Quest’oggi abbiamo visto un Hamilton perfetto, che anche a Indianapolis non ha sbagliato nulla: siamo forse di fronte ad un nuovo Michael Schumacher, o forse di fronte al futuro campione del mondo? Non si sa, ma fatto sta che il pilota inglese sta scatenando la fantasia della stampa d’oltremanica, che dai tempi di Mansell non conosceva passioni simili. Staremo a vedere. Intanto, la cronaca del weekend.
Nelle qualifiche del GP degli USA la lotta è ancora fra le due McLaren di Alonso ed Hamilton (1′12″331) il quale non solo strappa all’asturiano la pole, non lasciandogliela godere per nemmeno 10 secondi, ma si migliora ulteriormente nell’ultimo giro, aggiungendo la beffa al danno. 169/1000 il distacco tra i due. Le Ferrari sono terze e quarte con Massa (1′12″703) e Räikkönen (1′12″839); il finlandese è solo 8 millesimi avanti alla BMW-Sauber di Heidfeld. Kovalainen 6º con la Renault, davanti all’esordiente 19enne Sebastian Vettel (1′13″513), con la BMW “prestata” da Kubica.
Trulli fa l’ennesimo miracolo in prova, portando all’8° posto la sua Toyota (1′13″789), e precede di 82 millesimi la Red Bull di Webber. 10° Fisichella con l’altra Renault (col tempo di 1′13″953).
Fuori in Q2 l’altra Red Bull di Coulthard, la Toyota di Ralf Schumacher (fra voci che lo danno prossimo al licenziamento). Fuori anche le Honda, Rosberg su Williams e Davidson con la Super Aguri. Eliminati invece in Q1 l’altra Williams di Wurz e l’altra Super Aguri di Sato (questi ultimi entrambi a punti in Canada, con Wurz addirittura terzo!), poi le Toro Rosso e le Spyker.
La gara comincia col tentativo di attacco di Alonso ad Hamilton, rintuzzato prontamente da parte dell’inglese. Massa parte bene ed è terzo. Vettel paga l’inesperienza ed è costretto al taglio della prima curva per evitare di tamponare gli altri. Räikkönen, con gomme dure al posto delle morbide, perde due posizioni allo start ed è sesto. Ralf Schumacher blocca le ruote ed ha un contatto con Barrichello e Coulthard: ritiro per tutti e tre. Fisichella fa un’uscita di pista dopo aver toccato l’erba, e finisce in ultima posizione.
Hamilton prova a fare il vuoto, prendendo decimi su decimi ad Alonso col passare dei giri.
Fisichella inizia la rimonta: il romano passa l’ex compagno di squadra Button alla fine del rettilineo, poi passa anche Speed. Sato passa Sutil, poi esce in testacoda alla quarta curva e si ritira. Sarebbe stato pure penalizzato per aver fatto un sorpasso con bandiere gialle: ma fare “harakiri”, per Sato-san, non basta: il giapponese verrà arretrato di 10 posti in griglia al prossimo GP, come penalità. Strana regola.
I tempi si abbassano per tutti: al 18º giro tutti i primi 6 fanno il loro miglior giro. E’ il preludio alle soste ai box.
I commissari “geniali” visti in Canada si sono trasferiti: un commissario perde la bandiera blu sul rettilineo. La raccoglierà poi Jarno Trulli. Heidfeld ha un testacoda in frenata al 20º giro, mentre Hamilton, Massa ed Heidfeld fanno il pit stop al giro seguente. Alonso ha la sua sosta ai box al 22º giro.
Vediamo un bel sorpasso di Kimi su Heidfeld al 27º giro. Fisico passa Liuzzi al 29º passaggio.
Dopo la prima sosta ai box, Alonso ha accorciato il gap che lo separa da Hamilton. Solo un secondo e due decimi, al 30º passaggio. Il gap si accorcia giro dopo giro: quattro tornate dopo, solo 6 decimi separano il campione del mondo da Hamilton. L’inglese resiste autorevolmente ad un tentativo di sorpasso. Parlando di compagni di scuderia, il gap fra Massa e Räikkönen si riduce, a vantaggio del finlandese.
Il nervosismo di Alonso comincia ancora a trasparire: piccola escursione per lo spagnolo al 47º giro. Tre giri dopo il pilota McLaren effettua la sua sosta. Il giro successivo anche Hamilton fa il suo pit stop, e l’inglese rientra nettamente di fronte al campione del mondo. Räikkönen effettua il pit stop prima di Massa, ma anche qui nessuna sorpresa, col brasiliano avanti. Ma Kimi ha le gomme morbide, mentre i primi tre hanno le dure.
A diciotto giri dalla fine Heidfeld accusa problemi al cambio, e si ritira. Era quinto.
A parte un’errore di Wurz al 59º giro, i tentativi (infruttuosi) di sorpasso di Webber ai danni di Trulli, l’ennesimo sorpasso subìto dalla Honda da parte della Super Aguri (Davidson su Button), la rottura del motore di Rosberg che porta Vettel nei punti, e il ritiro di Liuzzi, negli ultimi giri non succede assolutamente nulla.
L’ordine d’arrivo: Hamilton davanti ad Alonso (terza doppietta di fila!), e terzo Massa davanti a Räikkönen (suo il giro più veloce), quinto Kovalainen davanti a Trulli, poi Webber e Vettel a chiudere i punti.
Nel mondiale piloti ora Hamilton ha ben 10 punti di vantaggio su Alonso (58 a 48), con Massa a 19 punti dall’inglese; Kimi Räikkönen ha 32 punti, 26 di distacco da Hamilton (giusto giusto i punti di Heidfeld).
Fra i costruttori la McLaren dilaga, ed ora ha 35 punti di vantaggio sulla Ferrari: 106 a 71; terza la BMW-Sauber con 39 punti, la Renault è quarta a 25.
Altri fatti di questo weekend di gara:
* Raro esempio di autolesionismo nipponico: la Honda vorrebbe confermare entrambi i piloti (Barrichello e Button) per “scusarsi” della mancata competitività della vettura: qualcuno nel team ha capito che i piloti devono “metterci del loro”, sviluppando la vettura? Perché poi puntare su due “senatori”, e non scommettere su un giovane, a questo punto? Ce ne sono tanti, e costano pure meno!
* Nuove frontiere per la F.1: dal 2009 si prevede di effettuare un G.P. anche in India, forse proprio ai danni di Indianapolis: sicuramente, con un miliardo e cento milioni di persone, se ne troveranno 200 mila per riempire le tribune nei giorni della gara!
* Giovannelli comincia a farsi conoscere anche dal papà di Hamilton: gli si è rivolto chiamandolo “Anthony Davidson”, al che l’anglocaraibico ha replicato: “Anthony Davidson è in griglia di partenza, a proposito: io sono Anthony Hamilton”, guardandolo perplesso. No comment!
Prossima gara, il primo luglio a Magny-Cours, in Francia. Ci rileggiamo su queste pagine.