RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Agosto 2004

Per fortuna che c’è Spa!

Pubblicato da marcotheavalanche su Agosto 29, 2004

Spa-Francorchamps è uno dei (pochi, oramai) nomi che in Formula Uno donano un brivido a chi li sente pronunciare, un po’ come parlare di Gilles Villeneuve, o di Ayrton Senna.
Il circuito belga è infatti unanimemente riconosciuto come l’”Università della Formula 1″, perché è il più tecnico in assoluto, con curve velocissime e lente, un rettilineo molto lungo, ottime possibilità di sorpassi lungo quasi tutto il circuito ed è difficilissimo mantenere un ritmo costante per tutta la gara; per non parlar poi di quando piove… allora si può sconfinare nelle grandi imprese che oramai appartengono ad altri tempi.
E così, dopo un anno di “astinenza” per via di una vergognosa vertenza con la Federazione per via delle leggi belghe anti-fumo, rieccoci qui, e coi tabelloni “tabaccai” bene in vista, stavolta.
La cronaca di questo scoppiettante G.P. richiederebbe un articolo di almeno tre pagine, cercherò di esser il più sintetico possibile, non me ne vogliano i lettori.
Dopo un sabato di qualifiche flagellato dalla pioggia, nel quale Jarno Trulli, fresco sposo, ha conquistato una bellissima pole position (facendosi così un bel “regalo di nozze”), la partenza vede già una serie di incidenti: Barrichello viene tamponato dalla Jaguar di Webber, e danneggia la gomma posteriore destra e l’alettone posteriore. Nel frattempo, dietro l’incidente si è formato un pericoloso “gruppone” di macchine, simile alle file ai caselli di questi giorni: in questo marasma, Sato viene tamponato da Bruni, e Pantano va a colpire la Minardi dell’italiano.
Morale della storia: prima safety car (e qui i meccanici Ferrari compiono il loro miracolo di giornata, cambiando l’alettone posteriore a Barrichello a tempo di record). Nel frattempo Michael Schumacher, secondo in prova, si trova dietro alle Renault di Trulli e Alonso, ed ha subìto anche l’onta dei sorpassi di Coulthard, Raikkonen e Montoya. Saggiamente, il Kerpeniano si è fatto sfilare dal colombiano della Williams, non compiendo l’errore che più tardi farà Trulli nella stessa chicane cercando di chiudere la traiettoria.
Alonso compie due testacoda nel giro di due curve, a causa di olio fuoriuscito dal retrotreno della sua vettura: ritiro inevitabile.
Coulthard subisce la foratura della posteriore destra e rientra per il cambio (oggi ben tre gomme Michelin subiranno la stessa sorte: detriti o problemi di costruzione? Lascio a voi il giudizio).
Trulli dopo il primo pit stop non è più lo stesso, e compie l’errore di cui sopra con Montoya. Arriverà 9°, peccato. Il colombiano è ostacolato dall’ottimo Massa (anche lui con guai in partenza). Poi una foratura metterà il pilota della Williams fuori gioco. Massa permette a Michael Schumacher di guadagnare un’altra posizione dopo il primo pit stop.
A questo punto Raikkonen è saldamente in testa, mentre Schumi è secondo, ma distanziato di 12″.
A Button, in rimonta ma non sui suoi livelli, scoppia la posteriore destra in rettilineo, travolgendo la Minardi dell’incolpevole Baumgartner: safety car e nuova “processione”.
Schumacher va ai box e così il gap dal finlandese della McLaren viene azzerato.
I pneumatici Bridgestone non entrano facilmente in temperatura come i Michelin, e Raikkonen, alla ripartenza, mantiene agevolmente la testa. A quattro giri dalla fine Coulthard tampona Klien e porta un bel po’ di detriti in pista. Altra safety car, e altra ripartenza, ma nulla da fare: Kimi Raikkonen è il giusto vincitore di questa gara. 2° Schumi, terzo un Barrichello in rimonta strepitosa, quarto Massa davanti al compagno di scuderia Fisichella (gara sfortunata la sua sin dalla partenza), Klien 6° (i suoi primi punti) precede Coulthard e Panis.
Finalmente una gara ricca di spettacolo, anche se l’ombra delle Michelin “d’argilla” rimane: siamo davvero sicuri di queste gomme?
A parte questo dubbio, la festa è per Schumacher che conquista matematicamente il 7° mondiale, ed ancor più festeggiamenti sono attesi a Monza, fra due settimane, per la prima tappa del “Ferrari World Champion Tour 2004″. Ci rileggiamo su queste pagine!

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Ferrari, una doppietta nel ricordo del Drake.

Pubblicato da marcotheavalanche su Agosto 15, 2004

Il 14 agosto 1988, 16 anni fa, moriva Enzo Ferrari. La sua scuderia lo ha oggi ricordato nel modo migliore, quello che lui preferiva. Con entrambi i piloti in prima fila in prova, e sui due gradini più in alto sul podio in gara. E soprattutto con il titolo costruttori.
Nel Gran Premio che l’anno scorso fu quasi una dèbacle per le rosse, con solo Schumi a punti (e per giunta 8°, come fu il suo piazzamento in prova), una doppietta così, con il terzo classificato a più di 40″, la sete di rivincita è stata pienamente soddisfatta. Merito di un ottimo lavoro di squadra, il che non esclude naturalmente che vi possano essere problemi. In ogni team, durante ogni gara, si possono verificare dei piccoli contrattempi: oggi ad esempio, in Ferrari c’è stato il piccolo “giallo” del bocchettone della benzina con problemi. La soluzione è stata applicata velocemente, senza allarmismi, e con la massima professionalità che contraddistingue il Team Ferrari. Anche se la tensione è stata palpabile.
Passiamo all’ordine d’arrivo: 1° Schumi (il Kerpeniano fa così 12 successi su 13 gare, e 7 vittorie di fila, aggiungendo altri record al suo palmarès sconfinato) e 2° Barrichello. 3° Alonso con una Renault con problemi di pneumatici. Quarto Montoya, 5° Button (uomo – mercato di questo agosto, con una specie di telenovela tra lui, il suo capo David Richards e Frank Williams, argomento non ancora concluso ma comunque stucchevole). 6° Sato (stavolta davanti in prova all’inglese suo compagno di scuderia), 7° Pizzonia (abbastanza convincente) e 8° un buon Fisichella, nella stessa posizione che aveva in griglia di partenza.
Resta però un fatto, piuttosto triste in realtà. Anche oggi la gara ha paurosamente conciliato il sonno, a parte le fasi della partenza i sorpassi in pista sono stati veramente pochi. Fermi restando quelli che sono i grandi meriti della Ferrari di aver costruito negli anni un team pressoché imbattibile, stupisce la pochezza degli avversari, anche sulla scorta di un nuovo regolamento.
Il vero problema (del quale abbiamo avuto le avvisaglie ultimamente, con incidenti spettacolari) sta nell’esasperazione della ricerca aerodinamica. Questo porta ad un aumento di velocità, e quindi di prestazioni, strepitoso (oggi Schumacher ha abbassato di 3 secondi il record della pista!) ma anche ad un livello di costi proibitivo per pressoché chiunque. Questo non solo ostacola l’ingresso di nuovi contendenti (Volkswagen?), ma può anche essere foriero di problemi ulteriori. Chiedete a Ralf Schumacher, ad esempio. Finora è andata molto bene, perché le protezioni passive (leggi cellula di sicurezza) hanno retto. Ma è ormai tempo di standardizzare gli alettoni posteriori e anteriori, e di diminuire la cilindrata dei motori.
Il signor “mi dimetto, non mi dimetto”: Max Mosley, presidente della FIA, dovrebbe imporsi su questo argomento, invece che lanciare precisi segnali al suo amico e compare Bernie Ecclestone.
Ormai è tempo di agire in questa direzione. Lo spettacolo è quel che è, e bisogna salvare il salvabile. E’ il pubblico che paga i biglietti, e proprio i tifosi hanno bisogno di vedere più spettacolo.
Prossima tappa del mondiale, un gradito ritorno: Spa Francorchamps, Belgio, tra due settimane. GP che l’anno scorso non si è disputato per via di una vergognosa vertenza su sponsor tabaccai. Questo è purtroppo un indice della F.1 moderna.
A rileggerci su queste pagine.

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