Ebbene sì: un mese fa, con 25 punti di distacco, Fernando Alonso sembrava l’uomo più sereno del mondo, mentre dominava il mondiale di Formula 1 per la seconda volta in due anni. Oggi, a distanza di solo tre gare, i punti di vantaggio che ha sul rivale Michael Schumacher si sono più che dimezzati, e sono solo 11. Alonso comincia a sentire molta pressione, ed oggi l’ha dimostrato in gara compiendo una escursione fuori pista. A sentire il compagno di scuderia Fisichella, oggi la Renault era “inguidabile”: ma probabilmente qualche dubbio sta insinuandosi nella mente del pilota asturiano: probabilmente, in questo momento la Renault non è più la vettura da battere.
Un po’ di cronaca. Al sabato la pole è di Raikkonen, davanti alle due rosse, ma il motivo sarà chiaro soltanto il giorno dopo. In partenza le Renault si mettono in vista, superando di slancio (il loro launch control è ancora il migliore del lotto) le due Honda di Button e Barrichello. Rosberg compie un brutto errore e sbatte contro le barriere nel tentativo di difendersi da un sorpasso di una Red Bull. C’è un contatto tra Ralf Schumacher e Coulthard che fa saltellare lo scozzese, vittima dell’”effetto trampolino”. Dura solo dieci giri l’illusione di Kimi Raikkonen vincitore: al 10° giro il finlandese effettua il suo primo di tre pit stop, e sarà l’unico a fare tre soste, gli altri ne faranno soltanto due. Al 18° giro, prima della ridda di soste ai box, Schumi ha 21 secondi di vantaggio sul terzo, Fisichella. Alonso è quarto a 35 secondi. Cos’altro si deve dire? Il resto è la solita processione di vetture organizzata giusto per arrivare al traguardo.
L’ordine d’arrivo: dopo i ferraristi e Kimi Raikkonen terzo (e forse, presto a Maranello) troviamo Jenson Button con la Honda al quarto posto, poi i due della Renault, con Alonso davanti a Fisichella. Ottimo settimo posto per Jarno Trulli, autore di un’ottima rimonta (partiva ultimo, causa sostituzione di motore e brutta qualifica). Ottavo, per la seconda volta a punti quest’anno (la prima risaleva addirittura all’esordio 2006 in Bahrein), Christian Klien su Red Bull.
La questione che ha tenuto banco riguarda il cosiddetto “mass damper”, una zavorra mobile usata un po’ da tutti, che la Renault ha tolto per timore di correre “sub judice”: la cui rimozione ha causato indubbiamente problemi di assetto, con formazione di “blistering” sulle gomme. La FIA ha mica messo lo zampino sul campionato? Noi pensiamo di sì.
Altra questione, la vicenda “ali mobili”: le Midland, 13^ e 14^, sono state squalificate, e questo suona un po’ come un “avvertimento” da parte della FIA. Vedremo.
Prossima gara fra soli sette giorni, il 6 agosto in Ungheria, a Budapest. C’è poco tempo per fare qualcosa, bisogna solo mantenere alta l’attenzione. Questa estate 2006 promette di infiammare il duello Schumacher-Alonso.
A rileggerci su queste pagine.
Archivio per Luglio 2006
Hockenheim: la Ferrari ci crede, ora!
Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 31, 2006
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Magny Cours: Michael, è davvero inversione di tendenza?
Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 17, 2006
In Francia si è vista una gara con cinque sorpassi di cui solo uno (quello di Raikkonen su Trulli) inquadrato dalla regia.
Pista favorevole alle Michelin sulla carta, ma il risultato ha premiato Michael Schumacher, che conquista così la sua ottava vittoria nel G.P. di Francia, coronata da pole e giro più veloce.
Ma la noia l’ha fatta da padrone anche oggi, con una triste processione di vetture, che sta facendo disamorare molti, oramai.
Al confronto con altri eventi sportivi, la Formula Uno sembra l’ombra di sè stessa, uno spettacolo nullificato.
Aggiungiamoci pure il recente appiedamento di Montoya (uno dei pochi che a volte dava spettacolo, ora in direzione Nascar) da parte di Ron Dennis, ed a questo punto appare chiaro che i piloti, in F.1, hanno un peso praticamente nullo, al giorno d’oggi. Sono ridotti a “guidatori”, possibilmente decerebrati o senza idee o proposte, proposte che comunque non verrebbero
prese in considerazione.
Sono lontanissimi i tempi di piloti che scioperavano assieme (ebbene sì, è successo anche questo: Kyalami 1982) o dei line-up con più di un pilota plurivincitore di titoli mondiali. C’è rimasto solo Schumacher, con i suoi 7 titoli, e poi abbiamo Alonso e Villeneuve con un mondiale. A poco conta litigare su “congelamenti” vari (sviluppo del motore, sviluppo che poi può
essere vanificato benissimo con un’aerodinamica non all’altezza dei migliori) quando poi i valori in pista sono “livellati”.
A questo punto, anche una cronaca del GP è quasi ridicola: si può dire che Alonso è riuscito a sorpassare Massa grazie alla modifica in corsa della strategia dei pit stop (da 3 a 2), possiamo aggiungere che Trulli ha avuto un altro assaggio della sua notevole sfiga con un ritiro al 39° giro per problemi ai freni, e si può infine dire che ancora una volta un sacco di
gente si è addormentata davanti alla televisione! Su quanto dicevo nel titolo, va aggiunto che, con sette gare dalla fine, Schumacher non riuscirebbe a recuperare i 17 punti che ora lo separano dall’asturiano (arriverebbe a -3) se dovesse continuare il trend di questa gara. Vedremo.
L’ordine d’arrivo: il Kerpeniano davanti a Fernando Alonso, poi Felipe Massa, e la Toyota di Ralf Schumacher al quarto posto.
Quinto troviamo Kimi Raikkonen, sesto Giancarlo Fisichella con l’altra Renault e settimo Pedro de la Rosa con l’altra McLaren. A chiudere i punti la BMW di Nick Heidfeld, con la novità aerodinamica delle “orecchie di coniglio”, molto sceniche, ma probabilmente di poca utilità sul campo delle prestazioni.
Prossima gara il 30 luglio, in Germania, ad Hockenheim, altro simbolo di questa Formula 1 “monca”.
Ci rileggiamo su queste pagine.
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Indianapolis: altro bel regalo Michelin.
Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 6, 2006
E così, dopo Indy 2005, in cui le Michelin si ritirarono in blocco alla fine del giro di ricognizione, regalando agli spettatori di quel GP la miglior truffa che si sia mai vista in Formula 1, le stesse gomme francesi, con una mescola piuttosto “conservativa” hanno regalato un’altra doppietta alle vetture del Cavallino gommate Bridgestone.
Un minimo di cronaca del weekend. La pole stavolta ha arriso a Schumi, con Massa ottimo secondo posto, a confermare come, su questa pista, le coperture giapponesi hanno una marcia in più. Alonso è soltanto quinto. In partenza, Felipe fa lo “scherzetto” a Schumacher, passandolo alla prima curva. In questa prima curva accade l’episodio più interessante, se si vuole, di tutta la gara: un tamponamento tra Montoya e Raikkonen, col colombiano che, neppure velatamente, accusa il finlandese di aver frenato di colpo, innesca una carambola che coinvolge sette vetture, tra cui Klien e Speed, la Williams di Webber ed Heidfeld che compie diversi tonneau su sé stesso prima di fermarsi nella via di fuga. Safety car, e giù a ripulire i rottami!
Anche altre vetture hanno subito i danni della prima carambola, tra cui Button che si ritira al 3° giro, in regime di safety car, e Sato-San, che al sesto giro fa chiudere il box della Super Aguri, già decimata dopo l’eliminazione di Montagny alla prima curva.
Al settimo giro si riparte, e due giri dopo l’ultimo “strascico” del patatrac iniziale, la Midland di Monteiro, si ritira, non prima di aver seminato pezzi di kevlar per tutta la pista. Comportamento piuttosto discutibile, quello del portoghese: si capisce che ha il record di affidabilità, vedendo spesso la bandiera a scacchi, ma poteva anche rendersi conto prima di essere un potenziale pericolo. Morale della storia: son passati 9-10 giri, e ben 10 vetture su 22 sono fuori dalla corsa! E’ un po’ come vedere una riedizione di Indy 2005, ma con il doppio di macchine. E da qui in poi, a parte il motore di Villeneuve che ci lascia al 23° giro, Albers che viene costantemente inseguito dalle telecamere per ritirarsi al 37° giro, e Ralf che ci lascia ad 11 giri dalla fine, il resto è noia quasi costante, a parte la lotta in coda tra Rosberg, Coulthard e Liuzzi: insomma, la svantaggiata Williams (che infatti alla fine avrà la peggio) e le due “bibite col motore”, con molti più fondi da parte. Morale: Coulthard e Liuzzi a punti, Nico no.
L’ordine d’arrivo: i ferraristi (nell’intuibile ordine: Schumi davanti a Massa), poi Fisichella 3°, davanti a Trulli e ad Alonso (questo era meno intuibile). Sesto Barrichello, settimo Coulthard e ottavo (nonché penultimo) il bravo Vitantonio Liuzzi. Ultimo Rosberg.
Fernando Alonso, che in questa stagione non era mai andato più in basso del secondo posto (un ruolino di marcia impressionante) si deve accontentare della quinta posizione. Ma considerando che nel Mondiale ha ancora 19 punti di vantaggio (88 a 69 su Schumi), diciamo che può continuare a dormire sonni tranquilli.
Non è una questione di essere ferraristi o meno (personalmente, preferisco non “schierarmi”), ma è proprio lo spettacolo che latita. Questa Formula 1 ha bisogno di personaggi, talenti e libertà da schemi. Invece, siamo proprio in direzione opposta.
Prossima gara, il 16 Luglio a Magny-Cours. Vedremo se il tradizionale “asfalto Michelin” riporterà in alto Alonso e la Renault.
Ci rileggiamo su queste pagine.
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Un post a caso!








