RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Ottobre 2006

Interlagos: la staffetta dei campioni.

Pubblicato da marcotheavalanche su Ottobre 22, 2006

Sì, oggi c’è stato divertimento, c’è stata tensione, e c’è stato uno sfoggio immenso di forza di volontà, passione e voglia di vincere o almeno di lottare. E’ stata una bella gara, un bello spettacolo che ha degnamente concluso uno dei mondiali di Formula Uno più emozionanti degli ultimi anni. Fernando Alonso, con il secondo posto di oggi, vince meritatamente il suo secondo titolo mondiale: è il più giovane pilota ad aver vinto due mondiali, e si pone idealmente come degno erede del Kerpeniano. Dal canto suo, Michael Schumacher oggi ha concluso la sua carriera fatta di record con un semplice quarto posto, ma dimostrando a tutti, se ce ne fosse stato bisogno, che è ancora in grado di lottare e di cercare di raddrizzare situazioni in cui tanti getterebbero la spugna. Sono infatti ancora vive le immagini del sabato, con la sua Ferrari che ancora, dopo Suzuka, lo tradisce: è un problema alla pompa della benzina che costringe Schumi a non effettuare il terzo round di qualifiche; viene risparmiato il cambio del motore, ma si parte dalla quinta fila. E con Alonso quarto a ipotecare sempre di più il titolo. C’è la consolazione della pole di Massa.
In partenza, mentre Massa cerca subito di fare il vuoto, Schumacher tenta l’attacco alle due BMW che ha davanti, riesce a “bersele” entrambe dopo poche curve, e va subito all’assalto. Nel frattempo le due Williams di Rosberg e Webber combinano un patatrac, con l’australiano che sbaglia tempi di frenata e viene centrato dal compagno di squadra; per Rosberg anche il doppio errore di tirare troppo senza carico aerodinamico sull’alettone anteriore, col risultato finale di sfracellarsi alla curva prima dei box. No comment.
Grazie al putiferio innescato da Nico Rosberg, è safety car. Pochi giri e si riparte. Al 7° giro Schumacher, tentando il sorpasso di Fisichella per il sesto posto, sfiora l’alettone anteriore del romano: basta tanto per forare la sua posteriore sinistra, e fare un intero giro a velocità ridotta per cambiare pneumatici e rifornire. Quando rientra, è pochi secondi davanti a Massa, che nel frattempo ha mantenuto la testa della corsa. Rifiutando l’onta del doppiaggio, parte alla riscossa, con una vettura che adesso lo supporta pienamente. Vediamo dei bellissimi sorpassi, specialmente quello ai danni di Fisichella (indotto all’errore, e lungo in frenata) e quello su Raikkonen, prossimo ferrarista, a tre giri dalla fine. Ma Button è ancora lontano, e con Alonso secondo qualunque gioco di punteggio è inutile. Massa vince meritatamente la sua seconda gara dopo quella di Istanbul, ed Alonso e la Renault afferrano entrambi i titoli.
L’ordine d’arrivo: Massa davanti ad Alonso. Terzo Button, con un’ottima gara (ed un bel sorpasso su Raikkonen). Quarto Schumi davanti a Raikkonen. Sesto Fisichella, settimo l’altro paulista Barrichello e a chiudere i punti Pedro de la Rosa con l’altra McLaren.
Menzione speciale, in questa corsa che è un po’ un punto di svolta per molti motivi: non solo l’abbandono di Schumacher, ma nel 2007 non vedremo più le Michelin (le Bridgestone avranno la totalità del lotto), e non vedremo nemmeno il motore Cosworth (che proprio a giugno avrebbe festeggiato i suoi primi quarant’anni, avendo esordito e vinto nel GP d’Olanda del 1967, con un certo Jim Clark su una certa Lotus, quando ancora le F.1 erano dei siluri senza sponsor. Altri tempi, ma che eroi!)
Bé, cos’altro dire: la sfida, l’anno prossimo, è tutta nelle mani di Alonso, che cercherà il suo terzo titolo mondiale; sarà ancora più difficile, visto che cambierà scuderia, approdando alla corte di Ron Dennis in McLaren. E’ dai tempi di Fangio che un pilota non vince due mondiali in due anni con due scuderie diverse: l’asturiano potrà farcela? Vedremo.
Appuntamento a tutti alla mattina del 18 marzo 2007, quando dall’Albert Park di Melbourne si riaprirà il sipario sul mondiale di Formula Uno.

Come ogni anno, non so se ce la farò a rendere fedelmente la cronaca e le emozioni, ma cercherò di fare del mio meglio. Se volete, fate un commento sul blog!
Grazie a tutti!

Marco Cannavacciuolo.

Pubblicato su Formula 1 | Lascia un commento »

Suzuka: la fine della Grande Illusione.

Pubblicato da marcotheavalanche su Ottobre 8, 2006

It’s racing. Sono le corse. A volte è molto bello illudersi e coltivare sogni di grandezza, ma quando poi questi svaniscono, bisogna anche essere pronti ad ammettere la sconfitta, ed a rimboccarsi le maniche per ripartire nuovamente.
Alla Ferrari hanno soprattutto bisogno di questo, alla luce della débacle di Suzuka, nella quale al 36° giro il fumo bianco proveniente dal retrotreno della Rossa numero 5 ha mandato Michael Schumacher a zero punti per la seconda volta quest’anno.
Va ammesso: questo mondiale la Ferrari e Schumacher non lo hanno perso, o lo perderanno, oggi. Quest’oggi, se vogliamo, è stata una semplice rottura meccanica ad aver frenato la Rossa. I veri errori sono stati Melbourne (con il botto di Schumi e Massa, un bel zero punti per il Cavallino) e l’Hungaroring, dove non si è richiamato Schumacher per cambiare pneumatici, nonostante Alonso fosse già fermo, costringendolo ad una battaglia insulsa. E anche a Monaco Schumi non è esente da colpe.
Un Mondiale si vince facendo zero errori, o approfittando degli errori degli avversari. Contro un avversario fortissimo come Fernando Alonso, che ha fatto veramente pochissimi sbagli nel corso di questa stagione, meritandosi ogni sua vittoria, bisognava capitalizzare ogni singolo errore. Il titolo non è ancora matematicamente perso, per la Ferrari, ma adesso la priorità di Interlagos è una sola: una bella doppietta che porti almeno il titolo costruttori a Maranello. Non sarebbe comunque un cattivo addio, per Michael Schumacher.
La cronaca del weekend. Dopo esserci illusi (ma mica poi più di tanto) della lusinghiera prestazione delle gomme Bridgestone sul giro secco, performance che han pure portato le Toyota alla seconda fila (a Shanghai annaspavano tra gli ultimi), la partenza, con Alonso 5° che rimonta subito una posizione e comincia il forcing ai danni della Toyota di Ralf Schumacher.
Ci siamo anche illusi che il sorpasso di Schumacher ai danni di Massa non sia stato dettato da un ordine di scuderia, ma è meglio non pensare a queste faccende, oggi.
Non succede poi quel granché, a parte la fragorosa esplosione della Midland-Spyker di Albers (20° giro) che perde gomma posteriore destra, alettone posteriore e quant’altro in un tripudio di festeggiamenti pirotecnici tra la 130R e la Triangle.
Dire, ed anche solo pensare, ad una safety car, in Giappone è un’onta da lavare col sangue, e quindi il prode commissario addetto a quel tratto rimuove personalmente un semiasse dalla pista, appena fuori traiettoria, comunque.
Chi altri? Ah, già. Kubica. Che ci ricorda quanto la Degner sia una curva che non gli vada giù bene facendo un largo immane con polverone annesso. L’aveva sbagliata anche in prova, venendo uccellato al secondo turno. Per sua fortuna, l’anno prossimo si correrà al Fuji.
Poi c’è il fumo bianco del motore del Kerpeniano (ha un bel dire Mazzoni a ricordarci che non ne rompeva uno da Magny-Cours 2000: chi se ne frega!) e un’ottima picchiata di Webber giusto sul traguardo. Il resto è (molta) noia.
L’ordine d’arrivo: Alonso davanti a Massa ed a un Fisichella in particolari condizioni emotive (ha da poco perso un carissimo amico d’infanzia). Quarto Button che bissa il risultato di sette giorni fa, poi Kimi Raikkonen (con una buona gara con l’autobotte) e le due Toyota di Trulli e Ralf Schumacher. A chiudere i punti la BMW di Nick Heidfeld.
L’ultima gara che deciderà tutti gli esiti di questo Mondiale F.1 2006 è a Interlagos (San Paolo del Brasile, se preferite) fra due settimane.
A rileggerci su queste pagine.

Pubblicato su Formula 1 | Lascia un commento »

Shanghai: gomma che vince non si cambia!

Pubblicato da marcotheavalanche su Ottobre 1, 2006

Quaranta giri. Tanto sono durate le quattro gomme del Kerpeniano, oggi autore di una bella rimonta, a dire il vero facilitata dall’errore dei box dei meccanici di Fernando Alonso. E’ un mondiale molto bello, tirato fino alla fine, come non se ne vedevano da tempo; e dire che in Canada c’eravamo un po’ tutti già illusi che il titolo fosse stato già assegnato.
La gara di oggi ha tanti e tali episodi che ricordarli e trascriverli tutti può essere quasi impossibile. Proverò a fare del mio meglio. Considerate che ho la febbre, quindi ci saranno frasi deliranti. Chiedo venia in anticipo.
Dopo una qualifica che ha premiato la Renault, che ottiene la prima fila con Alonso in pole davanti a Fisichella, si vedono musi lunghi (no, non solo quello di Schumi) ai box Ferrari. C’è una certa rassegnazione a vedere, con le condizioni di bagnato, la Renault bastonare gli avversari: ed in particolare Michael Schumacher, che si becca un secondo e quattro decimi.
Si vede anche come, a parte Schumi nei primi 10 in griglia, il circuito sul bagnato non sia troppo selettivo: nei primi 10 abbiamo le due Renault, le due Honda, le due McLaren (e Schumi in mezzo) e due BMW Sauber.
In partenza, Schumacher mantiene la sesta posizione della griglia, mentre chi fa la partenza peggiore è Kubica, che perde 5 posizioni (toccandosi anche con Doornbos, pilota Red Bull che ha sostituito Klien). Ma di lui parleremo dopo.
Alonso è di un altro passo rispetto al gruppone, e si vede. Tempo quattordici giri, ed il vantaggio su Schumacher ammonterà già a 25 secondi! Ma Schumi, nel frattempo, cosa ha fatto? Ha impiegato otto giri per sbarazzarsi dell’ex compagno di scuderia Rubens Barrichello, e di una Honda forse un po’ troppo carica di benzina, ed altri due giri per togliersi di dosso l’altra Honda, dell’inglese Jenson Button.
Altro protagonista, in negativo però della prima parte del GP è stato Kimi Raikkonen. Il futuro ferrarista, dopo un’ottima partenza, in cui si è bevuto entrambe le Honda ed ha quasi passato anche Fisichella alla prima curva, vede svanire le speranze di podio per un problema elettrico al motore dopo soli diciannove giri.
Nelle retrovie si vedono un po’ di sorpassi. Coulthard fa da tappo ad un po’ di piloti, causa strategia differente. Tra l’elenco dei piloti “tappati” dalla Red Bull (sotto ghiaccio, quindi) si contano le due Toyota, le Williams, Kubica e Massa.
Questi ultimi riusciranno poi a sorpassare lo scozzese.
Dopo circa 20 giri, però, la pista comincia ad asciugarsi, e continua a non piovere. Le Michelin hanno problemi di deterioramento, e si vedono continuamente piloti che allargano la traiettoria andando sull’umido e cercando così di raffreddare le coperture. Schumacher, a questo punto, è già in zona podio. Ma con Alonso avanti a lui. Comincia il valzer dei pit stop. Nella lotta a distanza tra l’asturiano e il Kerpeniano, si segnala che il ferrarista lascia intatti i suoi pneumatici, mentre il campione del mondo cambia le ruote anteriori. Abituato com’è ad una guida che chiede molto alle gomme anteriori, li ha abbastanza deteriorati, e questo cambio sarà il primo errore di questa giornata della Renault.
Dopo il primo pit stop infatti, Alonso sembra Schumacher e Schumacher sembra Alonso. Il gap si riduce di secondi giro dopo giro, mentre nel frattempo la pista si sta asciugando. Alonso ha il grosso problema di fare entrare in temperatura d’esercizio pneumatici che si deteriorano, e questa è la causa dell’inevitabile sorpasso subito dal compagno di squadra Fisichella e poi da Schumacher.
La gara sembra consolidarsi, ma altre variabili entrano in gioco. Kubica, il giovane polacco, tenta l’azzardo degli azzardi: dopo aver fatto anche segnare il giro più veloce, ed aver ricordato agli anziani, con dei sorpassi cattivi, un certo Stefan Bellof a Monaco ‘84 (non gli auguro la stessa fine, sia chiaro!), si convince che sia l’ora di montare le gomme da asciutto. Desisterà dopo un solo passaggio, non prima di averci fatto vedere come si fa una derapata controllata sul bagnato, ed aver travolto un intrepido meccanico (il quale riserverà il dolore a dopo la sosta, stramazzando) in sede del pit stop. Gara da buttare, ma grazie per averci provato.
Diversi giri dopo, è la volta di Rosberg a montare le gomme da asciutto. Il pilota della Williams non mostra grossi peggioramenti dei tempi, anche se il punto peggiore dove passare con gomme nuove è senza dubbio la prima curva.
Al quarantesimo giro, con Fisichella in testa e Schumacher secondo davanti ad Alonso, una Toro Rosso dà forfait in un punto pericoloso della pista. Schumacher, temendo un’altra safety car dopo quella del “caso-Liuzzi” in Turchia, si precipita ai box, e monta pneumatici da asciutto. Fisico cambia solo il giro dopo, e nella prima curva compie un errore abbastanza grossolano, colpa comunque di gomme non in temperatura. Schumi mette due ruote sull’erba per passarlo, ma ce la fa.
Al 44° giro Massa tampona Coulthard frenando sull’umido. Gara brutta e finita nel cestino. No comment. Questo pilota deve crescere, l’errore che ha fatto non è degno di un ferrarista.
Alonso ha finalmente risolto i suoi problemi con le gomme, anche dopo una sosta fallimentare (secondo grosso errore Renault di oggi) ai box: circa 19 secondi! Macina giri veloci come un forsennato, e agguanta Fisichella.
Gli ultimi giri riservano ancora un’altra sorpresa: a 5 giri dalla fine la pioggia, beffarda quanto mai, fa la sua comparsa.
Nessuno ha per la testa di fare un’altra sosta, e si assiste, quasi impotenti, al recupero prodigioso di Fernando Alonso. Il quale non avrà la possibilità di agguantare Schumacher solo per tre secondi.
L’ordine d’arrivo: Schumi davanti a Alonso e Fisichella (la Renault sopravanza la Ferrari di un punto, 179 a 178). Quarto Button (gara a fasi alterne, con qualche brutto errore) davanti ad un consistente de la Rosa con la McLaren. Sesto Barrichello (all’ultimo giro vittima di una manovra stile MotoGP) e settimo Heidfeld con una condotta di gara decisamente più conservativa di quella di Kubica. A prendersi l’ottavo posto è (finalmente) Mark Webber: la Williams mancava dai punti dal G.P. d’Europa!
Ora, restano solo sette giorni, e il mondiale potrebbe decidersi. I due piloti di testa sono appaiati a quota 116 punti. All’inevitabile alzataccia di Suzuka ed alla prima curva di un GP che in ogni caso entrerà nella storia (sarà l’ultima volta che si correrà qui, dal 2007 si va al Fuji) manca meno di una settimana. E nulla è ancora deciso.
A rileggerci su queste pagine.

Pubblicato su Formula 1 | Lascia un commento »