Questa volta è doveroso aprire con la storia sconfortante di Minardi e McLaren: la scuderia faentina ha preso la coscienziosa decisione di non schierare le sue due vetture in seguito ai distacchi dei propri alettoni (due volte l’alettone anteriore in prova per entrambi, il flap posteriore nel warm-up a Webber), fronteggiando così sicure penalità economiche da parte degli sponsor. Questo, per una scuderia che non nuota di certo nell’oro, è stato di sicuro un gesto molto responsabile.
Non dimentichiamo però che anche Raikkonen, della ben più quotata McLaren, ha avuto, in gara, lo stesso problema dell’australiano della Minardi, ed è stato costretto al ritiro. Può stupire quindi il 3° posto finale del compagno di scuderia di Raikkonen, David Coulthard, il quale, pur essendo probabilmente nelle stesse condizioni del finlandese, ha proseguito correndo il rischio. I fatti gli hanno dato ragione. Ci immaginiamo le polemiche sul team di Ron Dennis se qualcosa fosse andato storto anche sulla vettura dello scozzese. Evidentemente, per una scuderia così a corto di risultati, ritirare un proprio pilota dopo che al compagno di scuderia è successo un fatto così grave dev’essere un’opzione da non prendere neppure in considerazione. Con buona pace della sicurezza in pista.
Parliamo della corsa. Dominio assoluto di Michael Schumacher, che coglie il suo 57° successo con una gara d’attacco, fatta di 40 giri tirati a ritmo da qualifica, e 25 di gestione dei 45” di vantaggio così ottenuti. Il fatto preoccupante è il primo vero ritiro della F2002 (Barrichello si era ritirato già in Australia e Brasile, ma la sua vettura era la F2001), ritiro occorso alla partenza del giro di ricognizione per un problema al cambio. Rubens, in cuor suo, comincia a non poterne più, dopo due gare consecutive in cui lotta per la pole ad armi pari con Schumi, ed in un caso il tedesco non solo gli strappa la pole, ma poi vince con la sua macchina (Imola), e nel secondo gli copia l’assetto e fa la pole position (sabato). Avrà modo di rifarsi, visto l’atteggiamento positivo che ha quest’anno.
Gli altri. La Williams: Montoya, attardato nelle prove (ove ha girato col “muletto”), e distante da Schumi anche in gara, ottiene un buon secondo posto con una gara accorta, nonostante l’aver investito il suo capo meccanico nel 2° pit stop. Ralf Schumacher si è dovuto ritirare all’ultimo giro per un guasto al motore. In precedenza era stato autore di una brutta uscita alla curva Camsa dove aveva danneggiato l’alettone anteriore sui cordoli. La Sauber piazza entrambi i suoi piloti a punti (4° Heidfeld, 5° il 22enne Massa), approfittando del ritiro delle due Renault di Trulli e Button per problemi idraulici e di motore. Si rivede con piacere la Arrows di Frentzen (6°), il quale è stato in forma per tutto il weekend, dimostrando di trovarsi a proprio agio sui veloci curvoni del Montmelò. Chi rimane? Toyota, Jordan, la BAR e la Jaguar. La Toyota ha avuto entrambi i piloti doppiati; la Jordan, anche dopo aver tagliato 59 posti di lavoro, ha avuto i propri piloti fermi dopo 12 giri; la Jaguar non è stata da meno, ed anche lei ha avuto i suoi 2 ritiri. Villeneuve, con la sua BAR, è 7°, ma speriamo tutti, per il bene della F.1, di rivederlo su una macchina più competitiva nel 2003. O forse prima, chissà…
Prossimo GP in Austria, l’unico GP che Michael Schumacher non ha mai vinto. A rileggerci su queste pagine.
Un post a caso!








