RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Luglio 2007

Spy Story, i possibili sviluppi.

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 31, 2007

Come un temporale estivo, lo “Stepneygate”, lo scandalo imperniato sul passaggio di informazioni riservate tra Nigel Stepney e Mike Coughlan, si sta avviando rapidamente alla sua conclusione. Almeno quella sportiva.
Infatti, il 26 luglio la FIA ha emesso la sua salomonica “sentenza” (il virgolettato è d’obbligo), che è disponibile qui. Analizziamola. Leggiamo un po’ “fra le righe”.

“The WMSC is satisfied that Vodafone McLaren Mercedes was in possession of confidential Ferrari information and is therefore in breach of article 151c of the International Sporting Code. However, there is insufficient evidence that this information was used in such a way as to interfere improperly with the FIA Formula One World Championship. We therefore impose no penalty.”

In sostanza, McLaren colpevole (è stata “beccata” in possesso di materiale confidenziale Ferrari), ma non penalizzata per insufficienza di prove (ed è comunque una specie di “condanna con la condizionale”, come spiega il passaggio successivo).

“But if it is found in the future that the Ferrari information has been used to the detriment of the championship, we reserve the right to invite Vodafone McLaren Mercedes back in front of the WMSC where it will face the possibility of exclusion from not only the 2007 championship but also the 2008 championship.”

Infatti, se la Ferrari sarà tanto brava da fornire la “prova diabolica”, cioé di dimostrare che un dettaglio proveniente dalle famose 780 pagine è stato, per così dire, “incorporato” nella McLaren 2007, avvantaggiando ingiustamente il team di Ron Dennis, la FIA si riserva la possibilità di risentire la difesa della scuderia di Woking e, questa volta, non abbandona la possibilità di escluderla dai campionati 2007 e anche 2008. Aggiungiamo, anche a campionati già conclusi: quell’“in the future” è una formula molto aperta, e potrebbe anche far presagire uno scenario simile alla situazione della Juventus durante lo scandalo “Moggiopoli”: partite giocate, vinte, ma scudetti revocati alla fine.
Sintetizzando nello specifico, la “prova” accampata dalla Ferrari (la richiesta di chiarimenti sulla molla del fondo piatto, spedita dalla McLaren su “suggerimento” di Stepney) non è stata valutata sufficiente per sancire, in questo momento, la certa colpevolezza della scuderia inglese. Ma, va sottolineato, per la Ferrari non è ancora precluso nulla. La Ferrari deve fornire la prova diabolica, ed ha tutto il tempo per farlo. Ma analizziamo l’ultimo passaggio, in cui si parla esclusivamente della vicenda sotto il punto di vista individuale (probabilmente, il punto più corretto):

“The WMSC will also invite Mr Stepney and Mr Coughlan to show reason why they should not be banned from international motor sport for a lengthy period and the WMSC has delegated authority to deal with this matter to the legal department of the FIA.”

Ecco chi, in definitiva, rischia grosso: il duo Stepney-Coughlan. Stepney e Coughlan rischiano una lunga squalifica. E, forse, è giusto che sia così: Alonso ed Hamilton non hanno colpe, qualche colpa (alla “non poteva non sapere”) ce l’hanno i vertici McLaren, e forse anche qualcuna quelli Ferrari, per come hanno gestito la faccenda (vedi l’articolo sul probabile caso di “mobbing”). Va detto che, se è vero che Coughlan teneva le 780 pagine in casa, nessun datore di lavoro ha autorità su quel che fa un dipendente a casa sua (e per fortuna, si potrebbe aggiungere).

Come finirà? Intanto, la Ferrari non potrà presentare appello alla FIA contro questa “sentenza”, semplicemente perché questo non è previsto. La Ferrari ha comunque la possibilità di fornire la “prova diabolica”, come e quando vuole.

Fortunatamente per tutti gli appassionati di F.1, per ora il Mondiale si deciderà in pista, come è giusto che sia. Le speranze di tutti sono per una lotta pulita ed avvincente.

La corsa riprende, sta smettendo di piovere!

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Tutto quello che ho imparato dal Nürbürgring.

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 23, 2007

  • Quando Alonso ha fatto vedere i danni alla sua vettura, in realtà era solo per l’assicurazione.
  • La lingua ufficiale per i litigi tra automobilisti è l’italiano. Quando Sato-san tamponerà Heidfeld, per esempio, i due saranno obbligati a confrontarsi nella nostra lingua.
  • Lo sfasciacarrozze del Nürbürgring ha sempre un sacco di lavoro.
  • L’unica causa di assenza giustificata dal lavoro per i piloti McLaren è un incidente giocando a tennis (vero Juan Pablo?). “Spalmarsi” a 250 all’ora contro un muro di gomme non è contemplato.
  • In ogni Gran Premio da qui alla fine del campionato ci sarà almeno una curva che verrà innaffiata e insaponata in modo tale da far vedere di che pasta sono fatti i piloti. La prima curva del Nürbürgring potrebbe essere replicata ovunque. Verranno recuperati dalla ghiaia solo i fortunati estratti da una lotteria fatta al momento. E vai con l’entertainment!
  • “Santo Hans vede e provvede”: la prossima versione del collare salvavita informerà delle condizioni del pilota i familiari, chiamerà il carro attrezzi o l’ambulanza se del caso, stimerà i danni per l’assicurazione e cercherà pure di riparare la vettura, appena il pilota ne sarà fuori.
  • Winkelhock ha pagato 750000 € per correre la gara; ne avrebbe pagate due volte tanto al pilota della safety car per “convincerlo” a restare tutta la gara in pista.
  • Un “problema idraulico”, in Ferrari, può voler dire di tutto: da un guasto al cambio, alla fine della vodka nel “beverone” di Räikkönen.
  • Quando Mika Häkkinen e Michael Schumacher incrociano le loro strade, piove, e vince una McLaren con un sorpasso negli ultimi giri (Spa 2000 insegna…).
  • I due piloti Honda porteranno la loro livrea con il mondo in tutte le vie di fuga di tutti i circuiti del mondo anche nel 2008: per la Honda gli introiti deriveranno dagli sponsor piazzati sulle gru che toglieranno le monoposto dalla sabbia.

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Aggiornamento alla cronaca del GP Europa 2007!

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 22, 2007

I commissari hanno ascoltato Heidfeld e Ralf Schumacher, in merito al loro contatto che ha originato il ritiro del pilota della Toyota, e il tutto è stato giudicato come “normale incidente di gara”. Il risultato finale ed i punteggi sono quindi da considerarsi validi.

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Nürbürgring: Alonso vince una gara schizofrenica!

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 22, 2007

Sul circuito del Nürbürgring (che quest’anno ospita il G.P. d’Europa) abbiamo visto, in qualifica, l’ennesimo duello tra McLaren e Ferrari, nell’attesa che il 26, il “giorno del giudizio”, la FIA dica la sua sulla “spy story” che ha tenuto il mondo della F.1 sotto scacco finora.
Ma un altro evento, potenzialmente in grado di cambiare il Mondiale, avviene a 5′13″ dalla fine delle prove: parliamo del gran botto di Hamilton: il pilota McLaren è in pieno, quando all’ingresso della “S” Schumacher, si rompe la sospensione anteriore destra, il pneumatico cede e l’inglese finisce dritto contro le gomme di protezione. I soccorsi tardano ad arrivare.
Lewis esce da solo dall’abitacolo, ma non sembra in buone condizioni. Dopo l’arrivo dei medici, il pilota si sdraia per terra. Sessione di prova interrotta (bandiera rossa). Il pilota, steso sulla barella, saluta con la mano per segnalare che sta bene. Le prove riprendono dopo circa mezz’ora. Ron Dennis annuncia che Hamilton non ha nulla di rotto, e che potrebbe anche correre l’indomani.
La versione ufficiale parla di un cattivo fissaggio della ruota anteriore destra, che muovendosi avrebbe danneggiato pneumatico e sospensione. Chissà!
Ma torniamo alla cronaca. Pole di Räikkönen su Ferrari, col tempo di 1″31′450, 291/1000 davanti alla McLaren di Alonso (che ha fatto un brutto errore nel suo giro migliore) e all’altra Ferrari di Massa (1′31″778). Poi le BMW-Sauber di Heidfeld (venerdì diventato papà per la seconda volta, 1′31″840) e Kubica (1′32″123). Sesto Webber su Red Bull (1′32″476), solo 2/1000 davanti alla Renault di Kovalainen. Ottavo Trulli (1′32″501), davanti all’altra Toyota di Ralf Schumacher (1′32″570). Ed infine, decimo, Hamilton.
Fuori in Q2 Rosberg e Wurz con le Williams, Fisichella con la Renault, Barrichello (Honda) e le due Super Aguri di Davidson e Sato.
Eliminati in Q1 la Honda di Button, le Toro Rosso di Speed e Liuzzi, la Red Bull di Coulthard e le due Spyker di Sutil e Winkelhock (ottimo ultimo, l’esordiente: ha preso un secondo e 4 decimi dal compagno di squadra!).

La prima notizia della gara: Hamilton c’è. A differenza infatti di Kubica, che riportò, dal suo terribile incidente di Montréal, un problema a una caviglia, Lewis non ha nessun danno fisico, e si schiera al 10º posto: anche la sua vettura è stata riparata: nel caso non fosse stato così, l’inglese avrebbe dovuto partire dalla pit lane.
Si prevede pioggia giusto pochissimi minuti dopo la partenza.
Allo start Massa passa Alonso, mentre Räikkönen conserva la testa. Hamilton guadagna quattro posizioni e, dopo che le BMW si sono tamponate (Heidfeld tampona Kubica) è addirittura quarto, ma accade un putiferio: piove a dirotto, un vero e proprio monsone: tutti ai box dopo il primo giro. Rosberg tampona Barrichello. Kimi sta imboccando la corsia box, ma ne esce (ha perso il controllo facendo un “dritto”, un brutto errore, e decisamente nel posto sbagliato), e Massa effettua il pit stop al posto del finlandese, che è così costretto a fare un giro in più sotto l’acqua con le gomme da asciutto.
Button, Rosberg, Sutil, Speed, Liuzzi ed Hamilton si “ammonticchiano” nella via di fuga della prima curva (Liuzzi tampona pure il trattore che sta recuperando Hamilton!). L’inglese, unico fra questi piloti a tenere il motore acceso, viene rimesso in pista, e si trova all’ultimo posto dopo la (necessaria) interruzione della corsa.
Ma chi è primo? Toh, Winkelhock! Il tedesco è entrato ai box dopo il giro di ricognizione, ed ha messo le gomme da bagnato. Massa è secondo, approfittando del “favore” fattogli da Räikkönen (al momento settimo).
Quando il tempo migliora, smette di piovere ed esce il sole, si riparte.
Tutti dietro la safety car, con Hamilton ultimo e doppiato da Winkelhock (!). Hamilton si sdoppia, avvantaggiato dalla nuova regola che permette queste manovre. E rientra ai box, montando le gomme da asciutto.
Quando la safety car esce di scena, Massa passa Winkelhock e tiene dietro Alonso. Hamilton si pente della scelta delle gomme da asciutto, facendo un’escursione.
All’undicesimo giro, Massa è primo davanti ad Alonso, con le Red Bull di Webber e Coulthard dietro. Rientra Räikkönen e mette gomme da asciutto. Hamilton fa il giro più veloce fino a quel momento, e questo sembra convalidare la scelta del finlandese.
Quando si placa la bagarre (14º giro), Massa è ancora in testa davanti ad Alonso ed a Räikkönen. Finisce il sogno di Winkelhock (come pure il suo motore Ferrari) in questo giro. Hamilton si trova al 17° (e sempre ultimo) posto.
Ora la gara è asciutta. Räikkönen accorcia ferocemente il gap che lo separa da Alonso. Al 18º giro Kovalainen passa Wurz ed è quinto. Webber è quarto. Ralf Schumacher viene “abbattuto” nel giro successivo da Heidfeld. I due verranno messi sotto indagine dalla FIA, indagine che si concluderà poi con un nulla di fatto: “normale incidente di gara”.
Sato fa fuori la sua Super Aguri al ventesimo giro.
Massa guadagna su Alonso e Räikkönen (a metà gara, il gap fra Fernando e Kimi è di un secondo e 6 decimi).
Al 33º giro, Hamilton tenta il sorpasso ai danni di Fisichella: il romano resiste per quasi un giro, e viene superato solo prima dell’ultima chicane. Il giro successivo Räikkönen ha dei vistosi problemi al cambio, e si ritira. Altro ritiro “pesante” per lui, in ottica mondiale. La versione ufficiale di un “Pinocchio” Colajanni più giù del solito è quella di un problema idraulico. Baldisserri, a fine gara, dirà che si è trattato di “un problema grosso”. Ci piacerebbe saperne qualcosa di più, ma pazienza.
37º giro: Hamilton passa Trulli; cinque giri dopo passa anche Barrichello: l’inglese è decimo.
Nel frattempo il gap tra Massa e Alonso si accorcia, ma a 17 giri dalla fine ci sono più di 6 secondi.
A quindici giri dalla fine vengono mostrate le bandiere blu ad Hamilton che si fa doppiare da Massa. Il giro successivo c’è ancora un imprevisto: Fisichella perde un pezzo (un cestello della ruota) che il brasiliano della Ferrari schiva di poco (e che Hamilton prende il giro successivo).
Ma ancora la pioggia incombe sulla gara, quando mancano pochi giri alla fine. Kovalainen mette le intermedie, sacrificando il suo quinto posto. Fisichella lo passa, due giri dopo.
“Danze della pioggia” sugli spalti. E piove. A 7 giri dal termine.
Massa rientra. Intermedie per lui. Alonso lo segue da vicino. Anch’egli ha le intermedie, e adegua l’alettone anteriore alle condizioni da bagnato. Sarà un fatto decisivo.
Ed è lotta. Tra Massa e il campione del mondo. E’ un vero e proprio “dogfight“, con tanto di ruotata, che vede alla fine prevalere Alonso. Chapeau alla guida del campione del mondo.

L’ordine d’arrivo: Alonso (che si poteva risparmiare di mostrare i danni della sua McLaren alla telecamera) davanti a Massa. I due si insultano (in italiano!) poco prima della cerimonia del podio! Sul podio anche la Red Bull di Webber. Quarto Wurz (Williams) davanti all’altra Red Bull di Coulthard. Sesto Heidfeld davanti al compagno di scuderia Kubica.Ottavo ed ultimo a punti Kovalainen (Renault). Giusto davanti ad Hamilton, nono. E così Schumacher si trova a premiare Ron Dennis!

La classifica piloti si accorcia ancora, con Hamilton fermo a 70 punti e Alonso che gli si porta a 68, a sole due lunghezze. Massa ha 59 punti, con sette punti di vantaggio su Räikkönen, fermo a 52.
Nel mondiale costruttori altri 2 punti di vantaggio della McLaren sulla Ferrari: 138 a 111. 61 punti quelli della BMW-Sauber, terza scuderia in classifica.

Altre notizie di questo weekend di gara:

  • Esordio al volante di una Spyker per Markus Winkelhock, che sostituisce Albers, appiedato per mancanza di fondi. Il tedesco è figlio d’arte, essendo figlio di Manfred Winkelhock, pilota di F.1 dall’82 (in quell’anno i suoi soli 2 punti) all’85. Più che dal padre, Markus sembra “aver preso” dallo zio, Joachim, che inanellò la poco invidiabile striscia di 7 mancate qualifiche consecutive con la AGS nel 1989, per poi sparire dal Circus. In gara poi si è rifatto, almeno finché il suo motore Ferrari non lo ha tradito. Per il tedesco, 750000 € spesi bene.
  • La Honda conferma il suo autolesionismo: i piloti bolliti Button e Barrichello sono stati confermati per il 2008. Congratulazioni ai due, sono riusciti ad abbindolare i giapponesi. Inoltre, la Honda sta meditando di vendere la Super Aguri. Considerando che la scuderia di Audetto sta facendo meglio della casa madre, c’è da supporre che il tracollo nipponico continui ancora per molto.

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L’”editto di Sofia” alla nostra maniera: i giornalisti che non vogliamo in F.1!

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 19, 2007

Come sicuramente saprete, è passato alla storia col nome di “editto di Sofia” o “editto bulgaro” la dichiarazione di un politico che portò all’epurazione dal servizio pubblico di tre noti personaggi televisivi.
In modo simile, complice un articolo sul sito col quale collaboro, e forse un’abbuffata di farinata (che sta a me come la focaccia sta a Paolo Attivissimo!) che ho deciso di creare una (personale, s’intenda) “lista di proscrizione”: indico qui tutti i giornalisti che non vorrei mai vedere occupati a disquisire delle faccende della Formula Uno.

Il primo nome, complice forse lo “Stepneygate”, è quello di Bruno Vespa.

Gli altri, bé, a questo punto fateli voi, grazie!

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Il “caso Stepney”: e se ci fosse sotto del mobbing “ben gestito”?

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 14, 2007

Se Stanley Kubrick fosse ancora vivo, probabilmente dedicherebbe alla vicenda Stepney-Coughlan di queste settimane una rivisitazione del titolo del suo film sulla guerra fredda “Il Dottor Stranamore, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba”, stravolgendolo in “Stepneygate, ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare il mobbing”. A differenza del film del ‘64, in cui un paio di pazzi, complice anche una sequela di decisioni sbagliate, portano il mondo alla distruzione totale, in questo caso i “pazzi” (virgolette d’obbligo, e vedremo poi perché) vengono abilmente manovrati, ma in gioco è comunque tutto il mondo della Formula 1: questo scandalo sportivo non è ancora una “Moggiopoli” che ha travolto il pianeta calcio un anno fa. Ma ci si avvicina molto perché è lo stesso in gioco la credibilità della F.1 come sport.
Quella che segue è un’analisi dei fatti, con l’obiettivo di cercarne più che altro di capirne il lato umano: alla fine, anche in Formula Uno, comandano gli uomini.
Nigel Stepney arriva alla Ferrari quattordici anni fa, e diventa capo meccanico. E’, tra le altre cose, l’uomo che, negli anni d’oro dell’era Schumacher a Maranello, ha il compito di inserire il bocchettone del rifornimento. Questo gli costerà pure una frattura, nel Gran Premio di Spagna del 2000, quando il Kerpeniano lo investì anticipando troppo la ripartenza, complice anche il bocchettone non completamente fuoriuscito dal serbatoio.
Ora, chiunque passi un certo periodo di tempo (fate voi quanto, dipende molto anche dal settore: due anni? Cinque anni? Dieci?) in una sola azienda, ne diventa in un certo senso un simbolo, e ne acquista il “carattere”, e ne trasmette continuamente la sua fedeltà. Ma è anche vero che, quando si vince, è molto più facile essere fedeli. Le difficoltà di questo “rapporto di coppia” cominciano dopo Monza 2006: Schumacher ha annunciato il suo ritiro (ed anche qui, forse, ci sarebbe da dire), ma il vero problema, per Stepney, è il fatto che Ross Brawn, lo “stratega” Ferrari, nonché direttore tecnico, ha deciso di prendersi il 2007 come “anno sabbatico”: in pratica, si godrà un po’ la famiglia, andrà a pesca, le solite cose da fare in questi casi; ma sottinteso c’è un “voglio proprio vedere come ve la cavate senza di me”.
L’aria che si respira in Ferrari, notoriamente ambiente di lavoro “difficile” sotto il piano umano, è in quei giorni carica di grandi cambiamenti. Alcune sostituzioni del “dream team” sono già in atto (Aldo Costa al posto di Rory Byrne è una realtà, o Gilles Simon al posto di Paolo Martinelli), ed in quel momento se ne vedono all’orizzonte altre, su tutte Kimi Räikkönen al posto di Michael Schumacher.
A Stepney interessa il posto di direttore tecnico, ma questo viene occupato “ad interim” da Jean Todt. Nigel, negoziando, riesce ad “incassare” solo la responsabilità dei team di test. Ma ora si trova in una strana situazione. Questo è il periodo peggiore per la struttura tecnica Ferrari, c’è una generale disorganizzazione. Non si riesce a capire “chi fa cosa”.
Il “gran capo” Todt si guarda in giro. Dalle risorse umane arriva Mario Almondo, ingegnere 43enne, dal ‘91 in Ferrari, dal ‘95 nella produzione delle F1 come direttore industriale. E’ lui che diventerà il nuovo direttore tecnico (e lo abbiamo pure visto sul podio di Silverstone).
Inutile dire che Stepney non gradisce. Lui avrebbe voluto rispondere a Costa in persona, in assenza di Ross Brawn, e non ad una persona proveniente da un altro settore, secondo lui senza le conoscenze tecniche necessarie.
Le condizioni di lavoro di Stepney cominciano a peggiorare. A metà febbraio Stepney si trova nella condizione di dover rispondere a Costa, Todt, Almondo e Simon; senza più poter rispondere solamente a Ross, inglese come lui, che lo supportava sempre al 100%, sente di dover fare qualcosa. Si decide a dire a Todt di non voler più seguire la scuderia nei viaggi intorno al mondo per i GP.
Jean Todt non la prende bene, ma comunque lo nomina capo dello sviluppo delle performance, un posto “stanziale” a Maranello. Lì però viene visto come una specie di traditore, perché non vuole più seguire il team. Le persone dell’ambiente hanno quasi paura a parlargli. La Ferrari, a questo punto, gli “mette gli occhi addosso”: lo controlla incessantemente. Probabilmente ci sono anche dei pedinamenti o delle intercettazioni.
Passa un mese, in condizioni di lavoro frustranti per chiunque, e Stepney comincia a pensare di dover cambiare aria. Si attiva. Chiama Nick Fry (Honda). Incontra un suo amico, Mike Coughlan, capo designer, anche lui scontento della gestione interna in McLaren, a Port Ginesta, in Spagna, il 28 Aprile. In quei giorni McLaren e Ferrari stanno facendo dei test a Barcellona.
I due pensano forse di potersi “vendere ai migliori offerenti”: Honda, in primo luogo. Probabilmente Stepney arriva a quell’incontro con un paio di DVD, o con delle schede di memoria, comunque con del materiale informatico. Ben 780 pagine di documenti vengono estratte da questi supporti.
Va anche rilevato che la Prodrive (di David Richards, ex proprietario della BAR) diventerà la dodicesima scuderia di F.1 nel 2008, e presentarsi con del materiale utile per far cominciare “di slancio” un’avventura in F.1 ad una nuova scuderia potrebbe fare aumentare il prezzo, nella logica dei due.
Diciassette maggio: la Ferrari si muove: alcune persone vengono interrogate dai Carabinieri, e viene perquisita la casa di Stepney a Serramazzoni. Almondo accusa Stepney di aver sottratto alcuni disegni.
Primo giugno: i due si incontrano con Nick Fry all’aeroporto di Heathrow. Stepney ha già detto a Todt di volersene andarse in vacanza nelle Filippine, e la prenotazione del viaggio viene fatta tramite la Ferrari.
Anche se, per un po’, questa prenotazione resta sulla scrivania di Stepney.
Il resto è storia recente: il licenziamento dell’inglese da parte della Ferrari, e le varie inchieste, penali e sportive, in Italia ed in Gran Bretagna. C’è di tutto: spionaggio industriale, violazioni del regolamento sportivo FIA (art. 151c), “polverine” messe sul serbatoio delle Ferrari a Montecarlo, e chi più ne ha, più ne metta.
Quello che comunque va sottolineato, è che la Ferrari ha probabilmente sbagliato nel gestire la persona Stepney più che gestire la vicenda nel suo complesso. Sotto sotto, questo è un caso di mobbing, niente di più, niente di meno. Al momento non si conoscono ancora le conseguenze, le inchieste sono ancora in corso. E’ chiaro che la scuderia che rischia di più è la McLaren, “beccata con le mani nella marmellata” (e non raccontateci della copisteria di Woking che ha dei sospetti quando sta per fare delle fotocopie di documenti con il “cavallino rampante” sopra!): la McLaren potrebbe essere esclusa dal mondiale (auspichiamo non i piloti, in quanto Alonso ed Hamilton non si sono resi colpevoli di nulla).
Ma se saltasse fuori per caso che ad Heathrow, o a Port Ginesta, c’è stato un passaggio di dati da Coughlan a Stepney riguardante i dati della McLaren, non si pensa che il gioco potrebbe anche comportare anche l’esclusione della Ferrari dal campionato?
Staremo a vedere. Sperando che non sia già stato innescato il Doomsday Device, “l’ordigno fine di mondo” di kubrickiana memoria!

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Silverstone: Kimi, cinque giri per sperare ancora!

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 8, 2007

A Silverstone, in occasione del G.P. di Gran Bretagna, abbiamo assistito a grandi emozioni, sia alla fine delle qualifiche, che per tutta la gara. Le Ferrari sono apparse in gran forma sui curvoni inglesi, ed avrebbero potuto fare una doppietta se Felipe Massa non avesse avuto un problema al motore prima di partire, guaio che l’ha costretto a partire dai box. Ma non anticipiamo troppo. La cronaca del weekend.

In qualifica Alonso e Massa si sono giocati la pole position fino a 30 secondi dalla fine, con lo spagnolo che ha prevalso, ma poco dopo Räikkönen ha ottenuto la testa del gruppo. Ma a tempo già scaduto (ricordo che è comunque valido l’ultimo giro) Lewis Hamilton ha tirato fuori il “tempone” che gli è valsa la pole position davanti al suo pubblico. Il suo tempo: 1′19″997, 102/1000 davanti a Räikkönen. Alonso a un decimo e mezzo dal leader, quarto Massa (1′20″265). Quinto Kubica con la BMW-Sauber (a 136/1000 da Massa), davanti a Ralf Schumacher (Toyota, per la prima volta davanti al compagno di scuderia, Trulli, solo 10º). In quarta fila le Renault (Kovalainen precede Fisichella) e nono Heidfeld (1′20″894).
Eliminati in Q2 le due Red Bull, Wurz con la Williams, Barrichello (Honda) e le due Toro Rosso.
Fuori in Q1 Rosberg con la Williams (problemi tecnici per lui), Button con la Honda, e le Super Aguri e le Spyker inframmezzate in fondo al gruppo. Davidson (Super Aguri) ha effettuato un’uscita di pista.

La corsa vede Sato-san partire dalla pitlane causa problemi tecnici (cambio del telaio). Sulla griglia, le McLaren hanno le gomme dure, le Ferrari le morbide. Allo start, Massa alza il braccio (gli si è infatti spento il motore): partirà dalla corsia box. Sato ringrazia: il problema di Massa lo riporta sulla griglia di partenza. Posizioni consolidate in partenza, con Hamilton (partenza in “chop”, la sua) davanti a Räikkönen e ad Alonso. Perde invece posizioni Ralf Schumacher. La strategia di Hamilton è chiaramente quella di fare il vuoto subito. Massa recupera: è diciassettesimo dopo il primo giro, sedicesimo dopo il secondo giro, e quattordicesimo al terzo giro. Räikkönen non lascia andare la McLaren: ha in solo secondo di distacco da Hamilton dopo 4 giri. Che diventano circa 8 decimi al passaggio successivo. Massa approfitta di un duello (con contatto) tra Rosberg e Coulthard per passare il tedesco della Williams. Il giro dopo passa pure la Red Bull dello scozzese; il brasiliano è decimo dopo 8 giri. Webber si ritira. E a ritmo di giri furibondi (gira sui tempi dei primi) il ferrarista si avvicina alla zona punti. Si “beve” Trulli all’undicesimo giro. Ferrari sugli scudi, quindi: Massa fa un giro veloce dopo l’altro, mentre Kimi tenta addirittura (al 14º passaggio) di superare Hamilton. Kovalainen effettua la prima sosta al quindicesimo giro. Hamilton si ferma alla tornata successiva. Ha pure un piccolo problema con il rifornimento. Nel frattempo, Kimi e Fernando si scatenano: Räikkönen fa il giro più veloce sino a quel momento. Sutil rompe il motore della sua Spyker al 17º giro. Räikkönen è davanti ad Hamilton al rientro dalla sua sosta (fatto perso da Mazzoni&Capelli per quasi un giro). Alonso e Massa si fermano al ventesimo giro, e al rientro l’asturiano è davanti a Räikkönen, per merito di una sosta più corta. Dopo la prima sosta Massa è settimo, ma in otto secondi ci sono quattro piloti. Ralf Schumacher si ritira al 23º giro, per guai alle sospensioni.
Alonso ora cerca di fuggire lui, ed apparentemente sembra farcela: ha circa 4 secondi su Kimi al venticinquesimo giro. Hamilton ne ha quasi 5 da Kimi, ed appare in difficoltà nel seguire il duo di testa. Contatto tra Wurz e Speed (ritiro per l’americano, sospensione di pastafrolla) in occasione del doppiaggio che subiscono da parte di Alonso. Räikkönen ringrazia e si avvicina al campione del mondo. Davidson si ferma al 31º giro. La sua sosta durerà sei giri! Tra doppiaggi ed altro, Räikkönen rifila ad Hamilton un secondo e mezzo nel corso del 33º giro. Alonso si prende altri sette decimi di vantaggio su Kimi: 5 secondi e mezzo al 36º passaggio, un giro prima del suo pit stop. La corsa è tutta nelle mani di Räikkönen, adesso. In due giri il finlandese dà due secondi ad Alonso, che diventano cinque in cinque giri. Räikkönen rientra dopo aver messo 27″9 di distacco dal campione del mondo. E gli è davanti all’uscita del pit stop (di soli 6″6), e di ben tre secondi. Trulli si ritira al 45º giro. Massa effettua un pit stop veloce, passando Heidfeld, ed è quinto, con la BMW-Sauber di Kubica (con gomme morbide) davanti (a tre decimi a dieci giri dalla fine). Ma lì, purtroppo (per i ferraristi), resterà. Non succede nulla d’altro sino al traguardo: si segnala solo il ritiro di Liuzzi a quattro giri dal termine.

L’ordine d’arrivo: Räikkönen davanti ad Alonso ed Hamilton. Quarto Kubica davanti a Massa. Sesto Heidfeld davanti alle Renault (doppiate) di Kovalainen e Fisichella. Si segnala il sorriso (forse imbarazzato?) di Kimi sul podio!

La classifica piloti si “accorcia”, con Hamilton che perde due (soli) punti da Alonso: 70 a 58. Räikkönen supera Massa in classifica: 52 a 51. Heidfeld ha 33 punti, 11 in più di Kubica.
Pareggio tra i costruttori oggi tra McLaren e Ferrari: 14 pari. Invariato quindi il distacco: 128 a 103 per il team di Woking. La BMW-Sauber sempre terza forza con 56 punti.
Altri fatti di gara (e non) di questa settimana:

  • Mini-telenovela Alonso: ha smentito recentemente le voci che lo davano partente dalla McLaren a fine stagione. Per lui non è comunque un momento facile, anche se col secondo posto di oggi Fernando ha mostrato di poterne venire fuori.
  • La “Spy story” del momento si arricchisce di nuovi protagonisti: anche Nick Fry, dirigente attualmente in forza alla Honda dopo aver fatto parte della McLaren, ha rivelato di aver incontrato Stepney (cacciato dalla Ferrari) ad inizio giugno all’aeroporto londinese di Heathrow. Ma ha negato che la Honda abbia ricevuto materiale proveniente da Maranello. Probabilmente ne sapremo di più nei prossimi giorni.
  • Coulthard ha firmato per un altro anno con la Red Bull, che probabilmente confermerà per il 2008 anche Webber. Sfumano quindi i trasferimenti dei piloti Toro Rosso verso il “team maggiore” di Mateschitz.
  • Come direbbe Mazzonictus, “per gli amanti delle statistiche”, con il vecchio punteggio (10-6-4-3-2-1), la McLaren avrebbe 100 punti, 18 in più della Ferrari (82). Hamilton sarebbe sempre in testa, con 56 punti, 12 davanti ad Alonso (44). La Ferrari sarebbe più vicina ad Alonso, con Räikkönen un solo punto dietro (43) e Massa a 39 punti. Le polemiche di Montezemolo sul punteggio, in definitiva, sono solo balle.

Prossima gara fra due settimane (il 22 luglio) in Germania.
Ci rileggiamo su queste pagine!

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Magny-Cours: la Ferrari sembra uscire dal letargo!

Pubblicato da marcotheavalanche su Luglio 1, 2007

Sul circuito di Magny-Cours, per il Gran Premio di Francia, la Ferrari esce dal torpore nella quale era sprofondata dopo le recenti vittorie McLaren ed il “fattaccio” legato al nome di Nigel Stepney e, con un weekend condotto praticamente sempre in testa, accorcia il gap che la separa dalla vetta in entrambe le classifiche.

La cronaca degli eventi.

Nelle prove assistiamo ad un fatto che potrebbe incidere pesantemente sull’esito del campionato mondiale: Fernando Alonso, poco dopo l’inizio delle prove, ha un problema al motore (sentiamo distintamente “had an engine problem” detto dall’ingegnere di pista di Hamilton al pilota McLaren: la “versione ufficiale” parlerà però di problemi al cambio), ed è costretto a rientrare anticipatamente ai box. Resterà dieci minuti in macchina, speranzoso in una riparazione, ma alla fine si dovrà arrendere.
La pole, questa volta, va a Felipe Massa, col tempo di 1′15″034, che precede Lewis Hamilton di soli sette centesimi, e Kimi Räikkönen con l’altra Ferrari (1′15″257). Quarto il redivivo (dopo l’incidentone di Montréal) Robert Kubica, con la BMW-Sauber (1′15″493), e quinto Fisichella (1′15″674) con la Renault, che precede il compagno di squadra Kovalainen di 152/1000.
Settimo Heidfeld con l’altra BMW (1′15″900), ottavo Trulli (Toyota, a 35/1000 da Heidfeld), nono Rosberg (Williams, 1′16″328) e decimo Alonso.
Eliminate in Q2 la Toyota di Ralf Schumacher, le due Honda, la Red Bull di Webber, e Speed su Toro Rosso (15°). Coulthard, con l’altra Red Bull, ha una rottura del cambio, alla quale assistiamo in diretta, a 9′20″ dalla fine delle prove.
Eliminate in Q1 la Toro Rosso di Liuzzi (diciassettesimo), la Williams di Wurz (18°), le Super Aguri e le Spyker, con Sato-san ultimo per causa della penalità che deve scontare per i fatti di Indianapolis.

In gara, le Ferrari azzeccano la partenza, con Kimi Räikkönen che passa Hamilton (partito lento, stavolta) e Massa che conserva la testa del gruppo. Davidson tampona Liuzzi, il quale gli restituisce subito la “cortesia”. Ritiro per i due. Alonso recupera posizioni, avvantaggiandosi di un contatto tra Kovalainen e Trulli (ritiro per lui, autore reo confesso del tamponamento), contatto che Fernando riesce a schivare all’ultimo momento. Il campione del mondo è settimo dopo il primo giro, e ingaggia una lotta nelle ultime curve di ogni giro con Heidfeld. Le Rosse fanno da “lepri”, con Massa davanti a Räikkönen, ed Hamilton a poco più di 2 secondi e mezzo da Kimi dopo 14 tornate. Kubica “naviga di conserva” in quarta posizione, davanti a Fisichella. Hamilton fa il suo primo pit stop un giro prima di Alonso (che usa le gomme dure, dopo aver usato le morbide nello “stint” iniziale): siamo al quindicesimo passaggio. Massa si ferma ai box al 19º giro, mentre Räikkönen fa la sua sosta al ventiduesimo passaggio. Alonso sorpassa Fisichella all’interno del tornantino Adelaide al 23º giro, dopo un infruttuoso tentativo il giro precedente. E si ritrova poco dopo negli scarichi di Heidfeld. E, forse dopo aver sentito la “perla” di Stella Bruno (“gli esami sono a posto, non c’è nessuna vertebra”), il tedesco giustamente si arrabbia, e decide di tenersi ancora dietro il campione del mondo.
Albers ci lascia al ventinovesimo giro. L’olandese si è portato dietro… il bocchettone della benzina! Ha pure travolto anche un paio di meccanici, giusto per fare “buon peso”.
Al trentatreesimo giro Alonso capisce che per passare Heidfeld deve metterci del suo, e malignamente lo “accompagna” all’esterno della chicane Imola. E’ un bel sorpasso, che porta il pilota asturiano in quinta posizione, ma deve ancora rifornire. Le Ferrari sono però in mezzo al traffico. Il gap da Hamilton, a metà gara, è di circa 6 secondi e mezzo. Al 37º giro il pilota inglese entra ai box, e dopo esserne uscito, ingaggia un bel duello con Robert Kubica: il polacco (causa forse la diversità di gomme) ha la peggio contro il pilota McLaren, ma ci regala delle belle emozioni.
Alonso fa pure un’escursione al 39º passaggio, e a questo punto della gara, dopo aver anticipato la sua ultima sosta, è nono. Massa effettua la sua ultima sosta, quattro giri dopo. Ma Räikkönen fa l’ultimo pit stop più corto, e sopravanza Massa di un secondo e mezzo. A 20 giri dalla fine, Kimi precede Felipe di un secondo, ed Hamilton (con ancora una sosta da fare, la effettuerà il giro successivo) è terzo.
Segnaliamo ancora giusto il “doppio taglio” di chicane di Kovalainen e Wurz a 17 giri dalla fine e i tentativi di sorpasso di Alonso ai danni di Fisichella, fatti senza curarsi delle bandiere gialle a causa del ritiro di Speed (possibile fonte di penalità, se avessero avuto successo): il resto del GP sprofonda nella noia più totale.

L’ordine d’arrivo: Räikkönen davanti a Massa (prima doppietta Ferrari del 2007), terzo Hamilton. Quarto Kubica davanti all’altra BMW-Sauber di Heidfeld. Poi Fisichella, Alonso e Button (primo punto stagionale Honda) a chiudere i punti.
Nel campionato piloti, Hamilton guadagna ancora 4 punti su Alonso, (64 a 50) mentre ne perde dai ferraristi: ora Massa ha 47 punti, cinque in più di Räikkönen. Heidfeld quinto con 30 punti.
Nei costruttori, la Ferrari rosicchia punti alla McLaren, ma la strada è ancora tutta in salita, per le vetture di Maranello: 114 a 89. La BMW-Sauber è terza con 48 punti.
Altre notizie (di gara e non) di queste due settimane:

  • “Paura e delirio a Maranello”: Nigel Stepney, ex capo meccanico della Rossa, è stato messo sotto inchiesta proprio dalla Ferrari, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Modena, accusando Stepney di aver sabotato le Rosse prima del GP di Monaco. Cosa dovranno fare a Räikkönen, che si è “auto-sabotato” danneggiando una sospensione nelle prove di quella gara?
  • “Altri deliri di un povero vecchio”: la FIA ha recentemente proposto che dal Mondiale 2011 si debba usare un motore turbodiesel da 2.2 litri, ed in generale ha cercato di instillare nei costruttori delle monoposto il fatto che la F1 debba essere più “road relevant”, più significativa per le auto di tutti i giorni. In sintesi, i costruttori si sono fatti grasse risate alle spalle di Mosley. La proposta è stata accantonata. Che c’è di nuovo?
  • “A volte ritornano”: un certo Juan Pablo Montoya ha vinto la sua prima gara in NASCAR, vincendo sul circuito cittadino di Sonoma, in California. Partendo dalla trentaduesima posizione. Prima vittoria di un non americano dal ‘74. Senza commento.
  • “Oh, no, rosica pure lui!”: anche Nelsinho Piquet, figlio del tre volte campione del mondo Nelson, ha espresso il suo “libero parere” su Lewis Hamilton. In una intervista telefonica (in portoghese) al media brasiliano “O Globo”, Piquet Junior ha detto che se Lewis avesse una Renault, farebbe né più né meno di Heikki Kovalainen. Da lui non ce l’aspettavamo, in quanto suo padre fu un maestro nello scegliersi sempre la macchina migliore sulla quale correre e vincere i suoi tre titoli iridati. Probabilmente sta ancora soffrendo il fatto di aver perso il titolo della GP2 l’anno scorso (e di 12 punti) proprio contro Lewis Hamilton.
  • La “chicca” iniziale: lo sciopero dei giornalisti del servizio pubblico ci regala un inizio di collegamento (h. 13.45 circa) delle qualifiche del sabato sulle note di “Vacanze romane” dei Mattia Bazar. Poi, fortunatamente, i motori hanno avuto la meglio! Qualcuno, sabato, ha sentito la mancanza di Mazzoni & Capelli?!?

Prossima gara fra soli sette giorni a Silverstone.
A rileggerci su queste pagine!

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