RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Settembre 2004

Prove tecniche del dopo-Schumacher?

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 26, 2004

Da Shanghai, nel mastodontico quanto difficile circuito cinese che ha ospitato la terzultima prova del Mondiale 2004, abbiamo avuto una serie di conferme, nonché una serie di novità per così dire “agrodolci”. Cominciamone una disamina.
Grande vittoria di Rubens Barrichello il quale, dopo la bella pole position di sabato, ha tenuto testa, in una gara abbastanza tirata, a Kimi Raikkonen prima e a Jenson Button poi. Si è intravista, anche se non completamente apprezzata, la superiorità tecnica della vettura di Maranello, superiorità che può far ben sperare per il 2005 (al quale, diciamolo un po’ senza problemi, siamo già tutti proiettati da qualche settimana).
Il podio, lo accennavamo prima, è stato completato dal britannico Button sulla BAR (anche se la sua tuta poteva far pensare anche alla Subaru del Mondiale Rally) e da Raikkonen. Il finlandese della McLaren è stato penalizzato da una bassa velocità di punta (che non gli ha permesso di passare Barrichello nelle fasi iniziali) e da un azzardo del suo team in occasione della seconda sosta ai box: un pit stop troppo corto che non ha reso competitiva come si sperava la sua monoposto.
Completano la zona punti Alonso su Renault (4°), Montoya su Williams (5°, come a Monza), Sato sulla seconda BAR (6°) e le due Sauber di Giancarlo Fisichella (7°, per la quarta volta consecutiva a punti, ottimo) e di Felipe Massa (8°, buona gara, ottima qualifica: un 4° posto molto bello: peccato per la scelta delle gomme).
In classifica costruttori, dopo l’inarrivabile Ferrari (244 punti), vediamo che la BAR incrementa il vantaggio sulla Renault (105 punti a 96).
Per cercare di ridurre questo gap, la scuderia francese ha ingaggiato Jacques Villeneuve, campione del mondo ‘97, il quale non ha decisamente brillato durante questo weekend. Sempre dietro al suo compagno di scuderia (di 4 decimi in prova, e di 7 posizioni in gara: è arrivato 11°) e nemmeno capace di superare, nelle fasi finali, un coriaceo Webber su Jaguar, vettura (direi) inferiore tecnicamente. Stupisce la mossa di Briatore: appiedare Trulli (forse lo rivedremo già a Suzuka sulla sua nuova scuderia, la Toyota) per prendere un pilota “del passato”: sicuramente non allenato, e disabituato alla F.1: la scelta sarà forse “pagante” dal punto di vista mediatico, ma le prestazioni del canadese devono essere all’altezza. Oggi non è stato così.
Weekend da incubo, comunque, anche per Michael Schumacher il quale, dopo un errore in prova (un testacoda forse dovuto ad una perdita di acqua o olio sulle ruote posteriori) ne ha combinate di tutti i colori: ha tamponato Klien, ha fatto un testacoda in gara, ma ci ha anche regalato dei bei sorpassi su Coulthard e Fisichella, nonché dei “non-sorpassi” su Ralf Schumacher e Villeneuve: sorpassi vanificati dall’immediato rientro ai box per il pit stop.
L’inquietudine di tanti, specie in Ferrari, è che nel cervello del Kerpeniano, in questi momenti, stia passando l’idea del ritiro a fine 2005 o a fine 2006. Ad un certo punto, ci si dovrà abituare a vincere meno. Vedremo, ad ogni modo.
Dell’altro rientrante, Ralf Schumacher (ritornato dopo 6 gare di stop dovuto allo spaventoso incidente di Indianapolis) si può dire che ha condotto una gara sufficiente, anche se l’indole dello “sfasciamacchine” è dura ad essere domata. Probabilmente pensa anche lui alla Toyota 2005.
Già, il prossimo Mondiale. Molte nubi si addensano sull’orizzonte della Formula Uno. Anzitutto, la Ford ha messo la Jaguar in vendita, e se entro il 15 novembre non si troveranno dei compratori chiuderà un altro partecipante al Mondiale. Dopo aver perso la Prost e la Arrows nella storia recente, le scuderie sarebbero solo nove: a questo punto per i top team scatterebbe l’obbligo di introdurre una vettura “riempi-griglia”, la quale non potrebbe prendere punti. E sarebbe un danno per tutti. Aggiungiamoci il fatto che Jordan e Minardi non navigano di certo nell’oro, e comprendiamo tutti come il giocattolo sia a serio rischio di rottura.
Ed il buon Ecclestone, patron del Circus, non fa altro, con le sue interviste, che dare l’immagine del proprietario del giocattolo “a rischio”: non interessa a nessuno sapere se Senna avrebbe vinto ancora o più di Schumacher; interessa a tutti capire se la Formula 1 potrà (e dovrà) cambiare, e questa volta per sopravvivere.
A questo punto, ci rileggiamo su queste pagine tra due settimane.
Si correrà in Giappone, a Suzuka. Un cordiale saluto a tutti!

Marco Cannavacciuolo

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Barrichello, licenza di vincere.

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 12, 2004

E’ appena passato il decimo giro, e la situazione non è per niente bella, per i ferraristi: Barrichello è soltanto nono, e Schumacher è dietro di lui. In precedenza, al via, il Kerpeniano è stato “accompagnato” sulla parte esterna della prima variante dalla gran partenza di Fernando Alonso, ed ha passato Montoya (secondo ieri) tagliando la chicane. Temendo sanzioni, il Kerpeniano si fa sfilare, ma alla variante della Roggia, sempre al primo giro, Schumi e Button si toccano, ed il ferrarista ha la peggio. Si gira, e riparte quindicesimo, dopo che il grosso del gruppo è sfilato.
Barrichello ha sbagliato la scelta delle gomme e dell’assetto, dopo la clamorosa pole del sabato. Opta per le gomme da bagnato, confidando nel ritorno della pioggia che è caduta in mattinata. L’assetto è regolato di conseguenza. Il primo giro gli permette di prendere sei secondi e mezzo sul secondo (Alonso), ma già dal secondo giro, quando prende già due secondi dallo spagnolo della Renault, la corsa si mette a suo svantaggio, ed è chiaro che la sua scelta di gomme è sbagliata. Rientra, cambia pneumatici e rifornisce, precipitando così in classifica.
Schumi, dopo la collisione, gira chiaramente su un altro passo, con un assetto da asciutto. I suoi tempi sono di circa un secondo in meno degli altri. I 29 secondi di svantaggio dalla vetta diventano 24, poi venti, diciotto, e tutti gli avversari capiscono che la musica è cambiata. Se ci fosse una colonna sonora ad accompagnare i suoi giri velocissimi, probabilmente la musica da suonare sarebbe quella del film “Lo squalo”, col Kerpeniano che “azzanna” tutte le sue “vittime” in spietata successione.
Alonso, quando intravede la sagoma rossa nei suoi specchietti, compie un brutto errore e va fuori pista, insabbiandosi alla variante. Dato che il punto è oggettivamente pericoloso, avrebbe dovuto essere aiutato dai commissari a riprendere la pista: al Nurburgring era successo a Schumacher, e tutto era scivolato via nell’assenza totale di polemiche. A nostro avviso, un “due pesi e due misure” che non ha assolutamente ragion d’essere.
Button è l’ultimo degli avversari a capitolare al cospetto di Schumi. Ne resterebbe soltanto uno, ma Rubens Barrichello tiene molto bene, e forse, la combinazione di soddisfazione per la bellissima rimonta, la sensazione di superiorità assoluta e l’appagamento (?) da tante vittorie (e, se vogliamo esser maliziosi, anche un possibile ordine di scuderia) trattengono il Kerpeniano dall’attacco finale a Barrichello. E si arriva così, al traguardo, in parata, con Schumi a 1″ e 347 millesimi.
Sul podio, assieme ai due ferraristi, Jenson Button e la sua BAR. Oggi, anche grazie all’aiuto di Sato (ottimo quarto, con una buona gara, a parte un errore ad una variante) la scuderia anglo-americana ha superato in classifica costruttori la Renault: 94 a 91. Credo che il “boicottaggio” di Briatore nei confronti di Jarno Trulli debba cessare, se si vuole lottare per la vittoria finale nel 2005. Fisichella è avvisato.
Quinto Montoya, del quale si è avuta la presenza solo nelle concitate fasi iniziali del primo giro. Dopo, nessun acuto, nessun giro più veloce, nulla. Comincia a farsi sentire il fatto che il colombiano è alle ultime gare con la Williams.
Il vincitore della gara di due settimane fa, Kimi Raikkonen, si è ritirato, ancora una volta vittima del motore della sua McLaren. Il suo compagno di scuderia, David Coulthard, dopo aver capito nel giro di ricognizione di aver anch’egli sbagliato la sua scelta di gomme, e quindi rientrato subito ai box per cambiarle, lasciando un buco sulla griglia di partenza. Ha fatto tutta la gara con una sola sosta, e ha ingaggiato con la Williams del brasiliano Pizzonia un bel duello. Coulthard è stato persino tamponato dal pilota di Manaus, ma ha terminato comunque la gara in sesta posizione. Settimo, ed è la terza volta, il pilota della Williams.
Ottavo il “solito” Giancarlo Fisichella, con una Sauber al solito non proprio esaltante, ma comunque a due secondi dalla seconda Williams.
Piccola nota di colore, rosso fuoco, direi. Il pilota della Minardi Gian Maria Bruni è finito con la vettura “arrosto” al trentunesimo giro, colpa di una fuoriuscita di benzina sugli scarichi incandescenti della sua monoposto. Per un po’ è rimasto letteralmente senza fiato, dopo aver respirato fumo e gas degli estintori. Si è poi ripreso senza ulteriori problemi.
Analizzando brevemente la gara, seconda vittoria a Monza per Barrichello in carriera, la prima stagionale per lui, contro le dodici del Kerpeniano. La sua è una “tripletta”: pole position, vittoria, e giro più veloce. Una “consolazione” per il pilota paulista, che attende i prossimi Gran Premi con ansia e, ora che ha ricevuto l’”autorizzazione a vincere”, con (forse) molta più fame di vittoria di Schumi.
Appuntamento fra due settimane per un Gran Premio che solo dieci anni fa sembrava improbabile: si correrà in Cina, a Shanghai. Circuito tutto da scoprire.
Ci rileggiamo su queste pagine!

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