No, non è un refuso, ma Felipe Massa ha compiuto una gara perfetta, portando la Ferrari a solo due lunghezze dalla Renault (158 punti contro 160) nella classifica del mondiale costruttori 2006. Il sospetto che la FIA stia “influenzando” l’esito del mondiale comincia a farsi però strada nella mente di molti.
La bella vittoria del ferrarista brasiliano è resa però agrodolce dal terzo posto di Michael Schumacher, che perde due punti nel confronto ravvicinato con Fernando Alonso, oggi sul secondo gradino del podio. Il Kerpeniano non riesce così a vincere in Turchia, uno dei due Gran Premi (con la Cina) nel calendario che ancora non ha vinto. Schumacher è apparso messo in ombra dal confronto con Felipe Massa: ha sbagliato in qualifica, con un “quasi-lungo” alla prima curva; ha poi sbagliato in gara, al 28° giro: una brutta escursione alla curva 8, che ha fatto perdere ben 4 secondi al pilota della Ferrari. E’ stato lì, e non altrove, che Michael Schumacher ha perso la sua gara.
Ma non anticipiamo la cronaca. Eccola di seguito.
In partenza Massa parte bene, Alonso tenta l’attacco a Schumi, ma Michael resiste; c’è un contatto tra le due Renault, con Fisichella che ha la peggio, e scatena la bagarre: Speed tampona Raikkonen, forandogli la posteriore sinistra; rientrerà poi ai box, ma una seconda foratura il giro successivo porrà fine alla gara del finlandese della McLaren.
Si vede un po’ di spettacolo, Rosberg e Kubica compiono buoni sorpassi (entrambi poi avranno avverse vicissitudini, con il ritiro per Nico per un calo di pressione del motore, mentre Robert finirà fuori dai punti come Heidfeld: brutta gara per le Sauber-BMW). Ma al 13° giro uno degli episodi che maggiormente influenza la gara: Liuzzi, alla prima curva, perde il controllo della sua Toro Rosso e blocca il retrotreno giusto in mezzo alla traiettoria. I commissari latitano per spostare la macchina, e anche quando sopraggiungono le Ferrari c’è solo un pover’uomo che cerca di spostare la monoposto del pescarese. Ed è safety car. In quel momento Massa aveva circa 4 secondi di vantaggio su Schumi, con Alonso che non sembrava in condizioni ottimali per impensierire i ferraristi. Tutti ai box, ed in questo momento la Ferrari fa l’unica scelta possibile per sperare di acciuffare il mondiale costruttori: entrambi i piloti a fare la sosta. Massa è davanti, e riparte. Anche Alonso è ai box, e la Ferrari numero 6 passa il campione del mondo in carica. La cosa non riesce a Schumacher, attardato proprio dal pit stop di Massa: il Kerpeniano è rimasto in coda, come i comuni mortali dal benzinaio, e quando sta per ripartire la sagoma gialla e blu della Renault dell’asturiano lo supera.
Ma fin qui nulla è perduto. La gara è ancora lunga, con 44 giri ancora da percorrersi. Ma si capisce, dopo pochi giri, che c’è qualcosa che non va sulla “rossa” di Schumacher: non appare più in grado di fare la differenza, e perde gradualmente terreno. Ad un tratto sembra nuovamente poter fare i buoni tempi iniziali, ma al 28° giro, il dramma: Schumi va largo alla curva 8 (una vera mazzata, per 3-4 secondi il collo subisce 4-5 volte l’accelerazione di gravità, una curva per piloti di caccia) e percorre un po’ di strada sull’erba. Alla fine di quel giro avrà perso più di 4 secondi da Alonso.
Signori, quando un mondiale è così tirato, non ci si può permettere di fare il minimo errore. Schumacher (oggi, come a Budapest) ha pagato caro la sua irruenza. In questo momento Alonso sta meritando il titolo mondiale. 12 punti a sole 4 gare dalla fine potrebbero essere un vantaggio sufficiente.
Dopo il 28° giro il valzer delle soste ai box sancisce alcuni risultati importanti per i piazzamenti: “riemergono” dalle retrovie Fisichella e Ralf Schumacher, mentre “sprofondano” le BMW e le Williams.
Schumacher ha quattro giri di più di carburante di Alonso, ed attacca forsennatamente. Dopo la seconda ed ultima sosta, il distacco si riduce a meno di due secondi, ma per tutti gli ultimi 14 giri finali Schumacher è tenuto dietro dallo spagnolo della Renault. Schumi ci prova anche in punti non “ortodossi”: ha quasi affiancato all’esterno della curva 7 Alonso, ma deve poi desistere. All’ultima curva Alonso fa un piccolo errore e Schumi tenta di sorpassare, ma passerà solo a gara finita, oltre la bandiera a scacchi. E lì, non conta nulla.
L’ordine d’arrivo: Massa davanti ad Alonso; terzo Michael Schumacher e quarto il vincitore di Budapest Jenson Button su Honda, autore di una gara molto tranquilla, priva di rischi, se si esclude il primo giro. Quinto De La Rosa con la McLaren superstite, davanti a Giancarlo Fisichella, 6°; 7° Ralf Schumacher e Rubens Barrichello 8°.
All’inizio parlavo della FIA. L’abolizione (su richiesta McLaren, d’accordo) del mass-dumper in quanto “dispositivo aerodinamico mobile” fa un po’ sorridere, in quanto tale componente è all’interno della monoposto, e non viene direttamente a contatto col flusso d’aria. Cosa dovremmo dire, allora, delle ruote carenate di Ferrari e Toro Rosso? Vedremo. Anche lì, ad ogni modo, c’è stato un reclamo McLaren. La FIA ha detto di considerarla una presa d’aria per i freni. Sarà…
Prossima gara a Monza, il 10 di settembre. La aspettiamo tutti con ansia, per vedere se la Ferrari potrà guadagnare il primo posto in classifica costruttori, e se Schumacher riuscirà a “ricucire” il divario di 12 punti che lo separa da Alonso.
Ci rileggiamo su queste pagine.
Archivio per Agosto 2006
Istambul: vittoria del Massa-dumper!
Pubblicato da marcotheavalanche su Agosto 28, 2006
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Hungaroring: il grosso spreco di Schumi!
Pubblicato da marcotheavalanche su Agosto 7, 2006
Se lo sono chiesti tantissimi, dopo il ritiro di oggi di Michael Schumacher a causa della rottura di un tirante: perchè, dopo il ritiro di Alonso, Schumacher non è andato subito a cambiare le gomme, magari mettendo quelle da asciutto? La difesa è presto fatta, ma è deboluccia: in questo modo, Schumi non avrebbe potuto difendere la posizione (era secondo). Un’altra perplessità viene in mente, alla luce del pessimo risultato ottenuto per il ferrarista: perché ingaggiar battaglia, col timore di rovinare la macchina (cosa puntualmente avvenuta)? In nome dello spettacolo? Da Schumacher ci aspettavamo una gara diversa, magari un po’ più calcolatore. Lasciar passare De la Rosa non sarebbe stata poi quella gran tragedia: due punti persi, ne avrebbe guadagnato comunque sei nella lotta contro Alonso; ma il sette volte campione del mondo aveva troppa voglia di vittoria, ed ha sprecato così un’opportunità più unica che rara: rimontare (8, o 6, o anche 3, non importa) punti ad un Fernando Alonso a punti zero. Il campione del mondo in carica è stato vittima di un caso di “meccanico pazzo”: un bullone fissato malamente sulla posteriore destra della sua Renault, ed è stato costretto al suo primo ritiro del 2006.
Ma la cronaca del weekend è stata densissima di episodi, e su un paio di questi c’è molto da recriminare. Venerdì, nelle libere, Alonso mostra chiaramente di essere sotto pressione, stringendo Dornboos in rettilineo e poi frenandogli “in bocca”, costringendolo ad andare largo. La FIA, invece di redarguire, penalizza di due secondi lo spagnolo nelle prove. Il quale, il giorno dopo, pareggia il conto nei confronti di Schumacher frenando vistosamente in una curva. Kubica se ne accorge, Schumi no, perché doveva ancora fare il tornante; inevitabile il sorpasso, ed il reclamo Renault affibbia anche al Kerpeniano due secondi di penalità da scontare in ogni turno di qualifica delle prove. Schumi mastica amaro.
In qualifica l’approccio è abbastanza diverso: mentre Alonso si “accontenta” di superare il primo turno di qualifica, ed alla fine sarà 15°, il Kerpeniano cerca disperatamente di arrivare all’ultima fase, e per soli due decimi non ci riesce. Morale: 11° tempo per lui.
La domenica piove (la prima volta del 2006) e la gara è molto movimentata. Partenza a razzo di Raikkonen (dalla pole), con Massa (2° in griglia) che non riesce a tenere il passo, ed è addirittura quarto alla prima curva. Quel che stupisce che ha poco dietro (6°) Michael Schumacher, che stando all’esterno è riuscito a sfilare parte del gruppo. Alonso riemerge dalla quindicesima posizione e rimonta dieci posizioni nel giro di una tornata. Le intermedie Michelin sono nettamente migliori, in questa condizione di pista, e si vede: il duello tra Schumi e Alonso vede soccombere rapidamente il Kerpeniano, che perde rapidamente terreno. Schumi è ormai doppiato intorno al 25° giro, ma dopo un giro Raikkonen e Liuzzi imitano Schumacher e Coulthard nel celeberrimo incidente di Spa ‘98, con Liuzzi che rallenta e Raikkonen che lo tampona in modo fragoroso. Nessuna rissa ai box, comunque: i due sono amici, e Kimi “scagiona” Vitantonio in diretta. E’ safety car. Tutti ai box, Schumi si “sdoppia” e, dopo un testacoda, parte furioso all’attacco, poiché la pista si sta asciugando. Da ottavo che era risale furiosamente sino alla seconda posizione. Al 46° giro, il patatrac di Alonso, che passa da 10 potenziali punti a zero effettivi. Schumi cerca di resistere con le intermedie, oramai quasi slick; ma non ce la fa vistosamente, ed ingaggia battaglia con De la Rosa prima ed Heidfeld poi. Probabilmente in quest’ultimo sorpasso c’è un contatto, probabilmente all’anteriore destra, che rompe un tirante dello sterzo. Con questo guasto il ritiro è inevitabile. Button, favorito dalle Michelin e da una saggia condotta di gara, coglie così la sua prima vittoria.
L’ordine d’arrivo: primo Jenson Button, dopo 112 gare di attesa; secondo Pedro De la Rosa con la McLaren superstite; terzo Nick Heidfeld, con una BMW che non ha per niente sfigurato. Quarto Barrichello, che completa la stupenda giornata della Honda; a seguire Coulthard, davanti a Ralf Schumacher. Settimo Robert Kubica con l’altra BMW Sauber. Buonissimo esordio per il giovane pilota di Cracovia: 9° in qualifica, davanti al compagno di scuderia. In gara, nonostante un testacoda nelle fasi iniziali ed un’uscita di pista con danneggiamento del musetto, il polacco, classe 1984 ed ex terzo pilota BMW, ha dimostrato di reggere bene la tensione, e di avere anche buone doti velocistiche. Potrà fare bene, nel prosieguo del mondiale. Solo ottavo Felipe Massa, autore di una brutta partenza e poi “sacrificato” per provare delle gomme da bagnato (le cosiddette “full wet”, come alla nausea i telecronisti ci hanno ripetuto!) non troppo utili alla causa di Maranello.
In serata, l’aggiornamento: c’è stata la squalifica di Kubica: la sua monoposto è risultata sottopeso di 2 Kg. Questo fatto riporta nei punti Michael Schumacher, e porta al settimo posto Felipe Massa. Il bottino Ferrari è comunque miserrimo, rispetto a quanto visto in pista venerdì e sabato.
Prossima gara il 27 agosto, in Turchia. Ora, un po’ di ferie per tutti!
Ci rileggiamo su queste pagine.
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Un post a caso!








