RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Luglio 2002

Hockenheim: è la 9^ di Schumacher.

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 28, 2002

Anche oggi, sul rinnovato circuito di Hockenheim, abbiamo visto la vittoria del Kerpeniano (la sua 62^), che porta il totale 2002 per le rosse a 10 vittorie, con ben 141 punti in classifica.

Quest’oggi Montoya ha colto il risultato più bello degli ultimi 6 GP (dopo aver fatto 5 pole) arrivando secondo; Ralf Schumacher 3°, attardato anche dalla sfortuna: si è trovato di fronte un lento Villeneuve nell’entrata della pit lane, cosa che lo deve aver innervosito non poco. Ha perso inoltre la piazza d’onore a solo 6 giri dalla fine, per un problema tecnico.

Barrichello, quest’oggi solo quarto, a causa di due problemi, il primo occorsogli addirittura prima dell’inizio della gara: c’è un problema al cambio, forse un montaggio sbagliato, e così il brasiliano decide di prendere il “muletto”, allestito per lui e provato in mattinata nel warm-up.

La seconda “tegola” gli casca sulla testa in occasione del secondo pit stop, ma probabilmente possono anche esserci delle colpe del pilota: poco prima di superare la linea bianca che segnala di mantenere il limite di velocità, Rubens fa una brusca frenata, e si dirige rallentando verso il box. Può darsi che il limitatore di velocità non sia entrato in funzione, o può essere stata solo sfortuna: fatto sta che lo sportellino del tappo della benzina non si apre, ed il meccanico impiega un po’ per aprirlo a mano: da potenziale secondo, Barrichello scivola poi in 4^ posizione.

Abbiamo visto anche un bello spettacolo regalatoci da Raikkonen e Montoya i quali hanno ingaggiato un bel duello, vinto dal colombiano solo grazie allo spunto in più datogli dai cavalli del suo motore BMW. Il finlandese, proprio pochi giorni dopo l’annuncio ufficiale del ritiro di Mika Hakkinen (ne sentiremo la mancanza), ha poi compiuto un giro su tre ruote “stile – Gilles” a causa di una foratura alla posteriore sinistra. A pochi giri dalla fine, però, Raikkonen si è dovuto ritirare.

In casa McLaren, Kimi è uno dei pochi motivi di soddisfazione, dopo l’anonimo 5° posto ottenuto dal compagno di squadra David Coulthard, con l’onta del doppiaggio subito nel GP di casa Mercedes. A Woking si respira aria di rifondazione della squadra, e Raikkonen potrebbe diventare uno dei nuovi punti fermi del team di Ron Dennis. Nonostante sia uno di poche parole, ha la stessa concentrazione di quel Mika Hakkinen di cui sembra ogni giorno di più l’erede naturale.

Parlando di giovani di buone speranze, abbiamo visto una bella gara delle Sauber, con Heidfeld 6°, e Massa 7°. In una gara ad eliminazione, dove solo 9 vetture sono arrivate al traguardo, queste due vetture hanno dato una buona prova di affidabilità.

Sul piano puro della prestazione, abbiamo rivisto un Fisichella eccellente in prova (6°), ma poi tradito dal nuovo motore Honda, propulsore che non ha tradito invece il suo compagno di scuderia, Sato, 8°. La Toyota di Mika Salo completa l’ordine d’arrivo. Per gli altri, gara da dimenticare.

Appuntamento in Ungheria, all’Hungaroring. Ci si rilegge su queste pagine.

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Ferrari: quando l’esperienza paga.

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 21, 2002

Ammettiamolo: si stava già pensando a come intitolare questo articolo, naturalmente lodando la condotta di gara pulita ed intelligente di Kimi Raikkonen, quando, a 4 giri dal termine, il finlandese della McLaren non si accorge (anche perché nessuno lo segnala) dell’olio sulla pista sparso dalla rottura del motore della Toyota di McNish. Morale della favola: Raikkonen “scivola”, allarga troppo la curva e Schumacher, come un falco, si avventa all’interno, non lasciandogli più spazio.

In che cosa si differenzia una squadra vincente da un’ottima squadra? Nella capacità di prevedere un possibile problema, e regolarsi immediatamente di conseguenza. In questo frangente, Schumi ha saputo subito del problema sulla pista, ed ha potuto impostare il tornantino Adelaide nel modo migliore, conquistando una vittoria anche inaspettata.

E così siamo qui a celebrare, con 6 gare d’anticipo, il 5° campionato mondiale del Kerpeniano, il terzo consecutivo sotto le insegne del Cavallino. Rischia di ripetersi chiunque continui a tessere sperticate lodi alla scuderia di Maranello, quindi parliamo d’altro.

Barrichello, grande assente di oggi, non partito a causa di un guasto di natura elettronica (ma probabilmente il software per la gestione del “launch control” ha delle piccole falle, staremo a vedere: intanto, per il brasiliano è il secondo stop in partenza consecutivo, dopo Silverstone, ove però riuscì a partire, benché ultimo, agguantando con una gara bellissima il 2° posto). Parteciperà comunque anche lui alla grande festa Ferrari di stasera.

La McLaren si è ripresa dallo smacco di Silverstone, ed è stata per la parte finale della gara unica vera avversaria di Schumacher. Gran parte del merito è di Kimi Raikkonen, sempre un gradino sopra al proprio compagno di scuderia, David Coulthard. Ron Dennis può dirsi soddisfatto di questa “scommessa”: il finlandese di oggi potrà essere il campione del mondo del futuro, più o meno come l’altro grande pilota che ha sostituito, Mika Hakkinen.

Va comunque messo in chiaro che questa pista è la pista di casa della Michelin, che ha sede a Clermont-Ferrand, a 180 Km dall’autodromo di Magny-Cours. Quindi, la parziale delusione dei piloti gommati Bridgestone è ampiamente giustificabile. Questa situazione ha comunque avuto il lodevole risultato di rendere la gara più incerta e godibile.

Gli altri. Le Williams di Montoya (4°) e Ralf Schumacher (5°), sono state attardate da errori dei meccanici (una regolazione d’assetto sbagliata per il colombiano) e da una penalità per Ralf, un “drive through” nel quale sono incappati in molti, anche Michael Schumacher. L’unica altra scuderia che ha portato entrambi i piloti al traguardo è stata la Minardi, gara abbastanza positiva per i ragazzi di Faenza. Gara da buttare, purtroppo, per le due BAR, per Massa e per la Jaguar di Irvine.

Button, con la Renault, coglie un buon 6° posto che porta a 11 il suo bottino mondiale 2002. Niente male per un pilota che non sa ancora dove sarà l’anno prossimo! Una scuderia, invece, che non saprà nemmeno se ci sarà fra un G.P. è la Arrows, ormai ridotta, per volere del patron Tom Walkinshaw, il quale vuole cederla nonostante gli altri azionisti, ad uno spettacolo avvilente.

Appuntamento fra solo una settimana, ad Hockenheim, per il GP di Germania, dove Schumacher avrà modo di festeggiare il titolo mondiale con il suo pubblico.

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Silverstone: la pioggia lava via le Michelin.

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 7, 2002

In Inghilterra abbiamo visto un dominio tecnico e tattico delle Ferrari, una doppietta Schumi – Barrichello tanto schiacciante quanto è stata la pochezza tattica degli avversari, con la lodevole eccezione della Williams di Juan Pablo Montoya, che ha colto un meritato terzo posto, creando anche un duello notevole col pilota del momento, Rubens Barrichello. Il Kerpeniano potrà avere la matematica certezza del titolo già in Francia; infatti, se a Magny – Cours riuscirà a salire sul gradino più alto del podio e se i suoi avversari (a questo punto è Barrichello il “nemico” da battere) arriveranno terzi o peggio, l’“Operazione Fangio” potrà dirsi conclusa: 5° titolo mondiale, ed arrivederci al 2003 a tutti.

Questo successo è un grande merito dei pneumatici Bridgestone: se guardiamo l’ordine d’arrivo, nelle prime 9 posizioni, ben 7 sono di piloti con le coperture giapponesi: gli altri due sono i piloti Williams. Si può quindi intuire quale sia la scuderia beneficiaria dello sviluppo prioritario dei pneumatici Michelin; fossi Ron Dennis, mi preoccuperei.

Ma parliamo della gara: si è visto un bello spettacolo, con in apertura Barrichello (2° in prova, davanti a Schumi, ma beffato da Montoya) fermo sulla griglia: nulla da fare, partirà 21° e ultimo. Alla partenza Montoya e Schumi tengono le posizioni senza troppi problemi, mentre dietro si scatena la bagarre. Al 16° giro la pioggia, fino ad allora molto fine, si trasforma in un bell’acquazzone estivo, e costringe tutti a compiere vere acrobazie, pur di restare in pista: Schumi coglie al volo la situazione, supera d’impeto Montoya e si precipita ai box, seguito dal colombiano. La decisione proviene da Ross Brawn: gomme da bagnato. E si riparte. E qui ha inizio la cavalcata del tedesco della Ferrari, senza più rivali fino alla bandiera a scacchi.

Nel frattempo gli altri, Coulthard su tutti, combinano una bella serie di guai: tralasciando gli innumerevoli testacoda di Sato e Massa, lo scozzese della McLaren (che pure qui ha vinto due volte, quindi non si direbbe così sprovveduto) tenta di beffare tutti tenendo per alcuni giri in più le gomme da asciutto, poi, quando capisce che sta sbagliando in pieno, piomba ai box praticamente senza avvisare. Risultato: un bel 10° posto che non fa per niente onore alla scuderia di Woking, a 100 Km. da Silverstone. Raikkonen regge un po’ di più, si dimostra combattivo, ma il suo motore Mercedes lo pianta in asso (seconda rottura del propulsore McLaren della giornata). E qui si conclude la domenica da incubo di Ron Dennis. La Williams di Ralf Schumacher, invece, ha dei problemi col rifornimento di benzina: dopo 29” di attesa il tedesco riparte senza un goccio di benzina in più nel serbatoio. Poi rifornirà, ma l’8° posto finale è anche frutto di scelte sbagliate della scuderia di Frank Williams, il quale, di certo, non festeggerà i 25 anni del sodalizio con Patrick Head.

Chi festeggerà stasera invece è la BAR di Villeneuve (4°) e Panis (5°), i veri “vincitori” della gara: benché giunti doppiati, i due piloti hanno dimostrato di avere una vettura affidabile che sta lentamente riguadagnando competitività. Il sempre coriaceo Nick Heidfeld, 6° su Sauber, completa i punti. Gara da dimenticare per Arrows (purtroppo sempre più a rischio), Minardi, Jaguar e Toyota.

Prossima gara a Magny – Cours, tra due settimane. Ci rileggiamo su queste pagine.

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