Proprio quando tutto poteva preannunciare una vera e propria corsa in salita per la scuderia del Cavallino, Michael Schumacher e la sua nuova F2002 indovinano la partenza, Montoya commette un errore alla prima curva, poi tampona Schumi e si auto elimina dalla lotta per il podio (arriverà poi 5°), mentre Ralf Schumacher, secondo all’arrivo, non si dimostra il vero rivale del Kerpeniano, non spingendo come dovrebbe. Morale: successo meritato della Rossa all’esordio, dopo un vero e proprio weekend di passione, con Schumi che solo all’ultimo tentativo racimolava un secondo posto in griglia. Barrichello, da par suo, addirittura 8°. Il brasiliano, davanti al suo pubblico, entusiasmava nelle prime fasi della gara, arrivando perfino a superare Michael in testa alla corsa, quando un problema idraulico eliminava tristemente la sua F2001. E così continua la serie nera del paulista che, dopo il 4° posto del 1994, non ha più visto la bandiera a scacchi nel GP di casa.
Tecnicamente, potremmo dire che la F2002 potrebbe aver colmato il gap che ha separato la Ferrari dalla Williams: forse il supermotore BMW, dotato del “valvetronic” (un sistema derivato concettualmente dal motore diesel, e capace di offrire il massimo della potenza sulle ruote motrici già dalla partenza) potrà rivelarsi insufficiente per far vincere alla scuderia inglese il Mondiale? Vedremo. La lotta è apertissima, e la Ferrari è ancora dietro di 6 punti (30 a 24).
Cos’altro ha offerto questo Gran Premio del Brasile? Un bello spavento a Ross Brawn, Briatore ed altri protagonisti del Circus, innanzitutto: l’aereo sul quale dovevano raggiungere San Paolo ha fallito il primo tentativo di atterraggio. Ci siamo poi tutti resi conto, anche se cominciava ad essere già un fatto noto per molti, che la vera lotta, quest’anno, e tra due soli piloti, e due sole scuderie: Michael Schumacher e la sua Ferrari da un lato, e Juan Pablo Montoya e la Williams – BMW dall’altro. Ralf Schumacher potrà fare la parte del “terzo tra i due litiganti”, a volte, ma non sempre.
Inoltre, si è ufficialmente aperta la lotta per il posto di terza scuderia nel mondiale costruttori: in questa gara, la Renault ha dimostrato (4° Button, e Trulli, 3° sino al pit stop, ha poi rotto il motore) di tener testa alla McLaren in modo efficace: Coulthard, 3° al traguardo, non è riuscito a superare, coi propri mezzi, il pilota di Pescara, ed ha disputato una gara tutto sommato incolore; Raikkonen ha avuto un problema alla sua vettura nelle fasi finali della corsa ed ha chiuso 12°. La Sauber, infatti, non ha portato nessuna delle due vetture al traguardo. La Toyota, macchina che sembra essere costruita in modo affidabile, ha arraffato un 6° posto con Mika Salo, mentre Allan McNish, con un suo testacoda, ha vanificato la sua gara.
Jaguar e Minardi hanno portato alla fine entrambe le vetture, ma siamo lontanissimi dalla sufficienza. Al solito, BAR, Jordan ed Arrows si confermano tra le peggiori del novero.
Prossima gara tra due settimane ad Imola, signori. Ci rileggiamo su queste pagine.
Un post a caso!








