Sul circuito del Nürbürgring (che quest’anno ospita il G.P. d’Europa) abbiamo visto, in qualifica, l’ennesimo duello tra McLaren e Ferrari, nell’attesa che il 26, il “giorno del giudizio”, la FIA dica la sua sulla “spy story” che ha tenuto il mondo della F.1 sotto scacco finora.
Ma un altro evento, potenzialmente in grado di cambiare il Mondiale, avviene a 5′13″ dalla fine delle prove: parliamo del gran botto di Hamilton: il pilota McLaren è in pieno, quando all’ingresso della “S” Schumacher, si rompe la sospensione anteriore destra, il pneumatico cede e l’inglese finisce dritto contro le gomme di protezione. I soccorsi tardano ad arrivare.
Lewis esce da solo dall’abitacolo, ma non sembra in buone condizioni. Dopo l’arrivo dei medici, il pilota si sdraia per terra. Sessione di prova interrotta (bandiera rossa). Il pilota, steso sulla barella, saluta con la mano per segnalare che sta bene. Le prove riprendono dopo circa mezz’ora. Ron Dennis annuncia che Hamilton non ha nulla di rotto, e che potrebbe anche correre l’indomani.
La versione ufficiale parla di un cattivo fissaggio della ruota anteriore destra, che muovendosi avrebbe danneggiato pneumatico e sospensione. Chissà!
Ma torniamo alla cronaca. Pole di Räikkönen su Ferrari, col tempo di 1″31′450, 291/1000 davanti alla McLaren di Alonso (che ha fatto un brutto errore nel suo giro migliore) e all’altra Ferrari di Massa (1′31″778). Poi le BMW-Sauber di Heidfeld (venerdì diventato papà per la seconda volta, 1′31″840) e Kubica (1′32″123). Sesto Webber su Red Bull (1′32″476), solo 2/1000 davanti alla Renault di Kovalainen. Ottavo Trulli (1′32″501), davanti all’altra Toyota di Ralf Schumacher (1′32″570). Ed infine, decimo, Hamilton.
Fuori in Q2 Rosberg e Wurz con le Williams, Fisichella con la Renault, Barrichello (Honda) e le due Super Aguri di Davidson e Sato.
Eliminati in Q1 la Honda di Button, le Toro Rosso di Speed e Liuzzi, la Red Bull di Coulthard e le due Spyker di Sutil e Winkelhock (ottimo ultimo, l’esordiente: ha preso un secondo e 4 decimi dal compagno di squadra!).
La prima notizia della gara: Hamilton c’è. A differenza infatti di Kubica, che riportò, dal suo terribile incidente di Montréal, un problema a una caviglia, Lewis non ha nessun danno fisico, e si schiera al 10º posto: anche la sua vettura è stata riparata: nel caso non fosse stato così, l’inglese avrebbe dovuto partire dalla pit lane.
Si prevede pioggia giusto pochissimi minuti dopo la partenza.
Allo start Massa passa Alonso, mentre Räikkönen conserva la testa. Hamilton guadagna quattro posizioni e, dopo che le BMW si sono tamponate (Heidfeld tampona Kubica) è addirittura quarto, ma accade un putiferio: piove a dirotto, un vero e proprio monsone: tutti ai box dopo il primo giro. Rosberg tampona Barrichello. Kimi sta imboccando la corsia box, ma ne esce (ha perso il controllo facendo un “dritto”, un brutto errore, e decisamente nel posto sbagliato), e Massa effettua il pit stop al posto del finlandese, che è così costretto a fare un giro in più sotto l’acqua con le gomme da asciutto.
Button, Rosberg, Sutil, Speed, Liuzzi ed Hamilton si “ammonticchiano” nella via di fuga della prima curva (Liuzzi tampona pure il trattore che sta recuperando Hamilton!). L’inglese, unico fra questi piloti a tenere il motore acceso, viene rimesso in pista, e si trova all’ultimo posto dopo la (necessaria) interruzione della corsa.
Ma chi è primo? Toh, Winkelhock! Il tedesco è entrato ai box dopo il giro di ricognizione, ed ha messo le gomme da bagnato. Massa è secondo, approfittando del “favore” fattogli da Räikkönen (al momento settimo).
Quando il tempo migliora, smette di piovere ed esce il sole, si riparte.
Tutti dietro la safety car, con Hamilton ultimo e doppiato da Winkelhock (!). Hamilton si sdoppia, avvantaggiato dalla nuova regola che permette queste manovre. E rientra ai box, montando le gomme da asciutto.
Quando la safety car esce di scena, Massa passa Winkelhock e tiene dietro Alonso. Hamilton si pente della scelta delle gomme da asciutto, facendo un’escursione.
All’undicesimo giro, Massa è primo davanti ad Alonso, con le Red Bull di Webber e Coulthard dietro. Rientra Räikkönen e mette gomme da asciutto. Hamilton fa il giro più veloce fino a quel momento, e questo sembra convalidare la scelta del finlandese.
Quando si placa la bagarre (14º giro), Massa è ancora in testa davanti ad Alonso ed a Räikkönen. Finisce il sogno di Winkelhock (come pure il suo motore Ferrari) in questo giro. Hamilton si trova al 17° (e sempre ultimo) posto.
Ora la gara è asciutta. Räikkönen accorcia ferocemente il gap che lo separa da Alonso. Al 18º giro Kovalainen passa Wurz ed è quinto. Webber è quarto. Ralf Schumacher viene “abbattuto” nel giro successivo da Heidfeld. I due verranno messi sotto indagine dalla FIA, indagine che si concluderà poi con un nulla di fatto: “normale incidente di gara”.
Sato fa fuori la sua Super Aguri al ventesimo giro.
Massa guadagna su Alonso e Räikkönen (a metà gara, il gap fra Fernando e Kimi è di un secondo e 6 decimi).
Al 33º giro, Hamilton tenta il sorpasso ai danni di Fisichella: il romano resiste per quasi un giro, e viene superato solo prima dell’ultima chicane. Il giro successivo Räikkönen ha dei vistosi problemi al cambio, e si ritira. Altro ritiro “pesante” per lui, in ottica mondiale. La versione ufficiale di un “Pinocchio” Colajanni più giù del solito è quella di un problema idraulico. Baldisserri, a fine gara, dirà che si è trattato di “un problema grosso”. Ci piacerebbe saperne qualcosa di più, ma pazienza.
37º giro: Hamilton passa Trulli; cinque giri dopo passa anche Barrichello: l’inglese è decimo.
Nel frattempo il gap tra Massa e Alonso si accorcia, ma a 17 giri dalla fine ci sono più di 6 secondi.
A quindici giri dalla fine vengono mostrate le bandiere blu ad Hamilton che si fa doppiare da Massa. Il giro successivo c’è ancora un imprevisto: Fisichella perde un pezzo (un cestello della ruota) che il brasiliano della Ferrari schiva di poco (e che Hamilton prende il giro successivo).
Ma ancora la pioggia incombe sulla gara, quando mancano pochi giri alla fine. Kovalainen mette le intermedie, sacrificando il suo quinto posto. Fisichella lo passa, due giri dopo.
“Danze della pioggia” sugli spalti. E piove. A 7 giri dal termine.
Massa rientra. Intermedie per lui. Alonso lo segue da vicino. Anch’egli ha le intermedie, e adegua l’alettone anteriore alle condizioni da bagnato. Sarà un fatto decisivo.
Ed è lotta. Tra Massa e il campione del mondo. E’ un vero e proprio “dogfight“, con tanto di ruotata, che vede alla fine prevalere Alonso. Chapeau alla guida del campione del mondo.
L’ordine d’arrivo: Alonso (che si poteva risparmiare di mostrare i danni della sua McLaren alla telecamera) davanti a Massa. I due si insultano (in italiano!) poco prima della cerimonia del podio! Sul podio anche la Red Bull di Webber. Quarto Wurz (Williams) davanti all’altra Red Bull di Coulthard. Sesto Heidfeld davanti al compagno di scuderia Kubica.Ottavo ed ultimo a punti Kovalainen (Renault). Giusto davanti ad Hamilton, nono. E così Schumacher si trova a premiare Ron Dennis!
La classifica piloti si accorcia ancora, con Hamilton fermo a 70 punti e Alonso che gli si porta a 68, a sole due lunghezze. Massa ha 59 punti, con sette punti di vantaggio su Räikkönen, fermo a 52.
Nel mondiale costruttori altri 2 punti di vantaggio della McLaren sulla Ferrari: 138 a 111. 61 punti quelli della BMW-Sauber, terza scuderia in classifica.
Altre notizie di questo weekend di gara:
- Esordio al volante di una Spyker per Markus Winkelhock, che sostituisce Albers, appiedato per mancanza di fondi. Il tedesco è figlio d’arte, essendo figlio di Manfred Winkelhock, pilota di F.1 dall’82 (in quell’anno i suoi soli 2 punti) all’85. Più che dal padre, Markus sembra “aver preso” dallo zio, Joachim, che inanellò la poco invidiabile striscia di 7 mancate qualifiche consecutive con la AGS nel 1989, per poi sparire dal Circus. In gara poi si è rifatto, almeno finché il suo motore Ferrari non lo ha tradito. Per il tedesco, 750000 € spesi bene.
- La Honda conferma il suo autolesionismo: i piloti
bolliti Button e Barrichello sono stati confermati per il 2008. Congratulazioni ai due, sono riusciti ad abbindolare i giapponesi. Inoltre, la Honda sta meditando di vendere la Super Aguri. Considerando che la scuderia di Audetto sta facendo meglio della casa madre, c’è da supporre che il tracollo nipponico continui ancora per molto.