Ben ritrovati a tutti!
Dopo la pausa invernale, il 29 Marzo ricomincerà il Mondiale di Formula 1, con il GP d’Australia.
Per una volta, anche i “profani” vedranno benissimo, confrontando una F.1 2009 con una del 2008, le modifiche al regolamento: alettone anteriore “enorme”, alettone posteriore “stretto ed alto” e, in generale, mancanza di molte “appendici aerodinamiche” (stavo per scrivere “cazzabubbole”, ma poi ho desistito per rispetto nei confronti di chi le produce…). Ritornano anche, dopo una decina d’anni, le vecchie gomme slick (quelle tutte lisce, per intenderci!), e il fornitore di gomme porterà in gara pneumatici molto diversi: la scelta non sarà più tra, ad esempio, morbide e super-morbide, ma tra morbide e dure. Dovremo notare la differenza anche noi, con la variazione dei tempi in pista.
Cambiano anche i punteggi dei primi 3: 12, 9 e 7 punti ai piloti sul podio, mentre gli altri 5 (dal quarto all’ottavo) hanno sempre da 5 a un punto. I piloti avranno 8 motori che si potranno “giocare” per tutta la stagione: potranno anche alternarli, perché ogni motore potrà durare tre gare.
Entra in scena, come ultimo GP della stagione, il circuito di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, mentre ci siamo giocati Magny-Cours e Montréal. Al solito, si corre dove ci sono i soldi.
La Formula Uno, come quasi tutto di questi tempi, sta attraversando un periodo di crisi: per “dare una scossa” a tutto l’ambiente, il “dinamico duo” Bernie Ecclestone-Max Mosley ha avuto la geniale pensata del KERS: è un acronimo che sta per Kinetic Energy Recovery System (e non per KERS: Ennesimo Ritrovato Stupido): si tratta di un meccanismo (simile al “boost” delle gare, ed anche di alcuni telefilm, americani) che serve ad aumentare la velocità della monoposto, sfruttando il recupero dell’energia cinetica. Naturalmente, nell’ottica del progressivo taglio dei costi, fare un dispositivo del genere che duri solo una stagione o due, non sembra proprio la cosa più furba da fare, ed infatti alcune scuderie lo hanno piuttosto snobbato, anche per via delle necessarie modifiche da fare alla distribuzione dei pesi della vettura.
Di facce nuove, tra i piloti, ce n’è soltanto una, quest’anno: Sébastien Buemi, svizzero, pilota ex GP2 che corre in Toro Rosso, al posto di Sebastian Vettel (passato nella casa madre, Red Bull).
Al solito, in questo commento di prestagione non parlerò della Ferrari, e nemmeno (per par condicio) della McLaren, ma volevo spendere queste ultime righe in merito al “curioso caso di Jenson Button” (e Rubens Barrichello): questi due giovanissimi saranno i piloti 2009 della Brawn GP, in sostanza la vecchia Honda la quale, trovatasi anch’essa in difficoltà finanziarie, ha abbandonato la F.1, lasciando la proprietà della scuderia al suddetto ingegnere di Manchester goloso di banane. La Brawn GP, mentre scrivo, sta facendo sfracelli nei test invernali (ah, limitati pure quelli: c’è la crisi…), ma c’è da giurare che a Melbourne, fra due settimane, si saprà se si tratta solo di un bluff, o c’è sotto qualcosa di buono. Pazienza per gli sponsor della scuderia o dei due giovani virgulti, che avranno magari già firmato i contratti, allettati dalle performance: sapete, business is business!
Archivio per Novembre 1999
Formula crisi: modifiche di facciata o di sostanza?
Pubblicato da marcotheavalanche su Novembre 30, 1999
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Consolazione…?
Pubblicato da marcotheavalanche su Novembre 5, 1999
Nonostante la levataccia di moltissimi italiani, Eddie Irvine non è riuscito a difendere i quattro punti di vantaggio che aveva nei confronti di Mika Hakkinen. La Ferrari ha però conquistato il titolo mondiale costruttori, snobbato tempo fa da Flavio Briatore con un “è come la Coppa Italia”, che lascia intendere quanto sia sentita questa vittoria. Il pilota irlandese, la delusione profonda in volto, consapevole di essersi lasciato sfuggire l’occasione della vita, ha commentato in conferenza stampa: “Abbiamo vinto il premio di consolazione”. La partenza, tallone d’Achille del ferrarista tedesco, si è rivelata determinante sul tortuoso tracciato giapponese, dove abbiamo visto – a parte i doppiati – forse un sorpasso “vero” fatto in pista (Fisichella su Takagi, e con questo ho detto tutto).
Riflettiamo però, su questo bizzarro campionato: non ci sarebbe stata nemmeno una possibilità di sognare l’iride se, tanto per fare un esempio, Hakkinen avesse vinto i due GP di Imola e Monza, dove, a causa di due errori, entrambi occorsigli quando era in testa, ha invece raccolto zero punti. A quest’ora non ci saremmo nemmeno presi la briga di regolare la sveglia per vedere Sepang e Suzuka.
Hakkinen – inutile nasconderlo – ha meritato di vincere questo titolo, e questo nonostante i suoi errori. Ha visto accrescere enormemente le sue possibilità di vittoria con l’incidente di Michael Schumacher a Silverstone. Gli altri fatti contingenti – l’errore di Hakkinen a Monza, la gomma al Nürburgring, la vittoria ed il ricorso di Sepang, la brutta partenza a Suzuka di Schumi, con relativa partecipazione ai festeggiamenti McLaren, che lascia pensare – passano tutti in secondo piano. E’ in Inghilterra che è stato assegnato il titolo piloti: la batosta psicologica che ha dato alle Rosse è stata considerevole, ed anche se lì Irvine ha visto materializzarsi l’occasione per portare a Maranello la vittoria ci siamo riusciti solo a metà. Alcune idee, come sostituire Schumacher con Salo, si sono rivelate profittevoli, alla fine. Quei dieci punticini che “l’altro Mika” ha strappato sono stati poi determinanti, di questo bisogna rendere atto al finlandese, al quale auguro una buona stagione 2000 in Sauber. Irvine ha sempre fatto tutto il possibile, e comunque nessuno impedisce di vedere l’ombra del “complotto” ai suoi danni: alcuni episodi (la gomma nascosta e la “partenza pattinata” di Schumi, per non parlare delle reazioni del tedesco) sarebbero da verificare attentamente. Ma, per il bene della Formula Uno, è meglio guardare avanti e pensare al futuro. Il campionato del mondo del 2000 vedrà infatti una strana novità: ci sarà in programma il GP degli Stati Uniti, e fin qui nulla di strano: ma il fatto che si disputerà ad Indianapolis, sull’ovale della 500 miglia, questo apre nuovi orizzonti. E’ inoltre in programma – anche se non è definitivo – di spostare il Gran Premio del Giappone da Suzuka a Motegi, altro tracciato ovale. E chissà se Villeneuve, “grande assente” del Mondiale ‘99 (che ricordiamo vincitore di una Indy500) non ne saprà approfittare, magari con una macchina molto migliore della BAR. Salutando definitivamente Damon Hill, grande campione (il quale però, a mio modesto parere, avrebbe fatto molto bene a ritirarsi all’indomani di Silverstone, dando da subito spazio a Trulli) e dando l’arrivederci ad Irvine sulla grande incognita Jaguar, rimando tutti al 12 marzo 2000, in Australia. Devo scrivere “Sperando…”, …o lo avete già intuito?
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Un post a caso!








