Certo, voi direte: il Kerpeniano non è certo nuovo a momenti di antisportività pura, come Adelaide ‘94 o Jerez ‘97. E’ capace di fare qualunque cosa, pur di vincere. E si sa. Il problema di questa volta è, però, che il “fattaccio” (fermarsi tra la Rascasse e la Noghez nel giro dopo aver appena fatto la pole, al solo scopo di rallentare l’arrembante Alonso) è successo in prova. E questo è un fattore non da poco. I commissari hanno avuto tutto il tempo necessario per valutare le circostanze, senza essere minimamente ostacolati dalla foga dell’evento appena concluso, come sarebbe avvenuto se la “dirty move” fosse occorsa in gara. Senza quindi influenzare direttamente il campionato: in gara può ancora succedere di tutto.
Caro Michael, le regole esistono. Anche per te. Sacrosanta retrocessione all’ultimo posto. E così una gara va in fumo. Magari si sarebbe potuto essere sportivi, e pensare: “va bene anche una seconda posizione, è sempre prima fila”, e poi giocarsi il tutto per tutto alla Sainte Devote. Ma chi è causa del suo mal pianga se stesso. E va bene così.
Consentitemi una nota personale: oggi ho fatto la pazzia di prendere un treno per Montecarlo, ripassando così tra i paesi della Riviera Ligure dove sono nato e cresciuto, vedendoli anche un po’ cambiati. Sapere già che la Ferrari (complice anche Felipe Massa, autore di un bel botto alla curva del Casinò) partiva in ultima fila, mi ha buttato nella situazione che deve aver colpito gli spettatori di Indianapolis 2005, il “non-GP” per antonomasia. E ci si dice: “pazienza!”, e giù, a fiondarsi tra le migliaia di spettatori sulla Rocca di Montecarlo a guardare sotto, illudendosi in una rimonta. Quel che conta è esserci, d’accordo. Ma la delusione per non vedere una bella battaglia è forte. Ma raddoppia sapendo che è tutto demerito dei piloti della Rossa. Peggio di quanto ti possa far arrabbiare il fatto di esserti dimenticato la macchina fotografica digitale a casa, e quindi di non poter postare nulla sul blog alla voce “foto”!
La cronaca della corsa. In partenza non succede proprio nulla, a parte un contatto tra le due Midland (!) con Monteiro che ha la peggio, e semina detriti in pista. Uno becca anche Michael Schumacher. Il ferrarista accenna una reazione, e dopo aver superato il compiacente Massa, si pappa le Super Aguri e Albers. Poi finisce dietro Button, al 16° posto. Massa invece resta dietro l’olandese. Al secondo giro Raikkonen approfitta di un errore di Webber in frenata alla Sainte Devote, e guadagna così la seconda posizione, alle spalle di Alonso. Il finlandese sembra essere più veloce, e lo testimonia un suo giro veloce. Ma quando al 10° giro Alonso risponde, mettendo sette decimi tra se e il pilota McLaren, si comincia a capire quali siano i veri rapporti di forza. Schumi, zitto zitto, ricomincia a salire. La noia attanaglia momentaneamente il circuito. Poi, dopo i valzer di pit stop, le rotture meccaniche cominciano a farla da padrone. Il primo degli illustri è Webber, che al 48° giro saluta tutti e si ritira in modo fragoroso. Entra la safety car. Il “vantaggione” della sosta unica di Schumi è concretizzato qui. Il Kerpeniano arriverà 5°. Ma non finisce qui. Raikkonen al 50° giro si ritira pure lui. Ed era secondo. Trulli sembra poter assaporare il podio con la Toyota, ma a 5 giri dalla fine viene tradito anch’egli dalla sua monoposto. Il gradino più basso del podio va a vantaggio di Coulthard, mentre Alonso fa la “passerella” finale.
L’ordine d’arrivo: Alonso davanti a Montoya e Coulthard, primo podio per la Red Bull; poi 4° Barrichello davanti a Michael Schumacher (di mezzo secondo, quasi a ricreare, ma a parti invertite, l’arrivo dell’anno scorso) poi Fisichella, Heidfeld (primo dei doppiati) e Ralf Schumacher con il punticino dell’8° posto.
Prossima gara l’11 giugno a Silverstone, in Gran Bretagna. Ci rileggiamo su queste pagine.
Archivio per Maggio 2006
Michael, una sola domanda: perché?
Pubblicato da marcotheavalanche su Maggio 28, 2006
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Barcellona: buonanotte a tutti!
Pubblicato da marcotheavalanche su Maggio 17, 2006
Ragazzi, voglia di scrivere quest’articolo pari a zero. Sotto zero. Sapete, una delle virtù di chi voglia dire di saper scrivere (e i giornalisti dovrebbero situarsi in questa categoria) dovrebbe essere quella di saper scrivere di qualunque cosa, anche del nulla più totale, ed essere capaci di comunicare qualcosa comunque.
Per vincere la “sindrome della pagina bianca”, questa volta, è stato necessario un po’ di tempo più del solito. Ed infatti mi scuso per il ritardo.
Cosa si può dire di questo Gran Premio di Spagna? Bé, che Alonso ha fatto 66 giri perfetti, a ritmo pressoché da qualifica. Che l’unico sorpasso ai box che Schumi è riuscito a fare è stato sulla Renault sbagliata, quella di Fisichella; che Raikkonen ha regalato una bella partenza, riuscendo a recuperare quattro posizioni (partiva nono, era quinto al primo giro).
Ma se Massa riesce a compiere il giro più veloce, e per il resto della gara si assiste una processione interminabile di vetture, senza nemmeno una sbavatura, un errore (vabbé, la mini-escursione di Fisico, d’accordo!) allora si capisce che ci sono tante cose, in questa Formula 1, che non vanno, e che dovrebbero esser cambiate.
Abbiamo un bel dire a pensare in un campionato del mondo diverso, con un regolamento che imponga aerodinamica standard (sì, ho scritto bene. Imponga. E’ il primo compito di un regolamento) e che magari ritorni alla cara e vecchia soluzione anni ‘80 della benzina contingentata. In fin dei conti, con tutti i problemi che abbiamo noi comuni mortali con il benzinaio al quale devolviamo sempre di più i nostri guadagni, la Formula 1 dovrebbe venire incontro anche a queste esigenze, diminuendo i consumi. Sarebbe anche un guadagno di immagine.
Ma qui sto “evolvendo” su discorsi un po’ troppo generali.
L’ordine d’arrivo: Fernando Alonso davanti a Schumacher, terzo Giancarlo Fisichella con l’altra Renault e quarto Massa con la seconda Ferrari. Quinto Kimi Räikkönen su McLaren-Mercedes, sesto Jenson Button, 7° il compagno di scuderia Rubens Barrichello e chiude i punti Nick Heidfeld con la BMW Sauber.
Prossima “gara” tra due settimane a Monaco. Le virgolette sono d’obbligo.
Ci rileggiamo su queste pagine.
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Nürbürgring: i tre giri del Kaiser!
Pubblicato da marcotheavalanche su Maggio 7, 2006
In questo Gran Premio d’Europa la Ferrari vede la luce fuori dal tunnel. Quest’oggi ci sono stati solo pochi minuti di tensione, dopo quasi due terzi di gara passati a guardare le posizioni pressoché cristallizzate dalla qualifica del sabato: Alonso avanti, e le due Ferrari di Michael Schumacher e Felipe Massa a inseguirlo.
Ma sono bastati tre giri, dopo la seconda sosta di Alonso (38° giro), a Michael Schumacher, per mettere tra sé e il campione del mondo in carica ben cinque secondi e mezzo, facendo a ripetizione il giro più veloce, e tenendo un ritmo indiavolato.
Purtroppo, come ad Imola, ma su un tracciato ben diverso, sono mancati i sorpassi nelle posizioni di testa: abbiamo assistito ad una specie di “parata degli impiccati”: tutti là davanti a tirare forsennatamente, e al massimo delle loro potenzialità.
Gli episodi sino a quel momento sono pochissimi: in partenza Liuzzi viene tamponato da Ralf Schumacher, ed a sua volta tocca Coulthard. Il pescarese è costretto al ritiro a causa di un’intraversata quando stava rientrando per cambiare il musetto. E’ fermo in mezzo alla traiettoria, inevitabile la safety car. Due giri e si riparte, e Coulthard si ritira, per guai meccanici, probabilmente dovuti al contatto con la Toro Rosso. La rottura del cambio ferma la buona gara della Williams di Mark Webber. Ma la Williams sembra abbastanza in palla: con una gara molto accorta da parte di Nico Rosberg (è molto strano abbinare questo cognome ad una gara cauta!) con una prima sosta effettuata ben oltre la metà gara, e una seconda sosta molto breve, il tedesco otterrà un settimo posto che sembrava utopia all’inizio della corsa: Nico è partito ultimo!
Le posizioni di testa non cambieranno (a parte il sorpasso ai box di Schumi su Alonso, ovviamente) e i pochi momenti della gara che offriranno delle emozioni saranno i ritiri, fra gli altri, di Montoya, Klien, Sato e Montagny (pilota francese che ha sostituito il “pericolo pubblico” Yuji Ide dopo i fatti di Imola. Ma la Super Aguri potrebbe buttare nella mischia un altro pilota giapponese, quindi stiamo ancora attenti!)
L’ordine d’arrivo: Schumi precede Alonso e Massa, con Raikkonen quarto subito dietro il brasiliano. Quinto Barrichello (finalmente!) e sesto Fisichella. Il romano ha ingaggiato una violenta lotta, anche verbale, con Jacques Villeneuve, reo di non avergli dato strada il sabato durante le qualifiche. Alla fine l’ha spuntata lui, ma resta comunque il rammarico per quanto Fisico potrebbe fare di più, dato soprattutto il fatto che ha la stessa vettura del campione del mondo. Chiudono i punti Rosberg (del quale abbiamo già detto) e Villeneuve. Solo nono Jarno Trulli, un altro weekend da dimenticare per lui (come per l’altra Toyota di Ralf Schumacher, costretto al ritiro).
Si può cominciare a capire che la “cura Mosley” dei motori V8 e delle nuove regole non ha portato più spettacolo in pista: certo, ora le vetture sono in generale più vicine tra loro, ma i tempi, anche se più lenti di un secondo al giro (ed anche di più su alcune piste, tipo Imola) non portano da soli lo spettacolo. Il vero problema di adesso è lo sviluppo dell’aerodinamica che, in uno scenario di motori pressoché “fotocopie” l’uno dell’altro, permette di avere la meglio. Di qui, ad esempio, i forti dubbi espressi dalla Renault sull’alettone anteriore della Ferrari, e in generale un clima teso di sospetto, soprattutto tra queste due scuderie.
E adesso, l’attesa per il prossimo scontro durerà soltanto una settimana, a “casa di Alonso”, a Barcellona. La battaglia a distanza tra Ferrari e Renault sta entrando nel vivo!
Ci rileggiamo su queste pagine.
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Un post a caso!








