RigheDiCorsa

Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Maggio 2009

GP Monaco 2009: Button sulle tracce di Schumi!

Pubblicato da marcotheavalanche su Maggio 24, 2009

Abbiamo già trattato le qualifiche di Monaco qui.

Sulla griglia, si segnala l’arretramento di Hamilton in fondo allo schieramento, per la sostituzione della trasmissione.
Glock parte invece dalla pitlane. Solo Ferrari e McLaren hanno il KERS, su una pista che comunque non si concilia a tale dispositivo, viste le basse velocità.
Il gommista ha portato, vista la natura del circuito, gomme “vicine” fra loro: supermorbide e morbide.
Si segnala un’uscita di fumo dal retrotreno della Williams-Toyota di Rosberg.
Le Ferrari di Kimi Räikkönen e Felipe Massa partono con le dure. Inspiegabilmente per Kimi, visto che è più leggero di Button.

Allo start, Barrichello scavalca Kimi, mentre Massa si porta dietro Vettel.
Le BrawnGP fanno l’andatura, mentre Räikkönen sembra un po’ fare da “tappo”. Kubica passa Trulli in fondo al tunnel, e l’abruzzese viene pure passato da Hamilton.
Räikkönen recupera leggermente. Le BrawnGP hanno un vantaggio di circa 2 decimi a giro. Nonostante le gomme diverse. In genere le morbide danno un vantaggio di circa 3 decimi nei confronti delle dure, qui. Quindi, in teoria Räikkönen, se non perde troppo tempo ai box, potrebbe avere un vantaggio.
Al quinto giro Massa tenta di passare Vettel in fondo al tunnel. Räikkönen fa, il passaggio successivo, il giro più veloce.
Nello stesso giro, Massa allunga la frenata nello stesso punto, taglia la chicane, restituisce la posizione a Vettel, e Rosberg sorprende Felipe “accodandosi” a Vettel e passando il ferrarista.
Button strappa a Kimi il giro più veloce, e cerca di allungare. Il tappo è ora Vettel: dietro di lui (che gira 2″5 più lento dei primi) s’è formato subito un “trenino”. Al nono giro il distacco di Vettel dai primi è già di 17 secondi!
Visto il crollo dei tempi di Vettel, in BrawnGP cercano di correre ai ripari, dicendo a Barrichello di risparmiare le gomme. Nel frattempo, con una bella manovra, Rosberg, Massa ed Hamilton passano Vettel, il quale decide di andare ai box, e subito dopo c’è un contatto tra Buemi e Piquetinho, che accompagna il brasiliano in fondo alla S.te Devote. Ritiro per entrambi. Anche Hamilton va ai box, per mettere le dure. Vuoi vedere che in Ferrari hanno azzeccato la strategia?
Lo convalida il fatto che Räikkönen, al 13° giro, ha ormai recuperato interamente il gap che lo separa da Rubens. Rosberg sta invece avvicinandosi a Räikkönen. Button ringrazia e continua in testa. A Massa viene segnalato che la Brawn sta lottando con le gomme morbide, e quindi gli viene consigliato di spingere.
Räikkönen va ai box al 15° giro, per continuare con le gomme dure. Rientra al 7° posto. Rosberg fa il giro più veloce nello stesso passaggio, mentre Vettel rompe la sospensione posteriore sinistra, perdendo il controllo alla Sainte Devote il giro successivo. Barrichello si catapulta ai box per mettere le dure, e cercare di recuperare. Pure Button anticipa la sosta, e si ferma. Rosberg passa in testa, con Kimi Räikkönen che tallona Jenson Button. Un giro solo in testa, e poi anche Nico va ai box. Rientra ottavo.
Massa va ai box al 20° passaggio, e rientra ai box davanti a Rosberg: ha quindi recuperato la posizione. Kovalainen va ai box, e rientra dietro Rosberg. Webber, secondo fino a quel momento, effettua la sua sosta al 22° giro. Rientra in pista dietro Massa.
Alonso è l’unico dei piloti a punti che deve ancora fermarsi. Räikkönen, nel frattempo, perde terreno da Barrichello, che è anche più veloce di Button al 25° giro. Alonso gira sui tempi di Räikkönen, ad ogni modo. Il sonno comincia a farsi strada. Le BrawnGP guidano senza troppi sforzi la corsa. Räikkönen segue, davanti ad Alonso e Massa. Alonso rifornisce al 28° giro, e rientra in gara al nono posto.
Kubica ha dei problemi (freni), e si ritira al 30° giro. Räikkönen e Massa cominciano a recuperare terreno a partire dal 31° giro, quando i due si strappano il giro più veloce. Le posizioni, però, non cambiano.
Al 37° giro, Button doppia Hamilton. Eh, sì: per Lewis la musica è proprio cambiata. La battaglia fra Button e le Ferrari prosegue. Massa arriva pericolosamente a tagliare le chicane con quasi tutte e 4 le ruote, e viene, sostanzialmente “ammonito” dal team.
Al 43° giro Webber ottiene il giro più veloce. L’australiano ha quasi recuperato un secondo a Massa. Nello stesso passaggio Heidfeld effettua la sua (unica) sosta.
A 30 giri dalla fine devono ancora fermarsi Fisichella, Bourdais e le due Toyota. Button spara il giro più veloce. Räikkönen si trova a 2 secondi da Barrichello. Rubens mette ancora le dure al 50° passaggio, e anche Trulli va ai box. Potrebbe essere un vantaggio per le Ferrari. Button effettua la sua seconda sosta il giro dopo, lasciando passare Räikkönen.
Kovalainen fa lo stesso incidente di Massa in qualifica, ma è molto più veloce. Si schianta alla seconda delle piscine, e si ritira. Räikkönen va ai box per mettere le morbide. Probabilmente sperava in una safety car. Mossa un po’ azzardata.
Massa mette le morbide a 22 giri dalla fine. Anche Webber fa la sua seconda sosta nella stessa tornata. Rientra quarto, davanti a Rosberg, che si piazza davanti a Webber.
Al 56° giro Bourdais taglia vistosamente la chicane dopo il tunnel. A 19 giri dalla fine anche Glock si decide a fare la sua sosta.
Le Ferrari conservano abbastanza agevolmente la terza e quarta posizione, Rosberg sembra avere anche lui dei problemi con le gomme. Il gap tra Nico e Massa è di circa un secondo e mezzo, ad ogni modo, a 15 giri dalla fine.
Rosberg effettua la sua sosta a 13 giri dalla fine, mette le morbide e rientra in settima posizione. Altro taglio di chicane per Bourdais. Trulli e Alonso rientrano il giro successivo. Fernando deve scartare per lasciar passare Sutil (!) nel rientro.
A solo 10 giri dalla fine, finalmente ci si accorge di Fisichella, che è nono a solo un secondo dalla zona punti. Per la Force India sarebbe una vittoria.
Webber, che dopo il pit stop di Rosberg, è diventato quinto, si porta a meno di due secondi da Massa (giro più veloce per lui).
La regìa si riduce ad indugiare sul duello per la dodicesima posizione fra Heidfeld ed Hamilton. Sonno profondo. Sino all’ultimo giro, in cui Nakajima sbatte. Ma null’altro da segnalare fino alla bandiera a scacchi.

L’ordine d’arrivo: Button vince davanti a Barrichello: terza doppietta della BrawnGP! Terzo Räikkönen davanti a Massa. Quinto Webber e poi Rosberg, Alonso e Bourdais a chiudere il novero dei piloti a punti.

Mondiale Piloti: Button saldamente in testa, con 51 punti. Barrichello secondo con 35. Terzo Vettel con 23, quarto Webber con 19,5.

Classifica Costruttori: BrawnGP leader assoluta, con 86 punti. Red Bull-Renault seconda con 42,5. Toyota terza con 26,5. La Ferrari raggiunge il quarto posto, con 17 punti.

Prossima gara il 7 giugno, fra due settimane, in Turchia.
A rileggerci su queste pagine!

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Qualifiche GP Monaco 2009: Button centra la quarta pole!

Pubblicato da marcotheavalanche su Maggio 23, 2009

Qualifiche di Monaco caratterizzate dagli errori. Il circuito di Monaco è infido e traditore, nonostante sia anacronistico.
Pronti, via, e Massa blocca le ruote posteriori alla chicane delle Piscine, e bacia il guard rail con il musetto. Pezzi di carbonio che volano, cambio di alettone anteriore per Felipe, e poi può ripartire. Barrichello ha più fortuna: sfiora il guard rail alla Rascasse, ma questo non compromette minimamente il suo (bel) giro.
Hamilton è meno fortunato: a 8′07″ dalla fine della Q1 sbatte dopo aver perso il controllo della sua McLaren alla discesa del Mirabeau. Rompe la sospensione posteriore sinistra, e resta in pista. Bandiera rossa, e qualifiche sospese. Stava pure facendo il miglior tempo, fino a quel momento. Sarà sedicesimo, e primo degli eliminati, alla fine della prima sessione.
I piloti fuori in Q1 sono, oltre ad Hamilton, tutte “vittime eccellenti”: Heidfeld e Kubica con le due BMW-Sauber, e le due Toyota di Trulli e Glock.
Anche Piquetinho, in Q2, tocca un guard-rail e poi si intraversa alla Anthony Noghes. Resta fermo un po’, ma riesce a ripartire.
Gli eliminati in Q2: le Toro Rosso di Buemi (11°) e Bourdais (14°), Piquetinho con la Renault (12°), e le due Force India di Fisichella (13°) e Sutil (15°).
Battaglia più serrata in Q3, con Button che strappa a Kimi Räikkönen (Toh! Sarà perché il rinnovo del contratto si avvicina…) la pole position (1′14″902, 25/1000 meno di Kimi). Quarta pole per l’inglese. Terza l’altra BrawnGP di Barrichello (1′15″077).
Quarto Sebastian Vettel, con la sua Red Bull-Renault (1′15″271), che precede l’altra Ferrari di Felipe Massa (1′15″437). Sesto Nico Rosberg, buonissimo nelle libere (1′15″455) con la sua Williams-Toyota. Nico precede di 61/1000 la McLaren di Heikki Kovalainen.
Ottavo troviamo l’altra Red Bull-Renault di Mark Webber con 1′15″653, davanti alla Renault di Fernando Alonso (1′16″009) e a Kazuki Nakajima con l’altra Williams-Toyota (1′17″344).

I pesi.

Da inizio stagione la FIA rende pubblici i pesi delle monoposto, carburante incluso, dopo le qualifiche. Eccoli ordinati per posizione sulla griglia:

Pilota    Peso
1.  Button    647.5
2.  Räikkönen    644.0
3.  Barrichello    648.0
4.  Vettel    631.5
5.  Massa    643.5
6.  Rosberg    642.0
7.  Kovalainen    644.0
8.  Webber     646.5
9.  Alonso    654.0
10. Nakajima    668.0
11. Buemi    670.0*
12. Piquet    673.1*
13. Fisichella    693.0*
14. Bourdais    699.5*
15. Sutil    670.0*
16. Hamilton    645.5*
17. Heidfeld    680.0*
18. Kubica    696.0*
19. Trulli    688.3*
20. Glock    700.8*

* Per i posti dall’undicesimo in giù, il peso è soltanto “dichiarato”.

L’”autobotte” di oggi va a Timo Glock, con ben 700,8 Kg! Giustamente, partendo ultimo, cercherà di fare una sosta in meno degli altri. Con magari una safety car, potrebbe rivelarsi una buona idea.
Hamilton, con i suoi 645.5 Kg, penserà invece a recuperare posti in partenza. Occhio quindi allo scatto, assistito dal KERS, di Lewis allo start.
Il più leggero, e quindi cercherà anche lui di scappare al via, è senza dubbio Sebastian Vettel, coi suoi 631.5 Kg. Si segnala infine come ancora una volta Kimi Räikkönen parta più pesante (anche se di poco) di Felipe Massa: 644 Kg contro 643.5.

A domani con la cronaca della gara!
Ci si rilegge su queste pagine!

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Corto circuito: vita da una tribuna sul GP di Monaco.

Pubblicato da marcotheavalanche su Maggio 22, 2009

Drapeau rouge

Stavolta la storia inizia dalla stazione FS di Ventimiglia, dove il vostro umile affezionatissimo è di partenza, destinazione Monaco – Montecarlo.
La mia attenzione è colta da un gruppo di persone che sta salendo sul treno. Cappellini col Cavallino d’ordinanza, telefonino sempre incollato all’orecchio. Capto delle battute: “Ventimiglia è bellissima: è piena di monti!” Il mio orgoglio di ligure non può far a meno di pensare: “Eh, vedi: a che serve avere Villa Hanbury, quando ti basta aver due monti…”. Soffoco la risata impellente, e vado oltre il mare con lo sguardo.
Poco dopo la partenza, lo stesso gruppo di persone, che nel frattempo ha occupato il divanetto a semicerchio che occupa un terzo del vagone delle ferrovie francesi (a proposito, idea geniale!) continua a parlare delle “bellezze della costiera ligure”. Uhm. Tutto chiaro.
Alla prima stazione dopo Ventimiglia, Menton-Garavan, sale una piccola famigliola francese, con bimbo con maglietta “Ferarri” (sic!), e poi un paio di altre persone. Cominciano a parlare in italiano, si complimentano per la loro “genialata”: sono saliti a Ventimiglia, hanno incrociato le dita, sono scesi a Menton-Garavan solo per timbrare il biglietto, e sono risaliti. In questo modo hanno risparmiato qualche euro. Il mio biglietto Albenga-Monaco mi guarda sconsolato. Tiran fuori una frittata di cipolle, ed un giornale. Indovinate qual è.
Bravi, “Il Secolo XIX”. Liguri a pieno titolo. Anche loro vanno al GP, e direi che a questo punto si saranno presi i posti migliori sulla cima del Rocher. A 40 Euro, invece dei 70 del weekend di gara.
Il sottoscritto, per una volta, ha deciso di fare una follia (nel senso ligure del termine!) e godersi la vista delle libere dalla tribuna V. Dove? Tra la Rascasse e la Noghez, per intenderci le ultime due curve del circuito di Montecarlo.
Quando il treno arriva, faccio tutta la strada di corsa (sbagliando anche una volta accesso, colpa mia che cercavo di fare la strada a memoria!). Quando prendo posto la tribuna è già super affollata. Mi ritaglio un angolino niente male, e tiro fuori la reflex meccanica (sì, quella di questo articolo) con relativo “cannone”: obiettivo 70-300. E via con gli scatti, dall’uscita della Rascasse fino all’imbocco della Anthony Noghez.
Fotografando in queste condizioni, ti rendi anche conto di quanto sia difficile la vita di quei professionisti, che sono capaci di beccare il particolare più recondito di una monoposto. Un rullino da 36 pose finisce in pochi minuti. Devo proprio fare la follia di comprarmi la reflex digitale. Vicino a me c’è un altro fotografo, con una digitale con teleobiettivo da paura. Sguardo d’intesa, stessa marca. Dopo un po’ capisco che guarda l’obiettivo della mia reflex con rispetto, ma un po’ come si guardano i signori anziani. Eh, lo so. 35 anni di fotografia nelle mani, hanno un certo peso.
Infatti lui può permettersi di imbracciare la macchina con una sola mano, mentre a me il peso del “cannone” si fa sentire (anche poi il fatto che sono io che devo mettere a fuoco l’immagine, e non un processore che fa tutto “in automatico”). Ma il rumore (vero, eh!) dell’otturatore che scatta è una sensazione che non ha prezzo, per me.
Ad un certo punto, Sebastian Vettel, forse per tutte le volte che l’ho chiamato, da queste pagine, “Vettellino”, decide di affumicarmi, e con me tutta Monaco, rompendo il motore. La fumata è veramente acre, e la gola diventa roca come dopo un’intera partita della Nazionale passata ad urlare.
Cambio macchina fotografica, e passo alla “digitalina compattina che fa fotine piccine picciò”, come me l’hanno definita in passato. E qui mi rendo conto che, pure con lo scatto a ripetizione, il rischio di fotografare “n” volte l’asfalto è veramente in agguato. E poi, mentre uno pensa a cancellare le foto fatte male, ti passano un 300 vetture sotto il naso, alla solita velocità pazzesca. Credo che i professionisti abbiano schede da sì e no un terabyte, giusto per lasciare il momento del “togliamo le schifezze” a dopo l’evento. E fanno bene!
Devo ammettere che, dalla mia posizione, a sì e no 5 metri dalla pista, i “cavalieri del rischio” si vedono davvero bene. In alcuni casi mollo la digitale, per vederli semplicemente passare. Ad un certo punto c’è una “toccata” tra due piloti. Dallo schermo gigante viene sparata la scritta, in tre lingue: francese, inglese, italiano. Peccato che l’indicazione della curva sia la scritta “un casino”: un italiano pensa subito a cose gravi! La scritta in Italiano, invece, recita: “a toccato e riparte”. Ma i verbi sono optional, forse anche a Monaco…
Finisce la prima sessione di prove libere, e tutti rientrano ai box, ma non prima di fare delle prove di partenza. Anche qui, lo spettacolo nello spettacolo: alcuni piloti (Hamilton, ad esempio) scaldano le gomme innescando un piccolo “pendolo” all’uscita della Rascasse. Immagino il “pelo” che ci voglia per fare una cosa del genere.
Un po’ di pausa, e poi inizieranno le libere della GP2. Guardo i commissari (sì, gli efficientissimi commissari di Monaco: quelli capaci di farti sparire una macchina incidentata in 20 secondi, e senza rubartela!) che azzannano un pezzo di baguette ripieno di… qualcosa! Dei medici di corsa che entrano in pitlane portando una baguette in mano (eh, sì, è difficile portare a casa la pagnotta, in F.1!). Documento la cosa, per tramandarla ai posteri.
Mi guardo intorno: nella mia tribuna ci sono un po’ tutte le genti che son sotto il cielo. Il fotografo di prima è francese, c’è un altro fotografo, con bretelle e aspetto imponente, che è belga. Verso l’inizio della sessione di GP2 arriva anche un gruppetto di russi (e qui credo che Petrov ne sappia qualcosa). Uno dei russi, ad ogni modo, sfoggia una maglietta che inneggia a Schumacher campione del mondo, con il numero 3. Al lettore (e agli almanaccari) il compito di individuare la data di produzione della maglietta.
Dopo le libere della GP2 (della quale scrivo solo una nota: finita un minuto prima per colpa di un pilota, credo sia Valerio, che perde il controllo e sbatte nella salita che va da S.te Devote al Casinò, innescando quella che è nota come “fagiolata” in altri sport!) un po’ di pausa (“pausa-panino”, come viene definita dalla speaker italiana, che ha una voce terribilmente simile a quella di Stella Bruno. Brr. Trovo interessante notare che, nella mia tribuna, spariscono quasi tutti, tranne un gruppo di italiani che mangia una focacciata immane, giusto per essere “cazziati” dall’intransigente “monsieur du controle”. Mentre gli invitati girano sul circuito con vetture normali e non, vedo un ragazzino che urla: “una Spyker!”. Esatto! E penso: allora è vero, che la “passionaccia”, come la chiamo io, si contrae da piccoli!
Fotografo un po’ i piloti che rientrano nella pit lane in tuta. L’unico che si gira nella nostra direzione è Vettel. Gli altri, solo in direzione delle tribune delle Piscine. Raikkonen è l’ultimo ad arrivare. E questo è sintomatico che i problemi di Kimi sono anche psicologici. Peccato.
Alla ripresa delle libere, alle 14, la tribuna si riempie di nuovo. Pronti, via, e Kubica fonde sul rettilineo. Ci sono anche due ragazze coreane (ad occhio). Una che sventola, ad ogni passaggio, una bandiera tedesca con su scritto “Adrian”. Giusto quel che ci voleva per ricordarmi che Sutil è tedesco. Però la ammiro: Sutil è ultimo, perennemente ultimo, ma per lei è come se fosse primo con due giri di vantaggio. Vicino a me c’è un signore distinto, con un cronometro, che fuma una sigaretta dopo l’altra. Dopo un po’ scopro che prende i tempi di Hamilton! Immagino la sua gioia quando Hamilton ottiene il miglior tempo, ma poi è lotta con Massa e Nico Rosberg, che alla fine otterrà il miglior tempo di sessione.
Solo alla fine delle libere l’altra coreana tira fuori una bandiera con su scritto “Sebastian”.
Torno a casa dopo la fine delle libere, pensando: “sopravviverà, questa F.1, ad un eventuale ritiro Ferrari? Secondo me, sì. Se ci sono delle coreane che tifano per un pilota tedesco, in questo circo c’è sempre posto per chiunque!

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GP Spagna 2009: la Brawn GP fa quel che vuole!

Pubblicato da marcotheavalanche su Maggio 10, 2009

Le qualifiche di Barcellona sono già state trattate qui.

Anzitutto, il meteo: non piove, ma la temperatura si è abbassata. Piccolissima probabilità di pioggia durante i 66 giri della corsa.

C’è da aspettarsi che Massa “spari” subito il “boost” del KERS in partenza, visto che tra piazzola di partenza e prima curva ci sono circa 700 metri.
Per quanto riguarda il suo compagno di scuderia, nell’interfono nel corso del giro di ricognizione Kimi spiega: “KERS for some reason not working”. Inizia bene…

Allo start, Massa supera Vettel, ma Barrichello ottiene la testa della corsa, una McLaren (Kovalainen) va sull’erba. Button secondo. Incidente spettacolare fra Trulli (che rientrava in pista dopo un’escursione) e Sutil, coinvolti anche le due Toro Rosso di Bourdais e Buemi. Ed è subito safety car.
Brutta la vista della Force India squarciata. Hamilton ultimo. Trulli, dopo essersi toccato con Rosberg, è rientrato in pista, ma è stato centrato da Sutil, con un incidente simile a quello che nel 2001 costò le gambe ad Alex Zanardi. Per fortuna, la velocità e l’angolazione d’impatto sono state diverse.
Buemi, non accorgendosi del tutto, ha travolto il suo compagno di scuderia che invece è riuscito a rallentare. Dal replay si vede che Massa ha usato il KERS praticamente alla staccata. Senza parole.
Quattro giri di safety car, e si riparte. Duello fra Alonso e Webber con sorpasso e controsorpasso. Kovalainen procede lentamente, e si ritira. Da dimenticare il weekend per il pilota McLaren. Hamilton passa Piquetinho ed è tredicesimo.
Le Brawn GP guidano saldamente la gara, con Barrichello che fa il giro più veloce e prova a scappare. Button gli risponde subito. Il gap tra i due è solo di un secondo, con Button che, nel team radio, “chiede strada”. Vettel cerca di mettere pressione a Massa per ottenere il terzo posto. Räikkönen è decimo.
Barrichello risponde alle “pretese” di Button con il giro più veloce. Massa accusa, dopo 11 giri, tre secondi dal pilota che ha sostituito in Ferrari e che guida ora la corsa. Räikkönen mette sotto pressione Heidfeld per il nono posto. Kubica segue a meno di un secondo. Räikkönen non può usare il KERS, proprio quando gli servirebbe. Prova a ripetizione a superarlo, ma senza successo.
Nel frattempo, Rubens comincia a raggranellare qualche centesimo di vantaggio, mentre Button decide di rifornire al 18° giro. Räikkönen    procede lentamente. Il rumore proveniente dal suo motore (mentre viene inseguito di corsa dai commissari!) annuncia il ritiro.
Dopo il pit stop di Barrichello, Massa guida per un giro la corsa. Felipe e Vettel rientrano nello stesso giro, con il ferrarista che, nonostante un piccolo problema al bocchettone, riparte davanti a Vettellino.
Naturalmente, sonno profondo nelle fasi intermedie della corsa. A Barcellona sorpassare è difficilissimo, KERS o non KERS.
Räikkönen, nelle interviste, cerca di salvare il KERS, anche se in realtà sembra avere avuto un problema in fase di accelerazione. MAH!
Le soste si succedono senza intoppi: Piquet, Kubica, e via via gli altri. Button sembra cambiare strategia. Si ipotizza che Barrichello sia su tre soste. Rosberg va ai box al 25° passaggio, lasciando il secondo posto a Button.
Barrichello spinge molto, con Massa che si avvicina lentamente a Button. Il gap tra Felipe e Jenson è di meno di tre secondi al 26° giro, con Vettel che continua a non dare tregua a Massa, standogli sempre a meno di un secondo.
Il fatto che Rubens continui a fare giri più veloci potrebbe indicare davvero che sia su tre soste. Questo avvantaggerebbe molto Button, perché gli darebbe la possibilità di superare ai box il suo compagno di scuderia. E difatti Barrichello va ai box al 30° giro, montando ancora le morbide. Questo conferma la strategia su tre soste di Rubinho. E Button già sogghigna.
Hamilton, dopo il rifornimento (ultimo a rifornire, visto l’”autobotte” della vigilia), si trova al decimo posto, e deve difendersi da Glock, a sua volta in duello con Kubica.
A poco più di metà gara, le posizioni a punti sono: Button, Massa, Vettel, Barrichello, Webber, Alonso, Rosberg ed Heidfeld.
Si nota che la Ferrari di Massa ha perso il copricerchione dell’anteriore sinistra, forse fissato male. Hamilton, nono, accusa un possibile problema con le gomme.
Massa e Vettel di nuovo assieme ai box assieme, a 23 giri dalla fine, e di nuovo fuori nello stesso ordine. Hamilton urla un bel “rear tyres finished” nell’interfono.
Alonso, di rientro ai box, battaglia con Hamilton e lo tiene dietro. La battaglia è per l’ottavo posto, comunque.
Al 46° giro, Button e Barrichello guidano la corsa, con Rubens attardato di 12 secondi circa.
A 16 giri dalla fine, la situazione vede, dopo Button e Barrichello, Webber davanti a Massa e Vettel, frutto di un accumulo di vantaggio nello “stint” con gomme morbide (i due, con le dure, perdevano circa due secondi al giro dalle Brawn con le morbide).
A Massa, seguito come un’ombra da Vettel, viene detto di risparmiare carburante. I dubbi cominciano a serpeggiare: mica servirà un’altra sosta?
Webber si avvicina, nel finale di gara, a Barrichello. Massa deve difendersi sempre da vettel, usando anche il KERS. Dai box viene detto di tener d’occhio i consumi, altrimenti la Rossa rischia di restare a secco a fine gara.
Nel frattempo, Glock pressa Hamilton per la nona posizione.
Vettel passa Massa a 4 giri dalla fine, evidentemente le necessità di andare in fondo sono state più pressanti di arrivare quarti. Adesso, per Massa, c’è da sperare che non finisca la benzina.
Button doppia Hamilton, adesso si capisce chi è nel cuore degli appassionati di F.1 inglesi.
Massa rallenta pericolosamente, gira anche in 1′29″ al penultimo giro. Alonso si avvicina. E passa all’esterno!

L’ordine d’arrivo: Button vince davanti a Barrichello, terzo Webber. Quarto Vettel, quinto Alonso, sesto Massa, settimo Heidfeld e Rosberg a chiudere i punti.

Classifica piloti: Button saldamente in testa, con 41 punti, Barrichello secondo con 27. Vettel terzo con 23. Quarto Webber con 15,5.

Mondiale costruttori con la Brawn GP (che comincia a coprirsi di sponsor) con 68 punti, Red Bull-Renault seconda con 38,5, terza Toyota con 26,5. La Ferrari agguanta la BMW-Sauber al terzultimo posto con 6 punti.

Prossima gara tra due settimane, nel “salotto” di Monaco.
A rileggerci su queste pagine, forse con una sorpresa!

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GP Spagna 2009: la lotta è fra Button e Vettel (almeno in qualifica!)

Pubblicato da marcotheavalanche su Maggio 9, 2009

Sul circuito del Montmelò, sede di gran parte dei test invernali, si capisce chiaramente che la lotta per il Mondiale piloti 2009 verrà disputata principalmente da due che, alla vigilia della prima gara, era duro definire anche solo degli outsiders: Jenson Button e Sebastian Vettel.
Questi due piloti, e i loro compagni di squadra, hanno infatti dato vita ad una sessione di qualifiche tesissima, con Button che è riuscito per solo un paio di secondi ad artigliare la possibilità di effettuare l’ultimo giro, che ha sfruttato al 100%, facendo fermare i cronometri sul tempo di 1′20″527, cogliendo così la pole position.
Secondo troviamo Sebastian Vettel. Il pilota Red Bull-Renault segue l’inglese della Brawn GP a soli 133/1000, e precede di poco più di un decimo l’altra Brawn GP di Rubens Barrichello (1′20″762). Su un tracciato su cui è molto difficile superare, si può intuire come questo risultato possa far ben sperare per la gara.
Spera infatti molto anche il redivivo Felipe Massa, che con 1′20″934 ottiene il quarto tempo, riportando così la Rossa ai piani medio-alti della griglia. Le modifiche provenienti da Maranello (su tutte, il “magico” diffusore “col buco”) sembrano aver portato beneficio. Anche se c’è ancora da dire qualcosa sulla Ferrari, per oggi. Quinto Mark Webber con l’altra Red Bull -Renault (1′21″049).
Le due Toyota di Glock e Trulli, con quest’ultimo reduce dalla pole di Sakhir, non sembrano molto in grado di lottare per il podio: Glock, sesto, non riesce ad andare oltre 1′21″247 e Jarno lo segue a solo sette millesimi.
L’idolo di casa, Fernando Alonso con la sua Renault, ottiene l’ottavo tempo (1′21″392), precedendo la Williams-Toyota di Nico Rosberg (1′22″558) ed un altro redivivo, Robert Kubica con la sua BMW-Sauber (1′22″685). In crisi di risultati, la scuderia tedesca ha rivoluzionato la monoposto, togliendo l’”utilissimo” KERS, e migliorando così distribuzione dei pesi ed aerodinamica. I miglioramenti si intravedono.

Ma anche la Q2 e la Q1 ci hanno riservato delle sorprese. Gli eliminati nella Q2 sono l’altra Williams-Toyota di Kazuki Nakajima, Piquetinho con l’altra Renault, l’altra BMW-Sauber Nick “not-so-quick” Heidfeld, la McLaren di Lewis Hamilton e Sébastien Buemi con la Toro Rosso. Sì, avete letto bene. Il campione del mondo in carica parte quattordicesimo. Ma soprattutto colpisce il fatto che sia stato fatto, come nel caso dell’altro “grande assente”, Kimi Räikkönen, fuori in Q1, un grossolano errore di valutazione: pensando che il tempo fatto registrare dal pilota fosse sufficiente, lo si è tenuto ai box per risparmiare un treno di gomme.
Per la Ferrari, è il secondo errore simile, dopo quello di Sepang (con Massa nella parte della “vittima”). Un treno di gomme non vale 5 posizioni!

I piloti fuori in Q1: oltre a Kimi Räikkönen con l’altra Ferrari, troviamo l’altra Toro Rosso di Sébastien Bourdais, l’altra McLaren di Heikki Kovalainen, e le solite Force India di Sutil e Fisichella, al solito nella “loro posizione”: l’ultima fila.

I pesi.

Da inizio stagione la FIA rende pubblici i pesi delle monoposto, carburante incluso, dopo le qualifiche. Eccoli ordinati per posizione sulla griglia:

Pilota    Peso
1.  Button    646.0
2.  Vettel    651.5
3.  Barrichello    649.5
4.  Massa    655.0
5.  Webber    651.5
6.  Glock    646.5
7.  Trulli    655.5
8.  Alonso    645.0
9.  Rosberg    668.0
10. Kubica    660.0
11. Nakajima    676.6
12. Piquet    677.4
13. Heidfeld    676.3
14. Hamilton    683.0
15. Buemi    678.0
16. Räikkönen    673.0
17. Bourdais    669.0
18. Kovalainen    657.0
19. Sutil    675.0
20. Fisichella    656.0

Per i posti dall’undicesimo in giù, il peso è soltanto “dichiarato”.

Come si nota, Vettel ha un peso di 5,5 superiore di Button. Questo potrebbe garantirgli uno o due giri di carburante in più alla prima sosta.
Alonso (come comprensibile, visto che è davanti al suo pubblico) è il pilota più leggero, con 645 Kg. Hamilton vince l’”autobotte” per oggi: 683 Kg, tutti per una gara d’attacco in rimonta.
Ferrari nella media, con Massa 655 Kg e Räikkönen, che non perde l’abitudine di caricare più benzina del compagno di squadra, 673.

A domani per la cronaca della gara! A rileggerci su queste pagine…

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