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Brevi spunti e riflessioni personali sulla Formula 1, ma non solo!

Archivio per Settembre 2009

Flavio Briatore: altro che vita spericolata!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 28, 2009

Quando, al 14° giro del GP di Singapore 2008, Nelsinho Piquet sbatté contro il muretto alla curva 17 (Raffles Avenue), pochi potevano immaginare le conseguenze che questo gesto avrebbe avuto sul “pinnacle of motorsport”.
In quella gara Briatore e Fernando Alonso ottennero la prima delle loro due vittorie del 2008. Nei commenti alla gara, Fernando disse che non poteva credere di aver vinto una gara, e che la prima safety car (innescata da Piquetinho) lo aveva aiutato molto.
Ma non parliamo del futuro pilota Ferrari, concentriamoci sul “mandante”: Flavio “Briatür”, il Corsaro Verzuolese.
Cerchiamo di capire prima di tutto l’uomo, per poi capire perché è più che plausibile che abbia, come dire, “consigliato” a Nelsinho Piquet (“pilota” sull’orlo di una crisi di nervi, ricordiamolo) di stamparsi a muro per favorire Alonso.

L’uomo.
Flavio Briatore nasce nel ‘50 a Verzuolo, in provincia di Cuneo. I genitori sono insegnanti di scuola elementare. Si diploma come geometra, i voti non sono quel granché. Capisce però subito che la provincia (sarà pure la “provincia granda”) non lo appassiona. E comincia la sua personale scalata al potere.
Lavora: istruttore di sci, gestore di ristoranti. Ne apre uno col suo soprannome, “Tribüla” (“Tribolare” vi dice qualcosa?), ma fallisce per via dei troppi debiti.
Si “ricicla” come piazzista di polizze assicurative a Cuneo, e qui la sua vita e la sua carriera hanno una prima svolta. Conosce Attilio Dutto, un costruttore edile che ha nel frattempo rilevato da un certo Michele Sindona (sì, quello del caffé…) una ditta di vernici. Ne diventa l’assistente.
Il 21 marzo del 1979, Dutto salta per aria appena avvia la sua macchina. Uno dei tanti delitti italiani senza colpevoli. L’omicidio scuote Cuneo per mesi.
Briatore si trasferisce a Milano, dove frequenta gli ambienti legati alla Borsa. Conosce Achille Caproni, industriale aeronautico, che gli affida la sua holding. Con pessimi risultati: Briatore acquista la fabbrica di vernici che fu di Dutto, ma questa fallisce, lasciando sul lastrico gli operai e diversi miliardi di lire di debiti.
Parte della holding di Caproni fu venduta alla società statale Efim. Si ri-ricicla come discografico, e viene visto spesso insieme alla cantante Iva Zanicchi. Entra in un giro di bische clandestine, e viene condannato in primo grado ad un anno e sei mesi di carcere in quanto riconosciuto colpevole di essere il capo del cosiddetto “Gruppo di Milano”, un giro di “spennapolli” che agganciava clienti facoltosi, allo scopo di depredargli le fortune in fretta. Chiedere a Pupo per dettagli. Flavione si sottrae alla giustizia fuggendo nelle Isole Vergini (poverette…), ove ha l’incontro della sua vita: Luciano Benetton. Con l’industriale laniero stabilisce una partnership per la catena distributiva dei suo punti vendita, tenendosi una fetta dei ricavi per sé. Tutti ricordiamo le pubblicità della Benetton, basate sulle foto di Oliviero Toscani, fatte in modo da dividere l’opinione pubblica. La strategia è quella “bene o male, purché se ne parli”. E se ne parla. A fine anni ‘80, Benetton ha circa 800 negozi negli USA. Bria intasca una fetta dei proventi da ogni accordo.
Ma gli affari cominciano a subire i colpi della concorrenza, e Briatore cerca “nuovi stimoli”. In passato la F.1 non gli piaceva, ma Luciano Benetton lo nomina direttore commerciale del suo neonato team di F.1, ottenuto acquistando a inizio 1986 la vecchia Toleman (sì, quel “furgoncino” di Senna a Monaco ‘84). Piloti: Teo Fabi e Gerhard Berger. Il suo primo GP è ad Adelaide nel 1988. Piloti di quella stagione furono Alessandro Nannini (12 punti) e Thierry Boutsen (27, tra l’altro a punti ad Adelaide, con un 5° posto). Il suo amico Luciano fa fuori anche il team manager della ex Toleman, e Briatore si ritrova “capoccia”. Comincia a guardarsi in giro, e assume un certo John Barnard, per dargli il compito di rifare la monoposto 1989. La Benetton (piloti Nannini, Herbert e Pirro) fa gli stessi 39 punti del 1988, e Barnard viene fatto fuori. Briatore ingaggia Tom Walkinshaw.
Il 1990 si apre con l’annuncio di un super pilota: il tre volte campione del mondo Nelson Piquet (ovviamente senior) si accasa presso il team di Flavio, per due stagioni. 59 punti, l’incidente di elicottero di Nannini che lo mette definitvamente fuori gioco come pilota (lo sostituisce Roberto Moreno) sono il breve resoconto di quella stagione.
Il 24 agosto 1991 è una data che Michael Schumacher (e la F.1) non dimenticheranno: all’esordio con una Jordan (sostituisce Gachot), Schumi ottiene il settimo tempo in qualifica a Spa. Il giorno dopo si ritirerà per guai alla frizione, ma tanto basta perché Walkinshaw e Briatore lo prendano in squadra.
L’intuizione del Corsaro Verzuolese è quella di costruirgli un team attorno: e così arriva, fra gli altri, un certo Ross Brawn.
Saltiamo fino al ‘94, con le accuse relative all’illegalità della Benetton (chiedere a Jos Verstappen in merito alla valvola per il rifornimento, o a Damon Hill per il traction control). Come finì il mondiale ‘94 ce lo ricordiamo, no?
A fine ‘94, Bria si compra anche la Ligier, per poi rivenderla a Tom Walkinshaw, poiché i regolamenti della FIA non permettevano di possedere più team nel circus. Schumi e parte del suo team passano come è noto alla Rossa nel ‘96.
Nello stesso anno Briatore comprò anche una quota del team Minardi con l’intento di rivenderla alla British American Tobacco, ma dopo l’opposizione di Giancarlo Minardi e Gabriele Rumi, la rivendette a loro. Nel 1997 la Benetton lo licenzia (sostanzialmente per aver lasciato fuggire Schumacher) e prende David Richards.
Flavione chiede aiuto a Bernie Ecclestone, che lo accasa alla Supertec, azienda che forniva motori Renault a tre team.
Quando poi la Benetton fu venduta definitivamente alla Renault nel 2001, Briatore rientra dalla porta principale nel team francese.
A novembre 2003 il P.M. di Potenza, Henry John Woodcock, ne chiede la custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta su una serie di pressioni indebite verso ambienti ministeriali, ma il G.I.P. di Potenza si dichiara incompetente per territorio.
L’intuito di Briatore si manifesta prelevando dalla Minardi Fernando Alonso e facendone il bicampione del mondo 2005-2006.
Le stagioni successive non sono all’altezza della situazione.

Dossier “Crashgate”.
Quella che segue è una “ricostruzione” dei fatti.
Nelsinho Piquet, figlio di cotanto padre, col quale Briatore si era trovato magnificamente, diventa pilota titolare in Renault nel 2008, senza grossi risultati se si esclude il secondo posto al GP di Germania.

Piquetinho è sotto pressione: il suo contratto non è ancora stato rinnovato. Viene convocato da Bria e da Pat Symonds alla vigilia del GP di Singapore, in cui gli viene chiesto di causare un incidente in una curva senza gru nelle vicinanze, in modo tale da causare una safety car. Gli viene lasciato intendere che, se farà così, il suo contratto verrà rinnovato. I nervi a pezzi di Nelsinho fanno il resto. Dopo la gara, Briatore ringrazia laconicamente Piquetinho.
Flavione mantiene la promessa e, quasi incomprensibilmente per gli addetti ai lavori, rinnova il contratto a Nelsinho. Ma il 2009 non va come previsto.
Piquetinho si mantiene molto al di sotto delle attese, senza nemmeno far un punto. Alla vigilia della decima gara, il GP d’Europa, il 23 Agosto, Briatore appieda il figlio del grande Nelson, preferendogli Romain Grosjean. La separazione è carica di acrimonia. Piquetinho crede interiormente di esser stato ingannato, e che Briatore non ha mantenuto la sua promessa. Parla all’illustre padre, che non crede alle sue orecchie.
Nelson Piquet (senior) ne parla ad Ecclestone. Mr. Bernie intravede la possibilità di far fuori quello che stava diventando un intralcio ai suoi affari, tramite ad esempio la fondazione della FOTA (assieme a LCDM e ad un altro “epurato di lusso”, un certo Ron Dennis…).
Il consiglio che dà a Piquet è semplice: “non dire nulla alla stampa, e fottilo”.
Il 30 agosto 2009, durante la diretta di Spa, il giornalista brasiliano Reginaldo Leme, della TV brasiliana “Globo TV” si lascia sfuggire il fatto che Piquetinho avrebbe sbattuto di proposito a Singapore. La FIA avvia un’indagine. Le indagini vengono affidate alla stessa società che ha difeso il presidente della Fia, Max Mosley, dalle accuse del famoso scandalo a sfondo sessuale che ha minacciato di travolgerlo solo meno di un anno prima.
Il 4 settembre la Renault viene formalmente accusata di violare l’articolo 151c del Codice Sportivo. Sei giorni dopo, Piquetinho fa una dichiarazione alla FIA in cui conferma quanto affermato da Leme. Il giorno dopo, 11 Settembre, la Renault e Bria annunciano che sporgeranno querela nei confronti di Piquet. La FIA prende contromisure, ed è decisa a far fuori Briatore. Offre l’immunità a Pat Symonds, se fornirà dettagli alla FIA. Lui replica dicendo che l’idea del crash è stata di Piquetinho.
Succede qualcosa, in FIA. C’è chi tira in ballo un “mister X”, il quale avrebbe sostanzialmente avallato la versione di Piquet.
Fatto sta che il 16 settembre Briatore e Symonds lasciano il team, e la Renault afferma che non contesterà le accuse concernenti il Gran Premio di Singapore del 2008.
L’epilogo è del 21 settembre: si riunsce a Parigi il FIA World Motor Sport Council per la decisione. Briatore viene radiato a vita dalla F1 (per aver “negato l’evidenza”) e la Renault viene squalificata per due anni con la condizionale. Pat Symonds viene squalificato per 5 anni. Briatore non potrà nemmeno più guardare una gara FIA come spettatore, e se cercherà di fare il manager di un pilota, a questi non sarà rinnovata o concessa la superlicenza.

Epilogo.
Alla luce dei fatti, e del “profilo psicologico” di questo Barry Lyndon dei nostri giorni, mi chiedo come mai, in Italia, ci sia ancora gente disposta a difendere il Corsaro Verzuolese.
Non è una “sfida” Bria vs. Max & Bernie, si tratta della sopravvivenza di uno sport colpito ripetutamente da numerosi scandali. Fare tabula rasa potrà aiutare questo sport.
Personalmente, mi dispiace molto di più per il capo degli ingegneri, Symonds, che ha buttato nel cestino il duro lavoro di una vita. Paradossalmente, egli rischia addirittura l’estradizione verso Singapore: se quel Paese infatti decidesse di incriminare i tre per aver potenzialmente tentato un omicidio (immaginatevi solo se Piquetinho fosse decollato fra la folla…), esiste un trattato di estradizione tra la Gran Bretagna e Singapore. Non esiste, invece, un trattato di estradizione tra l’Italia e Singapore.

Come vedete, spesso le azioni che compiamo hanno delle implicazioni sulla vita di altre persone. Una decisione oggi apparentemente giusta, può trasformarsi in una sbagliata, domani. Ma è comunque giusto che chi ha sbagliato paghi.

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GP Singapore 2009: gli errori di Rosberg e Vettel lanciano Hamilton!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 27, 2009

Abbiamo discusso le qualifiche di Singapore a questo link.

Sulla griglia di partenza, segnaliamo che il gommista ha portato qui gomme morbide (le “dure”, ma solo di nome) e supermorbide, queste ultime molto più veloci. Gomme dure quasi per tutti. Solo Liuzzi ha le morbide.
C’è chi segnala, sul suo Twitter, tuoni in lontananza. Sarebbe un serio problema se piovesse.

Allo spegnimento del semaforo, Hamilton parte ottimamente, mentre Rosberg supera Vettel poco prima della prima curva. Sebastian resiste anche ad un attacco di Fernando Alonso. L’asturiano ha poi la peggio nei confronti di Webber, e viene passato anche da Glock. Räikkönen perde una posizione (13°), Fisichella ne guadagna due (16°). Entrambi oltre l’ottava posizione, quindi ben fuori dalla zona punti.
Kubica passa Kovalainen. La (nuova) BMW è cresciuta, e si vede. Peccato abbandoni a fine anno. Grosjean rientra dopo soli tre giri, e si ritira. Problema tecnico, o problema fisico (corre coi postumi di un’infezione intestinale)?
Hamilton comincia subito a macinare giri veloci, ma dal quarto giro il team gli chiede di disabilitare il KERS. Strano. E così Hamilton si porterà a spasso un po’ di zavorra extra. Ma non sembra risentirne, continuando a ritmo forsennato.
Webber, incredibilmente, restituisce le due posizioni (Glock ed Alonso) che ha guadagnato. Un sorpasso all’esterno visto come un “taglio di chicane”. La F.1 dei regolamenti paralleli impera. Mentre Rosberg “stampa il tempone” del nono giro, a Fisichella viene detto di provare a passare il suo ex team-mate Sutil il quale, dietro ad Alguersuari, sta surriscaldando il motore.
Al dodicesimo giro Kimi approfitta di un errore di Buemi, e guadagna la dodicesima posizione. Il passaggio successivo Fisichella deve difendersi dall’attacco di Liuzzi, e passa (all’esterno, sullo sporco) il pilota della Force India. Lo penalizzeranno?
Un detrito, perso da Glock, probabilmente un pezzo di alettone, causa una bandiera gialla permanente alla curva 6. Un prode kamikaze lo rimuove circa quattro giri dopo.
Vettel inaugura la serie di soste al 18° passaggio, continuando con le dure. Rosberg il giro successivo. Riuscendo, compie un’improvvida escursione di pista, attraversando la famigerata riga bianca, autocandidandosi per un drive-thru. Ok, non sembra l’abbia fatto di proposito, però peccato.
Anche Barrichello sfiora, dopo la sua uscita, la famigerata linea. Ma resta al di qua del segno. Come previsto, Nico viene penalizzato con un drive through. Un istante dopo, Sutil cerca di passare Alguersuari, non ce la fa, esce di pista, e cercando di rientrare compie un 180°… speronando col muso l’incolpevole Heidfeld! Ed è safety car. La striscia dei GP senza incidenti per Nick Heidfeld si ferma al record di 56. Pit lane aperta, stavolta (non come un anno fa…), e tutti ai box. Alguersuari, ai box, cerca di farci ricordare anche l’incidente ai box di Felipe Massa, ma riesce a travolgere solo un meccanico, partendo a lollipop girato, ma non alzato. Contusioni sparse sul lato sinistro dei suoi meccanici. Rosberg dovrà fare il suo drive through dopo il rientro della safety car, quindi rientrerà sostanzialmente in fondo. Sutil si ritira.
Alla ripartenza dopo la safety car, Rosberg non rientra come previsto per scontare la sua penalità, cercando di mettere più spazio fra sé e il resto del gruppo. Alonso tenta di attaccare Glock, senza successo. Rosberg effettua il suo drive through al limite dei tre giri permessi dal regolamento. Rientra 14°.
Vettel, dal 28° giro in poi, comincia a rosicchiare decimi ad Hamilton. Per lui è fondamentale essere vicino al campione del mondo, per poter sperare in un sorpasso ai box. Hamilton si accorge dell’attacco, e anche lui comincia ad ingranare.
A metà gara Hamilton ha solo 1 secondo su Vettel, quasi 5 su Glock, e circa 9 su Alonso. Poi Barrichello, Kovalainen, Button e Webber ottavo. Rubens fa da “tappo” a tutti gli altri, fino a Räikkönen, undicesimo. Rosberg anticipa la sua ultima sosta a 27 giri dalla fine. Gomme morbide per lui, e “bacia” pure un muro.
Hamilton si mette d’impegno, e spara il giro più veloce al 37° giro. Ma Vettel non molla. Anche se deve “largheggiare” per evitare che il suo propulsore vada in fumo. Vettel perde pure lo specchietto destro. Aerodinamica disturbata per lui.
Rosberg caccia e passa Alguersuari con un bel sorpasso a 23 giri dalla fine. Nico quasi lo ringrazia.
Vettel va ai box a mettere le morbide a 22 giri dalla fine. Supera pure il limite di velocità in pit lane. Drive thru per lui! Per non farsi mancare nulla, lascia pure in pista dei pezzi del diffusore posteriore, passando sopra un cordolo. L’eccesso di foga gli è stato fatale anche stavolta.
Sebastian sconta la sua penalità, perdendo anche altri pezzi. Dopo il pit stop di Webber, l’australiano si “spalma” alla curva 1, per un guaio ai pattini dei freni. Hamilton rientra subito ai box, ed in 6,5″ ne esce. Alonso è davanti ad Hamilton. Ma Fernando dovrà rifornire. Vettel sale al quinto posto, davanti a Kimi (che però dovrà fermarsi nuovamente). Un fatto strano a 13 giri dalla fine: il doppio ritiro delle Toro Rosso. Stessi freni di Webber? Allora perché Vettel è ancora in pista?
Alonso fa il suo “splash ‘n’ go” a 11 giri dal termine. Rientra quarto. Vettel compie un’escursione due giri dopo. Kimi Räikkönen effettua la sua sosta a 9 giri, ma rientra decimo. Alonso, galvanizzato dalla prospettiva del podio, stampa il giro più veloce.
Negli ultimi giri, si segnala il fatto che Ross Brawn “ingiunge” a Button, in un team radio, di portare la macchina, nera del carbonio dei freni, al traguardo. Jenson recepisce il messaggio.

Così all’arrivo: Hamilton vince davanti a Glock e terzo Fernando Alonso. Poi Vettel, Button, Barrichello, Kovalainen e Kubica a punti. Kimi decimo, Fisichella invisibile tredicesimo e penultimo. Migliorerà.

Giro più veloce: il 53° di Alonso, con 1′48″240.

Campionato piloti: Button guida con 84 punti, Barrichello ne ha 69. Vettel (59) recupera pochissimo, le speranze di mondiale per lui sono sostanzialmente compromesse. Quarto il compagno di squadra Webber (fermo a 51,5). Räikkönen quinto con 40 punti, solo 3 in più di Hamilton.

Mondiale costruttori: BrawnGP sempre davanti con 153 punti, e Red Bull-Renault seconda con 110,5. La Ferrari conserva il terzo posto, con 62 punti, e vede avvicinarsi la McLaren-Mercedes, che ne ha 59.

L’appuntamento con la F.1 è fra solo una settimana, il 4 ottobre, a Suzuka, per il GP del Giappone.
A rileggerci su queste pagine!

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Qualifiche GP Singapore 2009: Barrichello regala la pole ad Hamilton!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 26, 2009

Singapore. Un urto nella notte. La scena (imprevista) di un “delitto” di un anno fa.
Ma non anticipiamo troppo i tempi. Ci sarà spazio per un articolo su quello che i media hanno preso a chiamare “Crashgate”, ma non oggi. Torniamo a parlare di Formula Uno (vera). Gomme morbide ed extramorbide (o supermorbide). Qui, le gomme “dure” lo saranno solo di nome.

Pole per Lewis Hamilton, in battaglia con Sebastian Vettel fino a 26 secondi dalla fine. E’ Rubens Barrichello, con un bel botto (giusto a 26″ dalla fine) ad alimentare le “teorie complottiste” su questo tracciato: l’avrà fatto di proposito, magari per danneggiare Vettel? Barrichello, va segnalato, ha sostituito il cambio, quindi sarà arretrato di 5 posizioni sulla griglia.
Va bene, non scherziamo.

Ecco i tempi dei primi 10:

    Pilota       Tempo
1. Hamilton 1′47″891
2. Vettel 1′48″204
3. Rosberg 1′48″348
4. Webber 1′48″722
5. Barrichello 1′48″828
6. Alonso 1′49″054
7. Glock 1′49″180
8. Heidfeld 1′49″307
9. Kubica 1′49″514
10. Kovalainen 1′49″778

Eliminati in Q2: la Williams-Toyota di Nakajima, la BrawnGP di Button (che non ha granché brillato), la Ferrari di Kimi Räikkönen (sarà durissima, per Kimi, andare a podio per la quinta gara di fila, chissà come sarà contento Zanarini…), la Toro Rosso di Buemi e la Toyota di Trulli.

Non superano la Q1 le due Force India di Sutil (16°) e Liuzzi (ottimo ultimo, forse attardato da discussioni con la Guardia di Finanza…), scuderia che sembra esser tornata sulla Terra, chissà perché. Gli altri eliminati sono la Toro Rosso di Alguersuari (17°), poi Fisichella con l’altra Ferrari (con Kimi terzo nella stessa manche). No comment. Penultimo, Romain Grosjean su Renault, attardato da problemi ai freni che gli hanno anche causato un “lungo”.

I pesi.

Da inizio stagione la FIA rende pubblici i pesi delle monoposto, carburante incluso, dopo le qualifiche. Eccoli ordinati per posizione di qualifica:

       Pilota            Peso
 1.  Hamilton     660.5            
 2.  Vettel       651.0            
 3.  Rosberg      657.5            
 4.  Webber       654.5            
 5.  Barrichello  655.5            
 6.  Alonso       658.0            
 7.  Glock        660.5            
 8.  Heidfeld     650.0            
 9.  Kubica       664.0            
10.  Kovalainen   664.5            
11.  Nakajima     680.7*
12.  Button       683.0*            
13.  Raikkonen    680.5*            
14.  Buemi        678.0*           
15.  Trulli       690.9*           
16.  Sutil        693.0*           
17.  Alguersuari  683.5*           
18.  Fisichella   678.5*           
19.  Grosjean     683.0*           
20.  Liuzzi       656.0*

(*) Per i posti dall’undicesimo in giù, il peso è soltanto “dichiarato”.

Commento ai pesi: molte macchine piuttosto leggere, il “peso minimosca” spetta ad Heidfeld, con 650 Kg tondi, solo uno, ad ogni modo, in più di Vettel. Il fatto che, al momento dello schianto di Barrichello, Vettellino stesse facendo la pole position, a questo punto non sorprende. Sebastian, quindi, tenterà di scappare già allo start.
Alonso e soprattutto Glock sono più pesanti di tutti coloro che li precedono, potrebbero rivelarsi delle potenziali sorprese, specie se saranno molto avanti dopo il primo round di pit stops.
Fisichella cercherà di sfruttare il KERS in partenza, per passare quante più macchine possibile al via, dato che il suo peso appare sostanzialmente nella media. Le Ferrari dovrebbero fare una gara molto in ombra. Non fosse altro che già si corre di notte.

A domani, con la cronaca della gara!
Ci si rilegge su queste pagine!

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GP Italia 2009: il ritorno della Brawn!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 13, 2009

Le qualifiche di Monza sono state discusse qui.

Sulla griglia di partenza, si segnala la presenza del KERS sulle due Renault, oltre che su McLaren e Ferrari. Stessi pneumatici di Spa, vale a dire contigui: gomme medie (dure) e morbide. Alguersuari parte dalla pit lane. Strategie differenti per molti piloti: Barrichello ha gomme dure, molti con le morbide, ma differenti carichi di benzina. Non si prevede pioggia.

Allo start, Hamilton parte normalmente, Räikkönen, usando il KERS, deve scartare a sinistra per evitarlo e mette due ruote sull’erba. Kimi riesce comunque a passare Sutil alla prima curva. Glock taglia la chicane alla prima curva. Kovalainen viene passato dalle BrawnGP tra le due di Lesmo. Webber si ferma alla variante della Roggia.
Liuzzi passa Kovalainen all’esterno della Parabolica(!) mentre Alonso passa al secondo giro Vettel alla Roggia. Vettel viene passato anche da Kubica. Fisichella è undicesimo, e tenta l’attacco al Serraglio ai danni di Vettel, il quale si difende quasi schiacciandolo contro il muro. L’alettone di Kubica manda segnali preoccupanti, mentre Fisico viene passato da Heidfeld.
Kovalainen, con un grosso carico di benzina, viene passato anche da Alonso nel quarto giro. Grosjean è ultimo, attardato da dei problemi al cambio, mentre Rosberg va ai box al quinto giro, mettendo gomme morbide. Hamilton comincia a fare la lepre, e in 5 giri mette due secondi fra sé e Kimi Räikkönen.
Fisichella si trova in dodicesima posizione. Preavviso di squalifica (bandiera nera con cerchio pieno arancione) a Kubica, per via del pezzo di alettone che minaccia di staccarsi dalla sua vettura. Kubica (autore del contatto ai danni di Webber) ignora la bandiera nera-arancione e continua. Ma il giro dopo effettua il cambio del musetto, ma senza cambiare strategia. Erano già pieni di benzina, quindi fa solo uno “splash”, un mini-rabbocco, per arrivare a metà gara.
Robert si ritrova penultimo, davanti al solo Rosberg.
I primi tre, vale a dire Hamilton, Räikkönen e Sutil, girano considerevolmente più rapidi delle altre vetture. Ma questo è logico in virtù delle loro strategie a due soste. Specialmente Hamilton, che al quattordicesimo giro rifila circa 7 decimi a Räikkönen. Sutil resta a circa un secondo da Kimi Räikkönen.
Hamilton effettua la sua prima sosta al 15° giro, passando alle dure. Räikkönen, nel frattempo, effettua il suo miglior giro. Hamilton rientra in quinta posizione, appena davanti (36 centesimi) a Liuzzi. Kubica si ritira al sedicesimo giro, mentre Liuzzi continua a farsi vedere negli specchietti di Hamilton.
Anche Sutil effettua la sua prima sosta, e rientra davanti a Kovalainen al settimo posto. Gomme dure anche per lui.
Kimi Räikkönen va ai box il giro successivo, continua con gomme morbide e rientra dietro Hamilton e Liuzzi, e davanti ad un Alonso che non ha ancora rifornito. Anche Alguersuari si ritira, nel corso del 20° giro. Ora (22° passaggio) la corsa è guidata da Barrichello, con Button a 2″1 e poi Hamilton, Liuzzi e Räikkönen. Tracce di Fisichella in undicesima posizione. E Fisico dovrà ancora rifornire.
Liuzzi si ferma alla variante della Roggia nel corso del 23° giro. Dal rumore sembra un problema meccanico (differenziale?). Fumo dalla bancata di destra.
Alonso rientra dalla sosta in nona posizione, davanti a Nakajima. Barrichello comincia a spingere, e fa un bel giro veloce, scendendo sotto l’1′25″. Nel corso dello stesso passaggio si fermano ai box Kovalainen e Vettel.
Button effettua il suo pit al 28° passaggio. Fisichella è risalito sino alla settima posizione, ma dovrà ancora rifornire. Ha 14 secondi di vantaggio da Alonso. Barrichello mette e morbide al 29° giro, e rientra al quarto posto.
Gomme dure per Fisichella per la sua unica sosta. E’ in lotta con Vettel, al tredicesimo posto.
Il team radio di Hamilton (che vuole le gomme dure) sembra sintomatico del fatto che Lewis sta apparentemente “correndo in carrozza”. Ma le BrawnGP non ci stanno, e prima Barrichello, e poi Button, fanno tempi interessanti.
Hamilton effettua la sua seconda sosta a 19 giri dalla fine. Barrichello e Button passano il campione del mondo. Räikkönen guida nuovamente la corsa, con 1,2 secondi su Sutil e 10,3 su Barrichello. Sutil fa pure il giro più veloce.
Räikkönen cerca di fare giri veloci per accumulare secondi per permettergli di mantenere la posizione dopo la sosta. Probabilmente non basteranno.
Kimi e Sutil (che travolge un meccanico) effettuano la sosta a 16 giri dal termine. Le BrawnGP ed Hamilton sono già passati. Kimi è quarto. Sutil quinto.
Glock lascia passare Trulli alla variante della Roggia a 14 tornate dalla fine. Ma entrambi sono fuori dai punti.
Fisichella naviga in decima posizione, a 8 secondi e 6 da Vettel e 11″5 da Heidfeld. Räikkönen viene incalzato da Sutil a 11 giri dal termine. Il distacco tra i due è di meno di un secondo. Escursione di Vettel alla seconda di Lesmo al 43° passaggio.
Nei giri finali Hamilton cerca di attaccare Button, mentre Nakajima e le due Toyota regalano un po’ di spettacolo, con il nippo che si difende da Jarno “sportellando” alla prima variante, e Jarno che perde la testa, ed altre due posizioni, tra le due di Lesmo. Escursione “da rally” per lui. Buemi ringrazia e passa.
All’ultimo giro, alla prima di Lesmo, il “fattaccio”: Hamilton tocca il cordolo e si avvita in testacoda, finendo contro le barriere. Safety car, ma non c’è nemmeno il tempo per schierarla.

L’ordine d’arrivo: Barrichello vince davanti a Button e terzo (ancora!) Kimi Räikkönen. Poi Sutil, Alonso, Kovalainen, Heidfeld e Vettel a punti. Fisichella nono, ad un secondo e 4 decimi. Migliorerà.

Giro più veloce: il 36° di Sutil, col tempo di 1′24″739.

Mondiale piloti: Button ha 80 punti, Barrichello va a 66. Vettel (54) sempre davanti al compagno di squadra Webber (fermo a 51,5). Räikkönen quinto con 40 punti.

Classifica costruttori: BrawnGP sempre davanti con 146 punti, e Red Bull-Renault seconda con 105,5. La Ferrari conserva il terzo posto, con 62 punti, e incrementa ancora sulla McLaren-Mercedes, che ne ha 47.

L’appuntamento con la F.1 è per il 27 settembre, a Singapore, per l’omonimo Gran premio, che si correrà in notturna come già successo nel 2008.
Ci rileggiamo su queste pagine!

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Qualifiche GP Italia 2009: Kimi fa quello che può!

Pubblicato da marcotheavalanche su Settembre 12, 2009

A Monza, la sorpresa arriva da Giancarlo Fisichella, finalmente (per lui) al volante della Rossa di Maranello.  Dopo i due ultimi posti di Luca Badoer, il romano potrebbe solo migliorare. Ed infatti, all’esordio al volante della Rossa, ottiene l’ottavo tempo nella prima sessione delle libere nel venerdì, dando la paga pure al compagno di scuderia Kimi Räikkönen, ma poi resta ultimo nella seconda manche, e nelle libere del sabato, un’escursione alla Parabolica (dopo una bloccata dell’anteriore destra) fa sì che il romano si “spalmi” nella via di fuga. Risultato: sospensione anteriore sinistra distrutta e mezz’ora di qualifiche andata.

Anche la Force India si conferma il team in maggior crescita: dopo l’ottimo risultato di Spa di Fisico, oggi Sutil si è piazzato al secondo posto, e il team ha portato entrambe le vetture in Q3. Infatti, Vitantonio Liuzzi, che sostituisce Fisichella,  si qualifica con un ottimo settimo tempo.

Va comunque fatto notare che ben sei vetture nelle prime sette hanno un motore Mercedes. Questo dovrebbe dare da pensare.
Pole position di Hamilton che sembra essere in grado di fare una gara vincente anche domani. Kimi Räikkönen fa quello che può per arginare lo strapotere Mercedes: terzo posto, e possibilità di partire dal lato pulito della pista, fattore da non sottovalutare, anche nell’ottica di una partenza col KERS.
Un po’ in ombra Alonso, ottavo, e le due Red Bull. Vettel solo nono, anche se (come ad esempio Trulli) sta cominciando a gestire i suoi motori sino alla fine della stagione, al fine di evitare la penalizzazione di 10 posti in griglia. Decimo Webber.

Ecco i tempi dei primi 10:

Pilota Tempo
1. Hamilton 1′24″066
2. Sutil 1′24″261
3. Räikkönen 1′24″523
4. Kovalainen 1′24″845
5. Barrichello 1′25″015
6. Button 1′25″030
7. Liuzzi 1′25″043
8. Alonso 1′25″072
9. Vettel 1′25″180
10. Webber 1′25″314

Eliminati nella seconda manche di qualifica: la Toyota di Trulli, la Renault di Grosjean e la BMW di Kubica, che non ha potuto disputare gli ultimi 5′ di qualifica per via di un problema al motore. Poi, quattordicesimo, Giancarlo Fisichella su Ferrari. No comment. Infine Nick Heidfeld sull’altra BMW, il quale parcheggia la sua vettura dopo nemmeno 6 minuti.

Fuori in Q1 la Toyota di Glock, le Williams-Toyota di Nakajima e Rosberg (per la prima volta entrambe fuori in Q1, quest’anno) e le due Toro Rosso di Buemi (danneggiato da Hamilton alla prima variante) ed Alguersuari.
Si segnala che Alguersuari, già ultimo, dovrà essere arretrato di 5 posizioni per aver sostituito la trasmissione dopo le libere. Nessuna vera penalità per lui, dunque.

I pesi.

Da inizio stagione la FIA rende pubblici i pesi delle monoposto, carburante incluso, dopo le qualifiche. Eccoli ordinati per posizione sulla griglia:

Pilota    Peso
1.  Hamilton    653.5
2.  Sutil       655.0
3.  Räikkönen   662.0
4.  Kovalainen  683.0
5.  Barrichello 688.5
6.  Button      687.0
7.  Liuzzi      679.5
8.  Alonso      677.5
9.  Vettel      682.0
10. Webber      683.0
11. Trulli      703.0*
12. Grosjean    699.8*
13. Kubica      697.5*
14. Fisichella  690.0*
15. Heidfeld    697.5*
16. Glock       709.8*
17. Nakajima    706.2*
18. Rosberg     708.6*
19. Buemi       706.0*
20. Alguersuari 706.0*

(*) Per i posti dall’undicesimo in giù, il peso è soltanto “dichiarato”.

Commento ai pesi: molte “autobotti”, fra le quali spicca quella di Timo Glock, con il peso di 709,8 Kg. Con ogni probabilità, tutte le vetture più pesanti di 700 Kg tenteranno di effettuare una sola sosta.
La monoposto più leggera è quella di Hamilton, che tenterà di scappare già dalla partenza. Dovrà solo sperare che non entri la safety car. O che non piova.
Barrichello è il pilota più pesante di tutti coloro che lo precedono, e sono ben 4 piloti: questo potrebbe dargli quel giro in più in condizioni di pista libera e macchina leggera che potrebbe essere una benedizione su un tracciato come Monza.
Da notare il fatto che Barrichello ha fatto il tempo pur pesando 1,5 Kg più del compagno di scuderia Button, lasciandoselo dietro.
Fisichella è piuttosto leggero, probabilmente cercherà di sfruttare questo fattore, oltre al KERS, per sopravanzare quante più macchine possibile al via.

A domani, con la cronaca della gara!
Ci rileggiamo su queste pagine!

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