Naturalmente non stiamo parlando del Mondiale di calcio (anche se questa potrebbe essere una più che ipotetica finale), ma della stupenda vittoria di Rubens Barrichello in questo G.P. di Europa.
In casa degli Schumacher (Kerpen è a 60 Km), il brasiliano della Ferrari ha colto il suo secondo successo in carriera con una condotta di gara esemplare quanto accorta. Partito dalla quarta posizione, era già in testa alla fine del primo giro, e lì è rimasto fino alla bandiera a scacchi. Michael Schumacher, l’unico che ha potuto stargli dietro, ha commesso un testacoda alla RTL – Curve, perdendo una decina di secondi preziosi. Il suo secondo posto comunque, non è mai stato messo in discussione.
Infatti, il 3° classificato di oggi, Kimi Raikkonen su McLaren, è arrivato con 46” di ritardo, dimostrando, se ce ne fosse il bisogno, che questa F-2002 è davvero decisamente superiore alle altre vetture. Se a questo aggiungiamo l’auto-eliminazione di Montoya e Coulthard al 29° giro (il tamponamento è nato da un errore del colombiano, rimasto praticamente senza gomme, partito in testacoda al nuovo tornantino dopo il via), il risultato è che Michael Schumacher, dopo nove gare, ha 49 punti di vantaggio su Montoya, e 46 sul fratello Ralf. Il fatto che Gerhard Berger abbia attribuito alla scuderia di Maranello circa 5-6 mesi di vantaggio in termini di sviluppo della monoposto completa il quadro complessivo di questo campionato.
Quali speranze hanno le altre scuderie di raccogliere almeno le briciole di quest’abbuffata rossa? Difficile dirlo, ma la Williams, ad esempio, potrebbe rivalutare il ruolo del warm-up: stamattina abbiamo visto una vera e propria anteprima del Gran Premio, con Barrichello davanti a Schumacher, e le Williams ferme a guardare (Montoya aveva effettuato un solo giro nei primi 20’ dei 30 che gli sono concessi per le prove, mentre Ralf Schumacher era 14°): a chi, giustamente, domandava il perché dello stop del colombiano, uomini Williams rispondevano che era tutto previsto, e che era una precisa tabella di marcia. Erano queste le premesse di una gara persa, forse prima della partenza. E così Ralf Schumacher è arrivato 4°, a 1’06”, solo dieci secondi davanti al buon Jenson Button, 5°, su Renault. 6° Massa, con la Sauber, ad un giro.
Gli italiani: 8° Trulli, ad un giro, con una gara d’attacco, ma con un’uscita di pista, ben recuperata. Primo ritirato Fisichella, alla sua 100^ gara, tamponato in partenza dalla Arrows di Bernoldi e poi dall’immancabile contatto col suo compagno di scuderia, il giapponese Takuma Sato.
Fuori le Minardi, che ha comunque trovato dei finanziamenti, oltre all’accordo con la FIA per incassare gli 11 milioni di dollari “lasciati” dal fallimento della Prost. Per la scuderia di Faenza ci può ora essere margine per migliorare, in questo mondo così simile a delle enormi macchine mangiasoldi.
Appuntamento a Silverstone tra due settimane, ci rileggiamo su queste pagine.
Un post a caso!








