Dodicesima gara del Mondiale, ed undicesima vittoria di Schumi. Questo la dice lunga solo sul risultato finale del campionato piloti: a due terzi della stagione, il Kerpeniano ha 36 punti di vantaggio sul secondo (Barrichello), e 49 su Jenson Button, ottimo secondo oggi, autore di un weekend da ricordare, nonostante la rottura del motore nelle prove che gli ha tolto dieci posti sulla griglia di partenza. Chissà cosa sarebbe potuto succedere se l’inglese fosse partito 3° (il suo tempo di qualifica).
Potrà rifarsi, visto che la BAR, quest’anno, è davvero molto competitiva.
Sul podio un Fernando Alonso combattivo, ma attardato da un detrito che gli ha tolto tranquillità e ritmo di gara, a vantaggio del britannico della BAR.
Completano l’ordine d’arrivo Coulthard (4°), Montoya (5°, penalizzato da una partenza da incubo), Webber, Pizzonia (7°, imposto da Patrick Head sulla Williams lasciata libera da Ralf Schumacher, e chi dice che Sam Michael conta qualcosa a Grove si sbaglia!) e 8° un Sato “emozionante” come al solito.
Manca Barrichello al consueto appuntamento coi punti. Oggi il brasiliano è arrivato 12° con una gomma a pezzi, ma gran parte della gara Rubinho l’ha compromessa al 1° giro, tamponando Coulthard e perdendo così l’alettone anteriore. Morale: al 2° giro si è ritrovato ultimo, ed ha dovuto fare una corsa completamente in salita, risalendo sino al nono posto, ma all’ultimo giro la posteriore destra lo ha lasciato.
Gomme sotto accusa, particolarmente le Michelin: foratura per Da Matta, Trulli con problemi di pressione (e la foratura di Silverstone già all’attivo) e le Williams con escursioni dovute a mancanza di aderenza. Sul lato Bridgestone, a parte Barrichello, due forature per Pantano.
Ma non solo le gomme creano problemi: l’alettone posteriore di Raikkonen ha deciso di lasciare il pilota finlandese proprio quando era entrato in scia a Schumacher, al 15° giro, e minacciava di essere l’unico rivale del Kerpeniano per la vittoria. Morale: il quarto gran botto consecutivo di una F.1 sempre più fragile, ed in crisi di immagine.
Su 600 chili di vettura, toglietene 120 – 130 a causa del motore e del cambio, e circa un centinaio di zavorra: il resto è struttura della macchina: un po’ poco, per la sicurezza del pilota, non vi pare? Il genio della FIA, Max Mosley, invece di fare finta di dimettersi (per dare un “segnale forte” ad Ecclestone, più politica che altro) dovrebbe imporsi con costruttori e scuderie. I motoristi hanno una proposta (personalmente condivisibile), che nel 2006 porterà a motori 8 cilindri di 3000 cc di cilindrata (attualmente i dati sono 10 e 3500): Mosley deve dare una risposta. Magari potrà pensare alle dimissioni solo quando sarà chiaro che la Formula 1 non sarà più la fonte di spettacolo (e, quindi, di proventi) che ci si aspetta. Ma non è compito di una federazione sportiva: l’obiettivo – FIA dev’essere una regolamentazione chiara e precisa del motorsport. Imprevedibilità, ma nel contesto di una sicurezza imprescindibile.
Con questo auguro a tutti tre settimane di buone ferie, e ci rileggiamo a Ferragosto, dopo l’infuocato quanto lento Hungaroring. A presto, su queste pagine!
Archivio per Luglio 2004
Barrichello rovina la festa!
Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 25, 2004
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Schumi ha Kimi negli specchietti!
Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 11, 2004
Se fosse per il risultato, con la 10^ vittoria su 11 gare di Schumi, davanti a Raikkonen e a Barrichello, potremmo magari pensare ad un exploit solitario del finlandese, e alla solita gara con ritmo da qualifica del Kerpeniano.
I fatti mostrano anche dell’altro. Anzitutto, la McLaren del finlandese ha conquistato una bellissima pole position, tra l’altro con più benzina della Ferrari. Inoltre, lo sviluppo di questa MP4/19B (“nata” da solo 6 settimane) fa ben sperare in una nuova evoluzione di questa ottima base di partenza. Raikkonen è un pilota coriaceo e valido. Di Coulthard, 7° oggi e per nulla convincente, abbiamo già detto tanto. La McLaren ha bisogno comunque di un nuovo (e vero!) pilota. Vedremo.
Il resto dell’ordine d’arrivo. Button 4°, assieme a Trulli e Massa uno dei pochi che è stato sportivo e si è sottratto alla vergogna delle prequalifiche del sabato fatte al rallentatore per timore della pioggia, incombente quanto inesistente all’atto pratico.
L’inglese avrebbe meritato qualcosa di più. Aggiungiamo che Sato oggi ha avuto il solo merito (dal punto di vista dei ferraristi) di “trattenere” Raikkonen in quei due giri decisivi della prima sosta ai box, e vediamo che la BAR è in un momento di stanca, un po’ come la Renault (oggi zero punti, e lo spaventoso incidente di Trulli ad abbassare il morale ulteriormente). Urgono rimedi.
Anche per una Williams in crisi. 5° Montoya, costretto a battagliare con un Fisichella (6°) in gran forma. Chissà, forse abbiamo visto una lotta tra un futuro pilota McLaren (il colombiano) ed uno Williams (si spera, il romano).
7° Coulthard (di cui abbiamo già detto) e 8° un altro “papabile” pilota Williams, Mark Webber e la sua Jaguar.
Qualche commento si impone. La McLaren è finalmente ritornata ai suoi livelli, ed è ora a solo 9 punti (32 a 41) dalla Williams, e gareggia per il 4° posto nella classifica costruttori. E’ probabile il sorpasso, già nelle prossime gare.
Tra Renault e BAR la lotta è più serrata, 79 a 67 in favore della scuderia di Briatore. E si farà battaglia fino alla fine del mondiale per il secondo posto assoluto, dietro i “marziani di Maranello”, già adesso con 95 (!) punti in più dei secondi. Con questo passo infernale, la Ferrari potrebbe festeggiare già in Ungheria (siamo superstiziosi, ad Hockenheim è troppo presto!) il titolo mondiale costruttori.
Oltre alla “lotta” fra i costruttori, anche il mercato piloti è l’argomento che impazza (per i posti lasciati liberi in Williams, principalmente). Probabilmente non vedremo la prossima stagione il ritorno di “vecchie glorie” come Mika Hakkinen o Jacques Villeneuve. Ma un Webber – Fisichella o un Webber – Trulli (e sarebbe un grave errore da parte dell’abruzzese) potrebbe essere possibile. Poco probabile anche il ritorno di Coulthard a Grove, nella scuderia che lo lanciò all’indomani dell’incidente mortale di Senna. Vedremo come agirà il mercato.
Prossima gara fra due settimane, sulla “versione ridotta” di Hockenheim. Ci si rilegge su queste pagine.
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Schumi: “E io ne faccio quattro!”
Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 4, 2004
Questa vittoria di Schumacher a Magny-Cours sarà ricordata, oltre per il sorpasso all’ultima curva di Barrichello su Trulli che vale il 3° posto per il brasiliano, anche per il forsennato ritmo di gara del Kerpeniano, capace di fare ben quattro pit stop e di essere in testa all’arrivo.
E servivano proprio tutti, proprio perché bisognava fiaccare la resistenza del bravissimo Fernando Alonso, autore della pole e, fino al secondo pit stop leader della corsa.
Alonso infatti si ferma prima di Schumi, così come aveva fatto la prima volta, e in quei 2 giri che lo separano dalla sosta, il campione del mondo compie due capolavori di giri veloci.
La terza sosta di Schumi è brevissima, circa 7 secondi, ed a questo punto è chiaro che il ferrarista dovrà fermarsi un’ultima volta. Lo farà per solo 5,8″, e riuscirà a tenersi dietro Alonso, all’arrivo con un distacco di circa 8 secondi.
Sul terzo posto di Barrichello va detto che per il brasiliano è l’equivalente di una vittoria, se mettiamo in luce il fatto che è partito 10° dopo esser stato costretto da un problema idraulico (ebbene sì, anche in Ferrari ci sono guai!) a saltare le prequalifiche. Questo fatto costituisce un serio problema, perché obbliga il pilota a girare per la griglia di partenza senza il minimo riferimento, salvo quelli delle prove libere. E non è facile uscire per primi e fare un gran tempo. Complimenti a Rubinho, anche per i due sorpassi (su Button e Trulli) che hanno dato un po’ di colore a questa corsa altrimenti soporifera.
Quarto (come a Indy) Jarno Trulli, un po’ in ombra rispetto al compagno di scuderia, ma che lentamente ha ripreso a macinar punti per cercare di diventare il campione del mondo degli “altri”: il terzo assoluto. Adesso insidia Button (5° oggi, non troppo in palla): è a solo 2 punti, 46 a 48. La lotta va avanti.
Prosegue la “raccolta punti” McLaren, come a Indianapolis, ma con la nuova vettura (ma non ditelo troppo forte, sennò Ron Dennis si arrabbia!): fatto sta che la MP4/19B ha portato un 6° posto a Coulthard e un 7° a Raikkonen. Ma qualche passo in avanti è stato fatto, non c’è dubbio. Li aspettiamo. Magari sul podio.
Come pure aspettiamo la Williams: oggi Montoya, soltanto 8°, si è fatto vedere più per suoi errori (un bel 360° all’ultima chicane) che per sorpassi. In giornata no.
Vedremo come proseguiranno le vicende fra solo 7 giorni, a Silverstone, per uno spettacolare (oramai, è uno dei pochi dove si possono vedere sorpassi) G.P. di Gran Bretagna.
A rileggerci su queste pagine.
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Un post a caso!








