RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Marzo 2004

Caldo malese: ma per chi?

Pubblicato da marcotheavalanche su Marzo 21, 2004

E rieccoci a rileggerci dopo la seconda cavalcata vincente di quest’anno di Michael Schumacher, oggi sul circuito di Sepang, in Malesia. Seconda prova di un Mondiale 2004 che appare sempre più sotto il pieno controllo della Ferrari, capace qui di ottenere la pole con la pista a ben 54 gradi centigradi, e di dominare praticamente tutta la gara con 42 gradi sull’asfalto.
Secondo Montoya, su una Williams abbastanza in ombra, mai in grado di impensierire più di tanto la Ferrari numero 1. La scuderia di Grove ha anche dovuto sopportare il ritiro dell’altra vettura, guidata da Ralf Schumacher per la rottura del surriscaldato propulsore BMW.
Sul gradino più basso del podio Jenson Button, su una BAR che si conferma a buoni livelli. A tal proposito, mettetevi in testa questo numero: 19254. E’ il numero massimo di giri al minuto che ha fatto registrare il motore Honda del pilota inglese. Se il dato è confermato, il motore Honda di quest’anno ha qualcosa di straordinario. Anche se manca ancora di un po’ di affidabilità: il compagno di scuderia di Button, il giapponese Sato, ha finito la corsa col motore arrosto.
Quarto Barrichello con l’altra Ferrari, autore di un piccolo errore che gli è costato un paio di posizioni quando era secondo alle spalle di Schumacher. Una gara di contenimento, la sua, che ha avuto comunque il merito di rallentare il ritmo di Montoya nelle fasi conclusive della gara.
Quinte e settime le Renault di Trulli e Alonso, quest’ultimo autore di una bella rimonta dal fondo dello schieramento. Alonso è stato anche capace di superare la McLaren di Coulthard (poi sesto all’arrivo), prima che una tattica di gara improduttiva (unico a punti a fare 2 soste anziché 3) lo penalizzasse. Senza fare paragoni, la sua condotta di gara sino al secondo pit stop è stata la giusta misura di rischio e calcolo che hanno i talenti naturali.
A chiudere i punti la Sauber di Felipe Massa, autore di una gara molto buona, tutto sommato.
La pattuglia italiana è transitata tutta quanta sotto la bandiera a scacchi: 11° Fisichella sulla Sauber, 13° Pantano su Jordan e 14° Bruni su Minardi. C’è da essere soddisfatti.
Come dite? Perché non parli della McLaren? Potrei dire le stesse parole che ha usato Raikkonen, al suo secondo ritiro su due gare: “Che volete che vi dica?”
Battute a parte, la crisi in McLaren ha radici profonde. Con Newey (progettista aerodinamico della McLaren) che accusa i motoristi Mercedes e viceversa, e con le voci di un acquisto delle azioni di Ron Dennis da parte della Mercedes, vuol dire che il clima a Woking è davvero torrido, ma questa volta non si parla del meteo.
Per rispondere ai commenti arrivati di recente sul blog, questa F1 potrà non piacere a molti, con gare che a volte sconfinano nella noia profonda. Ma avete visto come qualche goccia di pioggia, caduta all’inizio della gara, ha infiammato i primi 10 giri? Quello che manca alla Formula 1 moderna è forse solo un pizzico di imprevedibilità, fattore che dovrebbe essere assicurato dalla FIA, magari con l’utilizzo di componentistica standard (si parla di alettoni uguali per tutti dal 2006, ma sono solo voci, finora). E’ forse solo questo il fattore che rende le gare così “piatte”. I piloti bravi (Alonso, Montoya, e perché no anche Trulli, Fisichella e Massa) ci sono. Manca forse un serio contendente al trono del Kerpeniano, ma date tempo di crescere un po’ a chi ho nominato. In particolare al primo della lista…
Prossima tappa del Circus iridato il 4 aprile nel Bahrein, una novità per la Formula 1. Vedremo se il “fattore sabbia” e il fatto di partire su una pista in pratica sconosciuta costituiranno un problema per i contendenti alla vittoria.
Ci rileggiamo su queste pagine.

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Vuoto… pneumatico!

Pubblicato da marcotheavalanche su Marzo 7, 2004

A volte la Formula Uno, con il suo progresso tecnologico sempre più spinto e le sue regole sempre più mutevoli (e per certi versi assurde), sembra ricordare quella frase de “il Gattopardo” che dice: “è necessario che tutto cambi, affinché non cambi nulla”. E così assistiamo a un weekend australiano stile-2002 nel quale le Ferrari raccolgono tutto ciò che c’è: prima fila (strappandosi a vicenda il record del giro in prova), e doppietta (con altri record, sul giro e sulla distanza).
Sembra che una diabolica (per gli avversari) macchina del tempo abbia riportato tutto al 2002, l’anno del dominio assoluto Ferrari – Bridgestone.
Solo che è cambiato quasi tutto il regolamento, con le novità, fra le altre, delle prove sul giro singolo, e del motore unico per il weekend; quest’ultima è una vera “perla” di Mosley: con lo scopo di far risparmiare soldi ai team minori, ha avuto come risultato un aumento spettacolare dei costi di ricerca, specie sui materiali, che ha già fatto spendere di più a tutti!
Parliamo dei risultati: che Schumi fosse davanti a Barrichello sempre e comunque quest’oggi lo avrebbe capito anche un bambino; il gradino più basso del podio è stato di Fernando Alonso, con una Renault che potrebbe essere la reale seconda forza del campionato, o almeno battagliare con una Williams (4° Ralf, 5° Montoya) in attuale momento di stallo psicologico.
Sesto una lieta sorpresa: la BAR di Button, finalmente in grado di competere almeno per i punti. Peccato che non ci sia più un Villeneuve capace di capitalizzare questa macchina.
7° Trulli, danneggiato in partenza dal compagno di scuderia (e tamponato dalla BAR) ad aumentare i punti Renault ed il morale.
Chi ha il morale sotto terra è di sicuro la McLaren: 8° Coulthard, con la solita gara incolore e Raikkonen primo ritirato, dopo essere stato superato dalla esuberante Sauber di Massa (poi ritiratosi). Il finlandese, già in inverno, si era reso conto di avere una macchina con un motore inferiore agli altri. Ha però avuto la brutta idea di palesare la crisi, col relativo peggioramento della situazione. Con ogni probabilità, il “muto”-Raikkonen ha perso un’ottima occasione per starsene zitto! Ed ora, già in Malesia fra 14 giorni, dovrà avere un comportamento decisamente migliore, specialmente in prova.
Riguardo alla ricerca-gomme, la Bridgestone ha testato durante l’inverno praticamente ogni soluzione possibile, per poi tirare le somme nell’ultimo mese. Il miglioramento delle prestazioni è da attribuirsi a questo. La Michelin continua la sua strada, fatta di divisione del lavoro fra i vari team che fornisce. E’ un lavoro che dovrebbe dare i suoi frutti più in là nel tempo. Vedremo a Sepang.
Ci rileggiamo su questo blog fra due settimane, dopo il GP di Malesia, seconda prova di questo Mondiale 200..4?

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