il suo (pur minimo) vantaggio nei due – tre giri intercorrenti tra la sosta ai box di Coulthard e la sua, spingendo al massimo: questa è una caratteristica che ha “soffiato” al suo maestro Schumi, il quale, a casa, comincia a preoccuparsi: uno scenario da “Fanta – F1” con Michael costretto a far da fido scudiero all’irlandese in lotta per il Mondiale può essere possibile?

2. La squadra. Tutti: i meccanici (é una vittoria loro, questa: quei decimi di secondo di vantaggio su Coulthard al pit stop hanno permesso a Eddie di portare in testa la sua vettura) e lo stratega Ross Brawn, il quale, con la decisione di ritardare la fermata di Irvine, ha posto le basi per il successo finale. Inoltre, con gli attuali ruoli di scuderia ben definiti: Irvine in lotta per il titolo, e Salo (penalizzato oggi da un contatto con Herbert) a proteggerlo, ha sicuramente un fattore di indecisione in meno. Essendoci un leader in squadra, è possibile concentrarsi meglio sul lavoro.

Almeno fino a Spa, poi si vedrà, vero Michael?

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“B-Side”

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 11, 1999

Eh sì, a me, dopo la brusca uscita di scena di Michael Schumacher, questo Gran Premio di Inghilterra ha dato come l’impressione di ascoltare il lato B di un 45 giri di successo. Sì, bello, anche con qualche pregevole spunto (vedi la bella corsa, tutto sommato, di Irvine, o il rientro su tre ruote di Hakkinen ai box, un numero alla Gilles Villeneuve) ma sempre con la mancanza principale di non avere quel richiamo, quel particolare feeling che solo il “singolo” ti dà.
Resta poi la paura che per l’antagonista designato allo strapotere McLaren la musica sia finita, cioé che il campionato mondiale piloti sia già stato assegnato ad Hakkinen sulle tre file di gomme della curva Stoke. Sì, si fa presto a dire: è una frattura composta, ma è sempre di tibia e perone, e poi, con tutto il periodo di riabilitazione, si rischia di perdere definitivamente (o quasi, diciamo almeno fino a Monza) un grande protagonista del Mondiale ‘99.
Il discorso potrebbe scivolare allora su altri motivi di discussione, fra tutti il tema “rischio F.1” (ragazzi, chi parla di limitare i rischi nella Formula 1 inciampa in una contraddizione in termini) ed il tema del mercato piloti per il 2000.
Sul primo tema si scatenerà la solita orchestra di giornalisti ed opinionisti vari che comincerà a cantilenare la giaculatoria “facciamo le monoposto più sicure, riduciamo i rischi”. Su questo tema spero di esprimermi per una volta per tutte (anche perché, se ciò avverrà, vorrà dire che non ci saranno più incidenti gravi). Chi, vedendo le immagini dell’incidente, non ha fatto un confronto, anche per un solo momento, al 1° Maggio del ‘94, all’incidente fatale occorso a Senna? La dinamica è stata quasi la stessa: curvone veloce (il Tamburello allora, la Stoke oggi), macchina che parte per la tangente e si schianta quasi perpendicolarmente al muretto. Oggi, a favore di Schumi c’erano una via di fuga molto più ampia, le protezioni della scocca della Ferrari (rinforzate dopo Senna) e, sebbene vituperate, le file di pneumatici a proteggere da un impatto contro un muretto. Forse, l’incidente di Senna ha cambiato le cose, cosa ne dite? A distanza di cinque anni la sicurezza è migliorata, eccome.
Argomento mercato: adesso, invece di stare a pensare alle motivazioni della seconda guida (e confermatelo…!), Montezemolo dovrà anche pensare alle residue speranze di vittoria e alla carica motivazionale di Schumacher, visto che, come diceva in telecronaca Ivan Capelli, un incidente così qualche segno psicologico lo lascia sempre. Si pensa ora ai sostituti per le due prossime gare. Mah! La Williams, dopo la scomparsa di Senna, tirò fuori quel David Coulthard oggi vincente. Si potrebbe puntare su una giovane promessa orbitante nella galassia Ferrari, allora. Con l’obiettivo di portare a casa magari il mondiale costruttori. Anche se resterà sempre l’amarezza di rimandare di un anno la vittoria del campionato piloti, accontentiamoci di una “seconda scelta”.

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