Da Shanghai, nel mastodontico quanto difficile circuito cinese che ha ospitato la terzultima prova del Mondiale 2004, abbiamo avuto una serie di conferme, nonché una serie di novità per così dire “agrodolci”. Cominciamone una disamina.
Grande vittoria di Rubens Barrichello il quale, dopo la bella pole position di sabato, ha tenuto testa, in una gara abbastanza tirata, a Kimi Raikkonen prima e a Jenson Button poi. Si è intravista, anche se non completamente apprezzata, la superiorità tecnica della vettura di Maranello, superiorità che può far ben sperare per il 2005 (al quale, diciamolo un po’ senza problemi, siamo già tutti proiettati da qualche settimana).
Il podio, lo accennavamo prima, è stato completato dal britannico Button sulla BAR (anche se la sua tuta poteva far pensare anche alla Subaru del Mondiale Rally) e da Raikkonen. Il finlandese della McLaren è stato penalizzato da una bassa velocità di punta (che non gli ha permesso di passare Barrichello nelle fasi iniziali) e da un azzardo del suo team in occasione della seconda sosta ai box: un pit stop troppo corto che non ha reso competitiva come si sperava la sua monoposto.
Completano la zona punti Alonso su Renault (4°), Montoya su Williams (5°, come a Monza), Sato sulla seconda BAR (6°) e le due Sauber di Giancarlo Fisichella (7°, per la quarta volta consecutiva a punti, ottimo) e di Felipe Massa (8°, buona gara, ottima qualifica: un 4° posto molto bello: peccato per la scelta delle gomme).
In classifica costruttori, dopo l’inarrivabile Ferrari (244 punti), vediamo che la BAR incrementa il vantaggio sulla Renault (105 punti a 96).
Per cercare di ridurre questo gap, la scuderia francese ha ingaggiato Jacques Villeneuve, campione del mondo ‘97, il quale non ha decisamente brillato durante questo weekend. Sempre dietro al suo compagno di scuderia (di 4 decimi in prova, e di 7 posizioni in gara: è arrivato 11°) e nemmeno capace di superare, nelle fasi finali, un coriaceo Webber su Jaguar, vettura (direi) inferiore tecnicamente. Stupisce la mossa di Briatore: appiedare Trulli (forse lo rivedremo già a Suzuka sulla sua nuova scuderia, la Toyota) per prendere un pilota “del passato”: sicuramente non allenato, e disabituato alla F.1: la scelta sarà forse “pagante” dal punto di vista mediatico, ma le prestazioni del canadese devono essere all’altezza. Oggi non è stato così.
Weekend da incubo, comunque, anche per Michael Schumacher il quale, dopo un errore in prova (un testacoda forse dovuto ad una perdita di acqua o olio sulle ruote posteriori) ne ha combinate di tutti i colori: ha tamponato Klien, ha fatto un testacoda in gara, ma ci ha anche regalato dei bei sorpassi su Coulthard e Fisichella, nonché dei “non-sorpassi” su Ralf Schumacher e Villeneuve: sorpassi vanificati dall’immediato rientro ai box per il pit stop.
L’inquietudine di tanti, specie in Ferrari, è che nel cervello del Kerpeniano, in questi momenti, stia passando l’idea del ritiro a fine 2005 o a fine 2006. Ad un certo punto, ci si dovrà abituare a vincere meno. Vedremo, ad ogni modo.
Dell’altro rientrante, Ralf Schumacher (ritornato dopo 6 gare di stop dovuto allo spaventoso incidente di Indianapolis) si può dire che ha condotto una gara sufficiente, anche se l’indole dello “sfasciamacchine” è dura ad essere domata. Probabilmente pensa anche lui alla Toyota 2005.
Già, il prossimo Mondiale. Molte nubi si addensano sull’orizzonte della Formula Uno. Anzitutto, la Ford ha messo la Jaguar in vendita, e se entro il 15 novembre non si troveranno dei compratori chiuderà un altro partecipante al Mondiale. Dopo aver perso la Prost e la Arrows nella storia recente, le scuderie sarebbero solo nove: a questo punto per i top team scatterebbe l’obbligo di introdurre una vettura “riempi-griglia”, la quale non potrebbe prendere punti. E sarebbe un danno per tutti. Aggiungiamoci il fatto che Jordan e Minardi non navigano di certo nell’oro, e comprendiamo tutti come il giocattolo sia a serio rischio di rottura.
Ed il buon Ecclestone, patron del Circus, non fa altro, con le sue interviste, che dare l’immagine del proprietario del giocattolo “a rischio”: non interessa a nessuno sapere se Senna avrebbe vinto ancora o più di Schumacher; interessa a tutti capire se la Formula 1 potrà (e dovrà) cambiare, e questa volta per sopravvivere.
A questo punto, ci rileggiamo su queste pagine tra due settimane.
Si correrà in Giappone, a Suzuka. Un cordiale saluto a tutti!
Marco Cannavacciuolo
Un post a caso!








