RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Giugno 2007

…ma Mazzoni e Capelli hanno uno sponsor? NO!

Pubblicato da marcotheavalanche su Giugno 22, 2007

Non so voi, ma se seguite la Formula 1 sul servizio pubblico, il “dinamico duo” composto da Gianfranco Mazzoni (Mazzonictus per gli amici) e Ivan Capelli (in gergo tecnico: CapelliPersi e basta) ad ogni Gran Premio che Ecclestone manda in terra m’insinua un dubbio. Che cioé i nostri due commentatori abbiano una specie di “sponsor”: che diano un “vantaggio” ad una certa azienda dicendone almeno una volta a GP il nome di fronte a “n” milioni di telespettatori.

Ora, certe cose sarebbero normalmente riprovevoli, in paesi normali; ciò nonostante, visto che l’azienda è italiana, comunque si potrebbe trovare qualcuno che sicuramente obietterebbe sul fatto che i nostri “difendono l’italianità” (del resto, in passato qualcuno ha provato ad accampare questa tesi a vantaggio di un certo governatore della Banca d’Italia).

Ma basta con il fumo negli occhi: chiariamo il mistero: dopo aver fatto una ricerchina su Google (come probabilmente avran fatto anche i nostri eroi) , si scopre qualcosa: qui c’è la “carta d’identità dei circuiti di F1″, ed il giorno prima della gara “appare” magicamente anche il circuito di cui i nostri dovranno commentare vita, morte, miracoli, e nonne con casa sul circuito.

Allora, in definitiva, lo “sponsor” è tutto qui: i nostri cliccano pazientemente sul link e ricevono tutte le informazioni sui tipi e tempi di frenate. Ad esempio, ad Indianapolis (ultimo GP disponibile sul sito) si frena per il 12% del tempo. Ed alla prima curva i freni raggiungono una temperatura di 950°C. E ci “rivendono” queste informazioni, come se avessero chiacchierato coi tecnici sulla griglia di partenza. Provate un po’ anche voi, cliccando il 30 giugno o la mattina del primo luglio sul circuito di Magny-Cours. Saprete anche voi, e prima di loro, quello che vi diranno!

Quindi, mistero svelato! Ma perché Mazzoni & Capelli continuano a dire il nome dell’azienda, invece di dire “come da informazioni recuperate da Internet”? Mah, chissà…

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Indianapolis: Hamilton resiste e persiste! Rosse lontanucce…

Pubblicato da marcotheavalanche su Giugno 17, 2007

Quest’oggi abbiamo visto un Hamilton perfetto, che anche a Indianapolis non ha sbagliato nulla: siamo forse di fronte ad un nuovo Michael Schumacher, o forse di fronte al futuro campione del mondo? Non si sa, ma fatto sta che il pilota inglese sta scatenando la fantasia della stampa d’oltremanica, che dai tempi di Mansell non conosceva passioni simili. Staremo a vedere. Intanto, la cronaca del weekend.

Nelle qualifiche del GP degli USA la lotta è ancora fra le due McLaren di Alonso ed Hamilton (1′12″331) il quale non solo strappa all’asturiano la pole, non lasciandogliela godere per nemmeno 10 secondi, ma si migliora ulteriormente nell’ultimo giro, aggiungendo la beffa al danno. 169/1000 il distacco tra i due. Le Ferrari sono terze e quarte con Massa (1′12″703) e Räikkönen (1′12″839); il finlandese è solo 8 millesimi avanti alla BMW-Sauber di Heidfeld. Kovalainen 6º con la Renault, davanti all’esordiente 19enne Sebastian Vettel (1′13″513), con la BMW “prestata” da Kubica.
Trulli fa l’ennesimo miracolo in prova, portando all’8° posto la sua Toyota (1′13″789), e precede di 82 millesimi la Red Bull di Webber. 10° Fisichella con l’altra Renault (col tempo di 1′13″953).
Fuori in Q2 l’altra Red Bull di Coulthard, la Toyota di Ralf Schumacher (fra voci che lo danno prossimo al licenziamento). Fuori anche le Honda, Rosberg su Williams e Davidson con la Super Aguri. Eliminati invece in Q1 l’altra Williams di Wurz e l’altra Super Aguri di Sato (questi ultimi entrambi a punti in Canada, con Wurz addirittura terzo!), poi le Toro Rosso e le Spyker.

La gara comincia col tentativo di attacco di Alonso ad Hamilton, rintuzzato prontamente da parte dell’inglese. Massa parte bene ed è terzo. Vettel paga l’inesperienza ed è costretto al taglio della prima curva per evitare di tamponare gli altri. Räikkönen, con gomme dure al posto delle morbide, perde due posizioni allo start ed è sesto. Ralf Schumacher blocca le ruote ed ha un contatto con Barrichello e Coulthard: ritiro per tutti e tre. Fisichella fa un’uscita di pista dopo aver toccato l’erba, e finisce in ultima posizione.
Hamilton prova a fare il vuoto, prendendo decimi su decimi ad Alonso col passare dei giri.
Fisichella inizia la rimonta: il romano passa l’ex compagno di squadra Button alla fine del rettilineo, poi passa anche Speed. Sato passa Sutil, poi esce in testacoda alla quarta curva e si ritira. Sarebbe stato pure penalizzato per aver fatto un sorpasso con bandiere gialle: ma fare “harakiri”, per Sato-san, non basta: il giapponese verrà arretrato di 10 posti in griglia al prossimo GP, come penalità. Strana regola.
I tempi si abbassano per tutti: al 18º giro tutti i primi 6 fanno il loro miglior giro. E’ il preludio alle soste ai box.
I commissari “geniali” visti in Canada si sono trasferiti: un commissario perde la bandiera blu sul rettilineo. La raccoglierà poi Jarno Trulli. Heidfeld ha un testacoda in frenata al 20º giro, mentre Hamilton, Massa ed Heidfeld fanno il pit stop al giro seguente. Alonso ha la sua sosta ai box al 22º giro.
Vediamo un bel sorpasso di Kimi su Heidfeld al 27º giro. Fisico passa Liuzzi al 29º passaggio.
Dopo la prima sosta ai box, Alonso ha accorciato il gap che lo separa da Hamilton. Solo un secondo e due decimi, al 30º passaggio. Il gap si accorcia giro dopo giro: quattro tornate dopo, solo 6 decimi separano il campione del mondo da Hamilton. L’inglese resiste autorevolmente ad un tentativo di sorpasso. Parlando di compagni di scuderia, il gap fra Massa e Räikkönen si riduce, a vantaggio del finlandese.
Il nervosismo di Alonso comincia ancora a trasparire: piccola escursione per lo spagnolo al 47º giro. Tre giri dopo il pilota McLaren effettua la sua sosta. Il giro successivo anche Hamilton fa il suo pit stop, e l’inglese rientra nettamente di fronte al campione del mondo. Räikkönen effettua il pit stop prima di Massa, ma anche qui nessuna sorpresa, col brasiliano avanti. Ma Kimi ha le gomme morbide, mentre i primi tre hanno le dure.
A diciotto giri dalla fine Heidfeld accusa problemi al cambio, e si ritira. Era quinto.
A parte un’errore di Wurz al 59º giro, i tentativi (infruttuosi) di sorpasso di Webber ai danni di Trulli, l’ennesimo sorpasso subìto dalla Honda da parte della Super Aguri (Davidson su Button), la rottura del motore di Rosberg che porta Vettel nei punti, e il ritiro di Liuzzi, negli ultimi giri non succede assolutamente nulla.
L’ordine d’arrivo: Hamilton davanti ad Alonso (terza doppietta di fila!), e terzo Massa davanti a Räikkönen (suo il giro più veloce), quinto Kovalainen davanti a Trulli, poi Webber e Vettel a chiudere i punti.

Nel mondiale piloti ora Hamilton ha ben 10 punti di vantaggio su Alonso (58 a 48), con Massa a 19 punti dall’inglese; Kimi Räikkönen ha 32 punti, 26 di distacco da Hamilton (giusto giusto i punti di Heidfeld).
Fra i costruttori la McLaren dilaga, ed ora ha 35 punti di vantaggio sulla Ferrari: 106 a 71; terza la BMW-Sauber con 39 punti, la Renault è quarta a 25.
Altri fatti di questo weekend di gara:

* Raro esempio di autolesionismo nipponico: la Honda vorrebbe confermare entrambi i piloti (Barrichello e Button) per “scusarsi” della mancata competitività della vettura: qualcuno nel team ha capito che i piloti devono “metterci del loro”, sviluppando la vettura? Perché poi puntare su due “senatori”, e non scommettere su un giovane, a questo punto? Ce ne sono tanti, e costano pure meno!
* Nuove frontiere per la F.1: dal 2009 si prevede di effettuare un G.P. anche in India, forse proprio ai danni di Indianapolis: sicuramente, con un miliardo e cento milioni di persone, se ne troveranno 200 mila per riempire le tribune nei giorni della gara!
* Giovannelli comincia a farsi conoscere anche dal papà di Hamilton: gli si è rivolto chiamandolo “Anthony Davidson”, al che l’anglocaraibico ha replicato: “Anthony Davidson è in griglia di partenza, a proposito: io sono Anthony Hamilton”, guardandolo perplesso. No comment!

Prossima gara, il primo luglio a Magny-Cours, in Francia. Ci rileggiamo su queste pagine.

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Tutto previsto, Kubica non correrà domenica, però…

Pubblicato da marcotheavalanche su Giugno 15, 2007

A Robert Kubica non è stato dato il permesso di partecipare al Gp degli Stati Uniti ad Indianapolis. I medici della FIA temono che un eventuale incidente potrebbe causare conseguenze gravi, dopo il botto patito domenica scorsa.
Debutterà quindi (contro le mie previsioni…) il diciannovenne Sebastian Vettel, da sempre in orbita BMW. Il giovane esordiente avrà così la sua “grande occasione”. Vedremo.

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Fernando Alonso, crisi di invidia?

Pubblicato da marcotheavalanche su Giugno 13, 2007

Questa volta lo spunto è il servizio del TG1 delle 20 di ieri sera (12/06/07): il Franzelli ci informa, come se non ce ne fosse bisogno, che Alonso, dopo aver deciso di fare il giardiniere a tempo perso (toh, come un suo illustre ex collega in uno spot!) in Canada, ha cominciato a soffrire pesantemente la concorrenza di Lewis Hamilton, ed ha sbottato ad una radio spagnola: “sono in un team inglese, ed ho un compagno di squadra inglese. Sapevo a che parte sarebbero andati gli aiuti”.

Premesso che questa frase è già in sé piuttosto discutibile (se sapevi già dove sarebbero andati gli aiuti, perché sei andato proprio alla McLaren? Per masochismo?), quel che colpisce è la “tesi” (e qui il virgolettato è d’obbligo) del Franzelli nazionale: Alonso non sopporta Hamilton, quindi Alonso andrà in Ferrari nel 2008.

Scusi tanto, Franzelli, ma:

  1. Nel servizio, è data la misura del compenso di Hamilton: 750.000 €/anno. Perché, di grazia, la Ferrari dovrebbe spendere circa 8-10 milioni di euro per Alonso, quando Hamilton (ammesso che la cifra riportata sia vera) costa molto meno?
  2. Hamilton è più giovane di Alonso. Potrebbe essere quindi messo sotto contratto per un periodo maggiore, garantendo maggiore continuità.
  3. Hamilton sta dimostrando di reggere meglio la tensione. Fattore cruciale in un campionato del mondo dall’esito così incerto. Ne è la prova il suo comportamento in gara. Ancora un punto a favore dell’anglo-caraibico.

E queste sono solo tre ragioni che la Ferrari avrebbe per evitare di ingaggiare Alonso, e prendere invece Hamilton.
Franzelli, grazie per averci fatto vedere le immagini di Senna e Prost a Suzuka ‘89, ma per favore, non propinarci teorie non troppo edificanti! Grazie!

P.S.: Queste sono state le reazioni di Ron Dennis allo sfogo di Alonso.

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Aggiornamento (doveroso!) su Kubica dopo Montréal

Pubblicato da marcotheavalanche su Giugno 13, 2007

Si è resa necessaria una (molto gradita) correzione: nel mio post precedente ho scritto che Kubica ha riportato, dal drammatico incidente del GP del Canada, alcune fratture.
Fortunatamente, dopo i primi accertamenti, il buon Robert ha riportato solo una leggera distorsione alla caviglia, e potrebbe (anche se la probabilità è piuttosto bassa) anche essere al via domenica ad Indianapolis, per il GP degli Stati Uniti. Se non ce la farà, è probabile che dei due piloti che lo potranno sostituire, Vettel e Glock, verrà scelto il secondo per la maggiore esperienza in F.1.
Kubica ha anche espresso il desiderio di andare a pranzo con Jarno Trulli, ingiustamente (a nostro avviso) accusato di esser stato la causa scatenante dell’incidente (la Toyota che la BMW del polacco ha urtato era la sua). Credo che un chiarimento si renda necessario, anche per rasserenare gli animi.

Ci piace ricordare, forse infantilmente, che quella scritta che portava sul casco riguardante Giovanni Paolo II abbia avuto il suo “peso” nell’incidente; Probabilmente nei prossimi gran premi Kubica ne porterà un’altra ancora sul casco: “Dziękuję”: “Grazie” in polacco!

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Montréal: Hamilton a mani basse, Alonso e Rosse inguardabili!

Pubblicato da marcotheavalanche su Giugno 10, 2007

Quest’oggi abbiamo visto una sagra di errori da parte di molti piloti, quattro safety car (indicative di quanto la “sicurezza” sia presente in Canada) ed, in generale, una tendenza pericolosa all’improvvisazione, ed al “rigetto” delle regole riguardanti gli ingressi e le uscite dai box in regime di safety car. Ma non anticipiamo troppo.
La cronaca del weekend.

Nelle qualifiche di Montréal Lewis Hamilton coglie, alla sesta gara in assoluto, la sua prima pole position, con il tempo di 1′15″707, davanti ad Alonso (1′16″163): prima fila tutta McLaren anche qui, dopo Montecarlo. Considerando che il giovane pilota inglese non aveva mai corso su questo tracciato, e considerando che ha anche realizzato il miglior tempo assoluto (1′15″486), l’esordio per lui non poteva essere migliore. Terzo tempo per la BMW-Sauber di Nick Heidfeld, a poco più di un decimo da Alonso: il pilota tedesco è stato anche l’unico a regalare un brivido al termine della seconda eliminazione, quando ha lasciato il segno sul celebre “muretto dei campioni” per qualificarsi, dopo che per un taglio di chicane si era visto annullare il suo tempo precedente.
Le Ferrari arrancano: quarto Kimi Räikkönen (1′16″411) davanti a Massa (1′16″570) quinto. Promettente la Red Bull di Webber, sesto a 343/1000 dalle Ferrari. 7° Rosberg su Williams, ottavo Kubica con l’altra BMW-Sauber. Nono Fisichella e decimo Trulli. Ancora eliminato in Q1 Ralf Schumacher (18°).

La gara. Quanti eventi, oggi! In partenza un “lungo” di Alonso che taglia la curva e perde la seconda posizione a vantaggio di Heidfeld. C’è un contatto fra Massa e Räikkönen, e la situazione favorisce Rosberg, che supera il finlandese ed al secondo giro attacca pure Massa, il quale comunque mantiene il controllo della sua Ferrari. Al terzo giro, testacoda per Webber mentre cercava di passare Kubica. Al nono passaggio Speed rompe una sospensione cercando di sorpassare Wurz e si ritira. Hamilton intanto fa il vuoto nei confronti di Alonso: dopo 10 passaggi i due compagni di squadra sono divisi da 9 secondi! All’11° giro Kimi fa un lungo cercando di passare Rosberg. Alonso, innervosito, fa anch’egli un’escursione al 14° giro, portando sporco in pista. Massa si avvicina al campione del mondo. La regia si perde il momento della terza escursione dello spagnolo della McLaren: quest’ultimo errore porta Massa al terzo posto.
Le soste ai box iniziano, con Heidfeld che si ferma alla 20^ tornata. Hamilton si ferma il giro successivo, ed esce davanti a Räikkönen. Alonso si ferma (come Rosberg) un giro dopo Hamilton, ma in quel momento esce la safety car, dopo un brutto botto da parte di Sutil. Con le nuove regole, questa sosta ai box è sanzionata.
All’apertura della pit lane, tutti ai box, ed Hamilton riconquista la testa del gruppo. Dopo 5 giri la safety car ritorna in pit lane. Al 27º giro un botto tremendo al tornante: Robert Kubica è fermo, privo di conoscenza, nell’abitacolo della sua BMW. Dopo un tentativo di sorpasso di una Toyota, il polacco ha un contatto, decolla, urta quasi frontalmente il muretto di protezione e semina pezzi su tutta la pista. Si teme il peggio. Altra safety car. Ancora soste ai box.
C’è la conferma della sanzione per Alonso e Rosberg: 10″ di stop and go. Fortunatamente, arriva l’attesa notizia: Kubica si è ripreso, forse ha delle fratture. Riprende anche la corsa. Räikkönen, complici i detriti di Kubica, subisce pure l’onta del sorpasso da parte di Sato. Alonso e Rosberg scontano la penalità, e finiscono in fondo al gruppo: Alonso 15°, mentre Rosberg, dopo la penalità che l’ha buttato al 18º posto, improvvisa un “balletto” con Trulli: testacoda simultaneo dei due.
Alonso comincia a risalire la china: al quarantatreesimo giro si trova all’ottavo posto. Presto si trova negli scarichi della Ferrari di Kimi Räikkönen. Ma altra safety car, ed altro vantaggio per Hamilton ed Heidfeld. C’è la squalifica per Fisichella e Massa: sono usciti dai box con il rosso, dopo la safety car dovuta all’incidente di Sutil.
La “sindrome di Montoya” ha fatto altre due vittime. Da notare un fatto: Kubica era fermo al semaforo, quando Fisico l’ha passato. Complimenti!
La gara riprende, con 17 giri ancora da effettuare, ed Hamilton ed Heidfeld ai primi due posti. A 5 giri dalla fine Liuzzi va a muro: si prega di rivedere la definizione “muretto dei campioni”!
Alonso cerca di superare Trulli, ed ancora esce di pista. Quarta safety car (post-Liuzzi, stavolta). A 12 giri dalla fine anche Trulli va a muro, e si ritira. La vettura di sicurezza ci saluta (finalmente!) a dieci giri dalla fine. Alonso passa subito Ralf Schumacher e si porta alle spalle di Kimi.
Negli ultimi giri, l’incredibile: si scatena Sato-san (per via del fatto che ha le gomme “giuste”): passa la Toyota di Ralf Schumacher, e poi nientepopodimenoché Fernando Alonso! Per fortuna non succede null’altro fino al traguardo!

L’ordine d’arrivo: Hamilton, Heidfeld e Wurz sul podio. Kovalainen quarto, quinto Kimi, sesto Sato (!), settimo Alonso e 8° Ralf Schumacher.

Hamilton allunga nel mondiale piloti: ora ha 48 punti, con 8 di vantaggio su Alonso. Le Ferrari sono già piuttosto indietro: Massa ha 33 punti, 27 Räikkönen, uno più di Heidfeld.
Nel Mondiale costruttori, 88 punti per la McLaren, 60 la Ferrari. La BMW-Sauber ne ha 38.

Prossima gara fra soli sette giorni ad Indianapolis. Ci rileggiamo su queste pagine.

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“L’immaginazione al potere”: un vero appassionato alla presidenza FIA!

Pubblicato da marcotheavalanche su Giugno 7, 2007

Non so voi, ma francamente, di Max Mosley, e di tutti i suoi recenti e recentissimi deliri, comincio un po’ a stufarmi. E non so quanti la pensino come me, ma credo che siano tanti.

Pertanto, lancio qui la proposta: alle prossime elezioni per la presidenza della FIA, perché non presentare candidature di “outsider”: che dei semplici appassionati, quindi non al servizio di interessi di parte o di mercato, “scendano in campo” per poter restituire alla Formula 1, ed a tutti gli sport motoristici in genere, quel carattere di sfida ai propri limiti che, diciamolo, la F.1 attuale (giusto per fare un esempio) ha perso da diverso tempo.

Cito dal sito FIA: “La FIA è la voce di più di 100 milioni di “motorists” (appassionati di motori) provenienti da 120 paesi del mondo”. Cerchiamo quindi di riprenderci la nostra voce, visto che per troppo tempo è stata solo la voce del mercato!

Diciamo ”i tuoi giorni sono contati” al “piccolo del dittatore“! Dopotutto, sognare non costa nulla, no?

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