RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Settembre 2002

Rubinho, la vendetta!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 29, 2002

Alla fine non ci credeva neppure lui, Rubens Barrichello, di aver sorpassato Michael Schumacher proprio sulla linea del traguardo di Indianapolis, e di soli 11 millesimi! Il brasiliano ha approfittato del favore che Schumi gli ha concesso, rallentando negli ultimi giri, e lo ha “beffato”, suscitando anche un gesto di stizza del Kerpeniano che le telecamere a bordo hanno subito catturato.

Gli animi si sono poi riadattati alla “logica del quieto vivere” sul podio, e c’è stato pure un ringraziamento di Barrichello, un inchino plateale.

Probabilmente Enzo Ferrari avrebbe apprezzato tutta la scena: nell’unica scuderia in cui i piloti non fanno lotta fra loro, un arrivo in parata con finale inaspettato ha esaltato le vetture del Cavallino: e sono 205 i punti dei piloti del Drake. Un record assoluto.

La gara: è presto detto. Un perfetto monologo, sin dalle prove, dominate da Schumi (in pole) e da un Barrichello in palla, dopo il botto fatto registrare venerdì. Secondo posto per lui. Tutto regolare alla partenza, con Schumi che si difende stando a centro pista. Dopo pochi chilometri, Montoya e Ralf Schumacher combinano il patatrac: il colombiano infila all’esterno della prima curva il tedesco, il quale perde il controllo e tampona, con l’alettone posteriore, il pneumatico posteriore destro di Montoya. Morale: Ralf fa una sosta di 1’ ed arriverà ultimo. Juan Pablo perde definitivamente la possibilità di vincere (sarà poi 4°). Chi guadagnerà da questa situazione sono David Coulthard (un buon 3° posto) ed il nostro Jarno Trulli, 5° all’arrivo, merito anche di un’ottima partenza.

Da segnalare che solo 4 piloti non hanno portato a termine la gara: De la Rosa ha fuso il motore, come le due Minardi e la McLaren di Raikkonen (proprio sotto il logo Mercedes…). E proprio nella scuderia del finlandese si annunciano cambiamenti in vista: la Daimler-Chrysler ha acquistato la (ormai dimezzata) Illmor dal motorista Mario Illien, e potrà essere presa in considerazione l’ipotesi uno spostamento della fabbrica dall’Inghilterra alla Germania. Questo potrebbe rinvigorire il motore Mercedes (realizzato in collaborazione con Illmor), e probabilmente agevolare la ricerca. Staremo a vedere.

Altri spunti interessanti riguardano l’appiedamento di Felipe Massa, “sostituito” da Heinz Harald Frentzen per questo GP; ufficialmente la scusa è la penalizzazione subita dal giovane brasiliano a Monza (10 posti indietro in griglia di partenza del GP successivo), in realtà è un’utile anticipazione di quello che il pilota tedesco troverà l’anno prossimo in Sauber.

Infine c’è da segnalare il perfetto nonsense di questo tracciato, da tre anni senza una minima modifica: già quest’anno abbiamo assistito alla “castrazione” del circuito di Hockenheim, ridotto all’ombra di se stesso. La proposta di Villeneuve (“corriamo sull’intero ovale di Indy”) è intrigante, anche se non si farà per problemi tecnici. Oramai i “veri” circuiti si sono ridotti a tre – quattro: Spa, Monza, Suzuka e, per via della tradizione, Monaco.

Appuntamento al 13 ottobre a Suzuka, per l’ultima gara di questo Mondiale 2002 dei record Ferrari.

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Standing ovation!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 15, 2002

Tutti in piedi, signori, passa la Ferrari. Sul circuito di Monza, infatti, abbiamo assistito ad una grande corsa, un vero e proprio “concerto in rosso”, da parte delle vetture del Cavallino Rampante.

Anche il grande abbraccio con la folla nella festa sul podio è indice di tutto quello che di grande hanno compiuto Barrichello e Schumacher quest’oggi, con la Williams, dominatrice con Montoya delle prove, ridotta a mera comprimaria. Dopo 4 giri, infatti, le monoposto di Maranello erano già prime e seconde, dopo il cedimento del motore sulla vettura di Ralf Schumacher (autore di un taglio di chicane con sorpasso in partenza che meritava un “drive-through”): Montoya si sarebbe poi ritirato al 34° giro per un problema alle sospensioni, ma oramai la lotta per la vittoria era già decisa. E Barrichello, di un soffio su Schumi, ha meritato di vincere. Così, è la 13^ doppietta rossa (7^ quest’anno!) con Schumi e Barrichello ai primi due posti. Il record delle “doppiette” è di Senna e Prost, due leggende, con la McLaren, 14 volte primi e secondi. Record che si può battere. Presto.

Sì, dobbiamo anche parlare degli altri, d’accordo, ma sembrano tutti svanire di fronte a queste Ferrari.

Le Williams: Ralf Schumacher già con problemi nel giro di schieramento, costretto a prendere il “muletto”, e questa vettura che già alla fine del giro di ricognizione lasciava intravedere uno sbuffo di fumo azzurrino, indice quasi sempre di guai. E questi guai che si manifestano quasi subito, dopo solo 4 giri ed una battaglia aspra con il compagno di squadra, quel Montoya che, con ben 7 pole position all’attivo, quest’anno non ha ancora assaporato la gioia della vittoria.

Abbiamo finalmente visto con piacere una Jaguar competitiva, con Eddie Irvine che mancava da Montecarlo sul podio e, visto lo spettacolo, credo che dimenticherà facilmente il fatto che la sua ultima vittoria risale a 50 gran premi fa. Questa Jaguar che, solo per quanto spende, meriterebbe di essere costantemente fra le prime quattro formazioni del novero; probabilmente questo terzo posto salverà, ancora una volta, Niki Lauda dal licenziamento.

Parliamo un momento dei piloti italiani: Trulli, ottimo 4°, dopo essere partito in fondo allo schieramento per un problema meccanico, arriva per la prima volta a punti qui a Monza, con un’ottima gara; è stata ottima anche la gara di Fisichella, con una sola sosta, in lotta con Coulthard per la 7^ posizione. La McLaren è stata praticamente assente dalla lotta, con Raikkonen appiedato dal motore Mercedes e Coulthard, settimo all’arrivo, penalizzato da un contatto all’avvio che l’ha costretto ad una sosta anticipata per il cambio del musetto. Button e Panis completano i punti.

Devo poi chiedere ufficialmente scusa ad Alex Yoong: il malese della Minardi è riuscito a qualificarsi, sebbene ultimo, ma è stato poi tradito da un guasto al motore. Stessa cosa è capitata al compagno di scuderia Mark Webber.

Altre due piccole note: la Sauber ha annunciato un’iniziativa benefica in collaborazione con le Nazioni Unite per partecipare alla lotta contro l’AIDS. Per quanto riguarda la sicurezza, se avete tenuto d’occhio le prove, vi sarete senz’altro resi conto che, nell’incidente a 2’ dalla fine delle qualifiche tra Sato e Raikkonen, le gomme hanno tenuto e non sono schizzate via. In quella stessa curva, due anni fa, morì un volontario, Paolo Gislimberti, centrato da un pneumatico di una Jordan. Questa nuova regola di progettazione delle vetture, che introduce dei cavi di sicurezza, potrebbe forse salvare delle vite. A noi piace pensarlo, e pensare che quella vita non sia stata spesa invano.

Ci rileggiamo su queste pagine fra due settimane.

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Spa: Schumi acchiappa il “6”.

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 1, 2002

A Spa, sui 6.963 metri del circuito che ospita il Gran Premio del Belgio, la Ferrari acciuffa un’altra doppietta, che porta a 173 il punteggio della scuderia del Cavallino, a 122 il totale di Schumi, 6^ volta vincitore qui, e a 51 i punti di Rubens Barrichello, secondo oggi all’arrivo.

La gara, che per la prima volta ha visto la pole position del Kerpeniano, è stata dominata dall’inizio alla fine dalle “Rosse”, mai impensierite da alcuna vettura. Va segnalata soltanto la bella prova in qualifica di Kimi Raikkonen, secondo con una McLaren che mostra timidi segnali di miglioramento. Il finlandese si è poi dovuto ritirare per la rottura del nuovo propulsore Mercedes.

Montoya, terzo sotto la bandiera a scacchi, si è dovuto guardare negli ultimi cinque giri dall’assalto della McLaren di David Coulthard, ma ha dimostrato di avere sempre in pugno la situazione.

Quinto un Ralf Schumacher particolarmente in ombra, anche attardato dai meccanici nel secondo pit stop. Irvine, con una Jaguar in lievissima ripresa qui, ha colto un 6° posto che probabilmente vale molto per il futuro di Niki Lauda in seno al team.

Quest’oggi, a parte il “botto” di Raikkonen di cui abbiamo già parlato, abbiamo visto andare arrosto i motori di Button, Massa, Fisichella (un vero peccato, la strategia di una sola sosta stava dando frutti), Trulli (era a punti), Panis: le Renault, la Sauber – Ferrari di Massa e i motori Honda di Fisico e Panis. La casa giapponese aveva introdotto miglioramenti alla potenza del propulsore, il quale, come si è visto, manca con ogni probabilità di affidabilità.

Da dimenticare la gara delle Minardi, coi due piloti Webber e Davidson fuori dopo pochi giri. Per l’inglese Davidson si tratta della sua ultima gara in F.1 per questa stagione, fra due settimane potrebbe (e lo dico con qualche apprensione) tornare in pista Alex Yoong (e quindi, probabilmente, vedremo una sola Minardi al via a Monza).

Dopo l’ennesimo ritocco ai record del Cavallino e del Kerpeniano (10^ vittoria in questa stagione) resta da scrivere qualche nota sul mercato piloti: certo il ritiro di Mika Salo, il licenziamento di Massa a fine stagione dalla Sauber che ha ingaggiato Frentzen per il 2003, e l’accasarsi di Olivier Panis alla Toyota per 2 anni (Button occuperà il posto lasciato libero alla BAR), restano da decidere i volanti alla Minardi (potremo vedere, dopo australiani e malesi, i piloti russi all’opera), mentre c’è ancora un posto libero in Toyota. Per gente come Villeneuve, o i nostri Fisichella e Trulli ci sarà da attendere un altro anno prima di poter sperare di vincere (e parlo di un avvicinamento tra il canadese della BAR e la McLaren). Molto dipenderà dal comportamento di Raikkonen e Coulthard.

Appuntamento a Monza, tra due settimane, per un appuntamento da non perdere: l’abbraccio dei tifosi italiani a Schumi e alle Ferrari campioni del mondo.

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