Sì, oggi c’è stato divertimento, c’è stata tensione, e c’è stato uno sfoggio immenso di forza di volontà, passione e voglia di vincere o almeno di lottare. E’ stata una bella gara, un bello spettacolo che ha degnamente concluso uno dei mondiali di Formula Uno più emozionanti degli ultimi anni. Fernando Alonso, con il secondo posto di oggi, vince meritatamente il suo secondo titolo mondiale: è il più giovane pilota ad aver vinto due mondiali, e si pone idealmente come degno erede del Kerpeniano. Dal canto suo, Michael Schumacher oggi ha concluso la sua carriera fatta di record con un semplice quarto posto, ma dimostrando a tutti, se ce ne fosse stato bisogno, che è ancora in grado di lottare e di cercare di raddrizzare situazioni in cui tanti getterebbero la spugna. Sono infatti ancora vive le immagini del sabato, con la sua Ferrari che ancora, dopo Suzuka, lo tradisce: è un problema alla pompa della benzina che costringe Schumi a non effettuare il terzo round di qualifiche; viene risparmiato il cambio del motore, ma si parte dalla quinta fila. E con Alonso quarto a ipotecare sempre di più il titolo. C’è la consolazione della pole di Massa.
In partenza, mentre Massa cerca subito di fare il vuoto, Schumacher tenta l’attacco alle due BMW che ha davanti, riesce a “bersele” entrambe dopo poche curve, e va subito all’assalto. Nel frattempo le due Williams di Rosberg e Webber combinano un patatrac, con l’australiano che sbaglia tempi di frenata e viene centrato dal compagno di squadra; per Rosberg anche il doppio errore di tirare troppo senza carico aerodinamico sull’alettone anteriore, col risultato finale di sfracellarsi alla curva prima dei box. No comment.
Grazie al putiferio innescato da Nico Rosberg, è safety car. Pochi giri e si riparte. Al 7° giro Schumacher, tentando il sorpasso di Fisichella per il sesto posto, sfiora l’alettone anteriore del romano: basta tanto per forare la sua posteriore sinistra, e fare un intero giro a velocità ridotta per cambiare pneumatici e rifornire. Quando rientra, è pochi secondi davanti a Massa, che nel frattempo ha mantenuto la testa della corsa. Rifiutando l’onta del doppiaggio, parte alla riscossa, con una vettura che adesso lo supporta pienamente. Vediamo dei bellissimi sorpassi, specialmente quello ai danni di Fisichella (indotto all’errore, e lungo in frenata) e quello su Raikkonen, prossimo ferrarista, a tre giri dalla fine. Ma Button è ancora lontano, e con Alonso secondo qualunque gioco di punteggio è inutile. Massa vince meritatamente la sua seconda gara dopo quella di Istanbul, ed Alonso e la Renault afferrano entrambi i titoli.
L’ordine d’arrivo: Massa davanti ad Alonso. Terzo Button, con un’ottima gara (ed un bel sorpasso su Raikkonen). Quarto Schumi davanti a Raikkonen. Sesto Fisichella, settimo l’altro paulista Barrichello e a chiudere i punti Pedro de la Rosa con l’altra McLaren.
Menzione speciale, in questa corsa che è un po’ un punto di svolta per molti motivi: non solo l’abbandono di Schumacher, ma nel 2007 non vedremo più le Michelin (le Bridgestone avranno la totalità del lotto), e non vedremo nemmeno il motore Cosworth (che proprio a giugno avrebbe festeggiato i suoi primi quarant’anni, avendo esordito e vinto nel GP d’Olanda del 1967, con un certo Jim Clark su una certa Lotus, quando ancora le F.1 erano dei siluri senza sponsor. Altri tempi, ma che eroi!)
Bé, cos’altro dire: la sfida, l’anno prossimo, è tutta nelle mani di Alonso, che cercherà il suo terzo titolo mondiale; sarà ancora più difficile, visto che cambierà scuderia, approdando alla corte di Ron Dennis in McLaren. E’ dai tempi di Fangio che un pilota non vince due mondiali in due anni con due scuderie diverse: l’asturiano potrà farcela? Vedremo.
Appuntamento a tutti alla mattina del 18 marzo 2007, quando dall’Albert Park di Melbourne si riaprirà il sipario sul mondiale di Formula Uno.
Come ogni anno, non so se ce la farò a rendere fedelmente la cronaca e le emozioni, ma cercherò di fare del mio meglio. Se volete, fate un commento sul blog!
Grazie a tutti!
Marco Cannavacciuolo.
Un post a caso!








