Nona gara del Mondiale, e la Ferrari riconquista per la quarta volta il gradino più alto del podio. Seconda vittoria per Eddie Irvine, favorito, suo malgrado, dalla lotta fratricida in casa McLaren. La toccata di Coulthard su Hakkinen, oltre ad aver vivacizzato la gara, affibbiando ad Hakkinen il compito di realizzare un numero impressionante di sorpassi, ha anche posto un problema serio alla scuderia di Ron Dennis. Infatti, come continuare la strategia di attacco al Mondiale? Vale a dire, continuare a mettere alla pari i due “galletti” Hakkinen e Coulthard, o favorire il finlandese nella lotta al titolo? Dalle dichiarazioni nel dopo gara, all’insegna del “seppelliamo l’ascia di guerra”, sembra che sia già stata fatta pace tra i due contendenti, dopo un iniziale momento di furia di Hakkinen. Staremo a vedere.
Ma veniamo invece alle dolci note, per noi ferraristi. Due, piccole, note allegre che hanno costituito quel tocco in più che ha permesso di vincere questa corsa.
1. La grande gara di Eddie Irvine. Chissà se adesso si prende in considerazione l’ipotesi di riconfermarlo. L’irlandese ha dimostrato di saperci fare, e di non essere più il pilota immaturo di qualche anno fa, tenendo a debita distanza Coulthard, anche con ripetute frenate al limite. Ha saputo portare la “rossa” anche sopra le sue possibilità, proprio come fa Schumacher: ha costruito il suo (pur minimo) vantaggio nei due – tre giri intercorrenti tra la sosta ai box di Coulthard e la sua, spingendo al massimo: questa è una caratteristica che ha “soffiato” al suo maestro Schumi, il quale, a casa, comincia a preoccuparsi: uno scenario da “Fanta – F1” con Michael costretto a far da fido scudiero all’irlandese in lotta per il Mondiale può essere possibile?
2. La squadra. Tutti: i meccanici (é una vittoria loro, questa: quei decimi di secondo di vantaggio su Coulthard al pit stop hanno permesso a Eddie di portare in testa la sua vettura) e lo stratega Ross Brawn, il quale, con la decisione di ritardare la fermata di Irvine, ha posto le basi per il successo finale. Inoltre, con gli attuali ruoli di scuderia ben definiti: Irvine in lotta per il titolo, e Salo (penalizzato oggi da un contatto con Herbert) a proteggerlo, ha sicuramente un fattore di indecisione in meno. Essendoci un leader in squadra, è possibile concentrarsi meglio sul lavoro.
Almeno fino a Spa, poi si vedrà, vero Michael?
Un post a caso!








